“Iva Garibaldi”
“La Padania 26.07.2013”
Beppe
Grillo e Gianroberto Casaleggio? Hanno rubato i voti al Nord, al Veneto
raccontando storie agli imprenditori, promettendo
semplificazioni e sburocratizzazioni. Promesse tradite, almeno a giudicare dall'emendamento
voluto dal deputato stellato Giacomo Pisano e votato dalla maggioranza al
decreto del cosiddetto fare, o fare marchette come l'ha ribattezzato la Lega Nord.
Di cosa si tratta? Dell 'obbligatorietà del Durt, il documento unico di
regolarità tributaria. Un documento che è indispensabile per far lavorare le
imprese edili, gli artigiani, le imprese che fanno manutenzione. Ma è solo un
balzello burocratico e per ottenerlo servono ben 21 documenti. Una montagna di
scartoffie che peserebbero ancora di più sulle imprese. La Lega Nord questa
mossa ai grillini non l'ha perdonata.
E così l'altro giorno, per primo, Filippo Susin ha denunciato la proposta dei 5 stelle. Ma il pasticcio è esploso solo ieri con la ribellione delle imprese, E la Lega ha incalzato Grillo e Casaleggio finché lui non è venuto allo scoperto, sconfessando l'operato del suo deputato. «Caro Beppe Grillo scrive su Twitter Massimo Bitonci - sull'emendamento M5s Durt non ti puoi dissociare solo ora perché gli imprenditori si son rivoltati per la cazzata». L'attacco pesante del carroccio era partito già molte prima: «La Lega Nord Senato farà una dura battaglia sul Durt - sottolinea Bitonci - inventato da un grillino. Basta burocrazia. Vergogna Grillo e Casaleggio». Insorgono i leghisti del Veneto: «Grillo e Casaleggio, avete rubato i rubati i voti in Veneto. In campagna elettorale i due esponenti grillini sono venuti nella nostra terra per incontrare imprenditori e artigiani ai quali hanno raccontato e promesso che li avrebbero aiutati. E invece - denunciano i parlamentari del Carroccio Matteo Bragantini, Busin, Roberto Caon, Emanuele Prataviera, Marco Marcolin, e le senatrici Patrizia Bisinella, Raffaela Bellot, Emanuela Munerato ed Erika Stefani - nelle Aule parlamentari hanno proposto, attenendolo, addirittura l'obbligatorietà del Durt, il documento unico di regolarità tributaria». Il Durt, proseguono, «è un balzello che imporrà l'obbligo di produrre ben 21 scartoffie per attenerlo. Ed è indispensabile per poter lavorare nel campo dell'edilizia, della manutenzione e dell'artigianato. Settori già in gravissima crisi. La Lega Nord scenderà in piazza accanto alle categorie economiche e spiegheremo a tutti i veneti artigiani e imprenditore cosa hanno fatto in Parlamento i grillini. Ricorderemo a tutti che la firma all'emendamento per il Durt l'ha presentato il deputato stellato Giacomo Pisano. Al Senato come Lega Nord presenteremo la cancellazione dell'obbligatorietà del Durt». La battaglia si sposta al Senato. Il cosiddetto decreto del non-fare dovrebbe ricevere oggi il sì di Montecitorio.
E così l'altro giorno, per primo, Filippo Susin ha denunciato la proposta dei 5 stelle. Ma il pasticcio è esploso solo ieri con la ribellione delle imprese, E la Lega ha incalzato Grillo e Casaleggio finché lui non è venuto allo scoperto, sconfessando l'operato del suo deputato. «Caro Beppe Grillo scrive su Twitter Massimo Bitonci - sull'emendamento M5s Durt non ti puoi dissociare solo ora perché gli imprenditori si son rivoltati per la cazzata». L'attacco pesante del carroccio era partito già molte prima: «La Lega Nord Senato farà una dura battaglia sul Durt - sottolinea Bitonci - inventato da un grillino. Basta burocrazia. Vergogna Grillo e Casaleggio». Insorgono i leghisti del Veneto: «Grillo e Casaleggio, avete rubato i rubati i voti in Veneto. In campagna elettorale i due esponenti grillini sono venuti nella nostra terra per incontrare imprenditori e artigiani ai quali hanno raccontato e promesso che li avrebbero aiutati. E invece - denunciano i parlamentari del Carroccio Matteo Bragantini, Busin, Roberto Caon, Emanuele Prataviera, Marco Marcolin, e le senatrici Patrizia Bisinella, Raffaela Bellot, Emanuela Munerato ed Erika Stefani - nelle Aule parlamentari hanno proposto, attenendolo, addirittura l'obbligatorietà del Durt, il documento unico di regolarità tributaria». Il Durt, proseguono, «è un balzello che imporrà l'obbligo di produrre ben 21 scartoffie per attenerlo. Ed è indispensabile per poter lavorare nel campo dell'edilizia, della manutenzione e dell'artigianato. Settori già in gravissima crisi. La Lega Nord scenderà in piazza accanto alle categorie economiche e spiegheremo a tutti i veneti artigiani e imprenditore cosa hanno fatto in Parlamento i grillini. Ricorderemo a tutti che la firma all'emendamento per il Durt l'ha presentato il deputato stellato Giacomo Pisano. Al Senato come Lega Nord presenteremo la cancellazione dell'obbligatorietà del Durt». La battaglia si sposta al Senato. Il cosiddetto decreto del non-fare dovrebbe ricevere oggi il sì di Montecitorio.

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