“ilfattoquotidiano.it 30.06.2013”
“Non c’è nessun automatismo nell’alleanza con
il Pdl“. A lanciare l’avvertimento è Roberto Maroni dal
palco del Teatro Nuovo di Milano, dove si è riunito il congresso dei
giovani padani. Se Silvio Berlusconi, proponendo un nuovo Pdl che
tornasse alla Forza Italia del 1994, pensava di riproporre anche le vecchie
alleanze, dovrà fare un passo indietro. Il segretario del Carroccio fa
infatti sapere di non essere interessato “ai movimenti degli altri
partiti”. Il governatore lombardo ricorda l’appuntamento
con l’assemblea federale della Lega per il 21-22 settembre a Venezia.
Per allora “il Pdl – sostiene – si sarà chiarito le idee e noi saremo in grado
di decidere sulla base di contenuti se continuare l’alleanza. Tutto è
aperto”. Poi specifica: ”Il Pdl non esiste più fra pochi giorni e noi
abbiamo l’opportunità di entrare lì e conquistarne i consensi. Noi non abbiamo
bisogno di cambiare il nostro nome, di cui non ci vergogniamo”. Primo
obiettivo, rimane però “l’indipendenza della Padania“.Poi richiama anche
l’esecutivo, avvertendolo di essere pronto a violare “il patto di
stabilità“. E spiega: ”C’è un modo molto semplice per diminuire la spesa pubblica:
applicare i costi standard. Se non li si applicano subito, prenderemo adeguati
provvedimenti.
Quindi il governo Letta è avvisato: o applica i costi standard o la Lombardia farà come le altre Regioni”.Se Maroni discute di alleanze, Matteo Salvini chiarisce chi sono i “nemici”. “I nuovi maiali sono a Bruxelles“, spiega Salvini. E lancia il proprio je accuse: “In mille hanno fatto l’Italia, in mille questa porcheria possono distruggerla. Oggi più che Roma ladrona, parlerei di Roma cialtrona. A Roma ci sono quattro peracottai. Oggi il vero pericolo non è al Sud, ma è in giacca e cravatta, lavora in banca e talvolta si ritrova con altri cinquanta in qualche località per decidere chi campa e chi muore”. “I nuovi nazisti -prosegue nel suo intervento - sono qualcosa di più pericoloso, perché ci tolgono il futuro, le radici, l’identità. Vogliono che tutti diventiamo solo numeri, consumatori”. Per questo, rivolto ai giovani del movimenti, Matteo Salvini esorta a “decidere di non sopravvivere. O viviamo o facciamo la battaglia finale, o si vince o si perde. Questo è il momento di giocarsi il tutto per tutto”.E mentre parla, a sottolineare come il vero antagonista ora sia Bruxelles, in teatro sventolano due bandiere dell’Unione Europea, una con falce e martello e l’altra con una svastica, sconfessati da Maroni. “L’Europa non è né nazista né comunista”, ha tenuto a chiarire il segretario della Lega Roberto Maroni, ritenendo “eccessive” le bandiere “L’Europa – ha proseguito Maroni – è una struttura inefficiente, preda di lotte e interesse, e per questo vogliamo cambiarla. Ma non è un’ Europa ideologica, e ben peggio perché almeno le ideologie avevano dietro delle utopie, questa Unione europea – ha concluso il governatore della Lombardia – è l’Europa delle lobby dei Mario Monti e dei banchieri”. Poi Salvini cerca di fare da paciere nella frattura tra Bossi e Maroni. La conclusione del suo intervento, infatti, richiama i due: “Viva la Lega, viva Umberto Bossi, viva Roberto Maroni!”.
Quindi il governo Letta è avvisato: o applica i costi standard o la Lombardia farà come le altre Regioni”.Se Maroni discute di alleanze, Matteo Salvini chiarisce chi sono i “nemici”. “I nuovi maiali sono a Bruxelles“, spiega Salvini. E lancia il proprio je accuse: “In mille hanno fatto l’Italia, in mille questa porcheria possono distruggerla. Oggi più che Roma ladrona, parlerei di Roma cialtrona. A Roma ci sono quattro peracottai. Oggi il vero pericolo non è al Sud, ma è in giacca e cravatta, lavora in banca e talvolta si ritrova con altri cinquanta in qualche località per decidere chi campa e chi muore”. “I nuovi nazisti -prosegue nel suo intervento - sono qualcosa di più pericoloso, perché ci tolgono il futuro, le radici, l’identità. Vogliono che tutti diventiamo solo numeri, consumatori”. Per questo, rivolto ai giovani del movimenti, Matteo Salvini esorta a “decidere di non sopravvivere. O viviamo o facciamo la battaglia finale, o si vince o si perde. Questo è il momento di giocarsi il tutto per tutto”.E mentre parla, a sottolineare come il vero antagonista ora sia Bruxelles, in teatro sventolano due bandiere dell’Unione Europea, una con falce e martello e l’altra con una svastica, sconfessati da Maroni. “L’Europa non è né nazista né comunista”, ha tenuto a chiarire il segretario della Lega Roberto Maroni, ritenendo “eccessive” le bandiere “L’Europa – ha proseguito Maroni – è una struttura inefficiente, preda di lotte e interesse, e per questo vogliamo cambiarla. Ma non è un’ Europa ideologica, e ben peggio perché almeno le ideologie avevano dietro delle utopie, questa Unione europea – ha concluso il governatore della Lombardia – è l’Europa delle lobby dei Mario Monti e dei banchieri”. Poi Salvini cerca di fare da paciere nella frattura tra Bossi e Maroni. La conclusione del suo intervento, infatti, richiama i due: “Viva la Lega, viva Umberto Bossi, viva Roberto Maroni!”.

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