Contestazione contenuta ma ugualmente vistosa quella che ha accolto ieri sera il ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge al suo arrivo alla sede universitaria di Sant'Agostino, a Bergamo Alta. Gli esponenti del Carroccio hanno srotolato uno striscione con la scritta «Tony ministro, Kyenge solita minestra», riferendosi all'assessore comunale di Spirano Tony lwobi, leghista di origine nigeriana. «Siamo qua - ha detto ai giornalisti lo stesso Iwobi per parlare al ministro per capire qual è la sua politica. Chiediamo che venga fatta una immigrazione corretta». Una manifestazione pacifica, quella dei leghisti, che comunque si sono presentati alla sede di Sant'Agostino con magliette provocatorie («Sono un assessore leghista, vuoi parlare con me?», «Ministro, mi puoi aiutare? Voglio la cittadinanza padana» e «Iwobi con i padani, Kyenge con i clandestini»).
I leghisti hanno cercato di parlare con il ministro senza riuscirci: hanno spiegato di volerle illustrare le proprie posizioni contro lo ius soli e a favore del reato di clandestinità. La zona è stata anche sorvolata da un aereo che trascinava uno striscione con la scritta «Stop ai clandestini - Lega Nord». Secondo Giovanni Malanchini, sindaco leghista di Spirano, il «modello vincente di integrazione» è appunto il suo assessore Iwobi, già candidato, a marzo, al Consiglio regionale lombardo, e non, invece, «l'integrazione solo sulla carta» del ministro Cécile Kyenge. Per questo Malanchini e Iwobi si sono presentati alla sala conferenze di Sant'Agostino, con l'obiettivo di incontrare la ministra per criticare il suo modello di integrazione e proporre invece quello di lwobi. lwobi, nativo della Nigeria, vive dal 1977 a Spirano, dove ha sposato una bergamasca, è padre di due figli e nonno di altrettanti nipotini. Dopo aver lavorato, nei primi anni in Italia, come spazzino, dal 2001 è imprenditore e dirige una società di servizi informatici con otto tecnici. Entrato nella Lega Nord negli anni '90 è militante da vent'anni. Dal 2009 è assessore ai Servizi sociali e alla Famiglia in Comune a Spirano. Della Kyenge e d'immigrazione ha parlato anche il segretario della Lega Lombarda ed europarlamentare Matteo Salvini, a Radio 24: «Se uno sale su un barcone sa cosa rischia, la colpa non è di quel disgraziato ma di quelli come Laura Boldrini e la Kyenge che gli fanno capire che in Italia c'è posto e lavoro per tutti, la coscienza sporca ce l'hanno loro. Vadano a casa della Boldrini e della Kyenge». «Boldrini e Kyenge - dice Salvini - alimentano il traffico di esseri umani dicendo che non è più reato. Il loro comportamento politico alimenta l' immigrazione clandestina». Per Salvini «se accogliamo i clandestini affondiamo, bisogna fare come in Francia o in Australia dove li spediscono indietro con le buone e con le cattive».
I leghisti hanno cercato di parlare con il ministro senza riuscirci: hanno spiegato di volerle illustrare le proprie posizioni contro lo ius soli e a favore del reato di clandestinità. La zona è stata anche sorvolata da un aereo che trascinava uno striscione con la scritta «Stop ai clandestini - Lega Nord». Secondo Giovanni Malanchini, sindaco leghista di Spirano, il «modello vincente di integrazione» è appunto il suo assessore Iwobi, già candidato, a marzo, al Consiglio regionale lombardo, e non, invece, «l'integrazione solo sulla carta» del ministro Cécile Kyenge. Per questo Malanchini e Iwobi si sono presentati alla sala conferenze di Sant'Agostino, con l'obiettivo di incontrare la ministra per criticare il suo modello di integrazione e proporre invece quello di lwobi. lwobi, nativo della Nigeria, vive dal 1977 a Spirano, dove ha sposato una bergamasca, è padre di due figli e nonno di altrettanti nipotini. Dopo aver lavorato, nei primi anni in Italia, come spazzino, dal 2001 è imprenditore e dirige una società di servizi informatici con otto tecnici. Entrato nella Lega Nord negli anni '90 è militante da vent'anni. Dal 2009 è assessore ai Servizi sociali e alla Famiglia in Comune a Spirano. Della Kyenge e d'immigrazione ha parlato anche il segretario della Lega Lombarda ed europarlamentare Matteo Salvini, a Radio 24: «Se uno sale su un barcone sa cosa rischia, la colpa non è di quel disgraziato ma di quelli come Laura Boldrini e la Kyenge che gli fanno capire che in Italia c'è posto e lavoro per tutti, la coscienza sporca ce l'hanno loro. Vadano a casa della Boldrini e della Kyenge». «Boldrini e Kyenge - dice Salvini - alimentano il traffico di esseri umani dicendo che non è più reato. Il loro comportamento politico alimenta l' immigrazione clandestina». Per Salvini «se accogliamo i clandestini affondiamo, bisogna fare come in Francia o in Australia dove li spediscono indietro con le buone e con le cattive».

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