“La Padania 21-22.07.2013”
Continua
l'effetto ius soli sulle coste meridionali. Le promesse di cittadinanza
facile fatte da alcuni esponenti del governo, con tutti i diritti che ne derivano,
attirano ogni giorno nel nostro Paese centinaia di immigrati clandestini. L'altra
notte la Guardia Costiera ha soccorso al largo delle coste di Lampedusa e Pozzallo
due imbarcazioni con a bordo migranti. Il primo dopo una telefonata arrivata da
un cellulare satellitare alla centrale operativa che segnalava un gommone in
avaria. Il gommone, che era in acque maltesi, è stato scortato in acque
italiane dalle stesse autorità maltesi: qui è poi avvenuto il trasbordo,
eseguito dalla Guardia Costiera. I 41 migranti eritrei, fra cui una donna, sono
stati accompagnati al porto di Pozzallo. Il secondo intervento è stato portato
a termine allargo di Lampedusa: il motopesca "Pindaro" ha segnalato la
presenza di un gommone a 5 miglia da Lampedusa. Una motovedetta della Guardia
Costiera ha scortato l'imbarcazione al porto
di Lampedusa. A bordo 17 siriani, fra cui anche una donna e due bambini.
Altri novanta migranti, fra cui 22 bambini, sono stati intercettati in un barcone nella notte alla periferia sud di Siracusa, alla Marchesa di Cassibile, dove i mezzi della Capitaneria di porto non potevano navigare. Così, l'equipaggio di una Volante della polizia ha usato un pedalò trovato in spiaggia per portare a terra i migranti, per lo più provenienti dalla Siria. Cinquantatrè immigrati, tutti uomini, sono stati intercettati e salvati da militari della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera nel mar Jonio, al largo delle coste della Calabria e della Puglia. Erano a bordo di un peschereccio in pessime condizioni che aveva grosse difficoltà a proseguire la navigazione. L'imbarcazione è stata individuata nella notte da un aereo islandese in pattugliamento aeromarittimo nell'ambito dell'operazione "Aeneas 2013", a circa 50 miglia al largo di Capo Rizzuto. Alle prime luci dell'alba un pattugliatore dei Reparti d'Altura della Gdf ha mollato gli ormeggi da Crotone per dirigersi alla ricerca del peschereccio, affiancato da due unità veloci e da un elicottero del reparto Operativo aeronavale della Regione Calabria. Le ricerche, coadiuvate anche da un mezzo della Guardia Costiera di Crotone, si sono concluse in mattinata con l'avvistamento del barcone da parte del pattugliatore della Finanza. Da accertare le nazionalità dei migranti, che sono stati accompagnati nel centro d'accoglienza "Sant'Anna" di Crotone. Un gommone con 34 persone a bordo è stato segnalato in difficoltà con un tubolare sgonfio a 28 miglia nautiche a nord delle coste libiche e a 128 miglia nautiche a sud di Lampedusa. «Il Comando generale delle Capitanerie di Porto, allertato da una comunicazione ricevuta da telefono satellitare, ha comunicato la posizione del gommone a Nave "Sirio" , unità della Marina Militare in pattugliamento nel Canale di Sicilia» informa la Marina in una nota. Soccorsi, i migranti sono risultati 21 uomini, quattro donne e nove minori, provenienti da Eritrea, Somalia, Sudan, Ghana. Ma sempre più spesso siamo chiamati ad intervenire per prestare soccorso ad imbarcazioni in difficoltà. E ogni volta si rivela un'esperienza umana molto forte», assicura. Il sindaco delle Isole Pelagie, Giusi Nicolini, ha inviato alle madri tunisine alla ricerca dei migranti dispersi tra il settembre del 2010 e il settembre del 2013 una lettera per confermare la propria vicinanza e il proprio appoggio nella battaglia per conoscere la verità sulla sorte dei loro famigliari dispersi sulla rotta dell'Europa. L'appello delle madri e delle famiglie tunisine, insieme al dossier in cui hanno raccolto i dati su l viaggio dei loro cari con date, luoghi, incontri, telefonate, tracce che fanno sperare che siano sopravvissuti e approdati in Italia, è stato inviato dal sindaco Nicolini a Luigi Manconi, presidente della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, ai ministri dell'Interno Alfano e degli Esteri Bonino, infine all'Unione europea. A loro si chiede di verificare, attraverso tutti gli strumenti disponibili, che non ci siano stati naufragi di cui non si sia venuti a conoscenza e l'apertura di un'inchiesta che permetta d i confrontare il dna dei naufraghi deceduti con quello dei famigliari in Tunisia che stanno cercando migranti scomparsi. Nel corso della settimana passata sono stati rimpatriati, con diversi voli aerei, 163 immigrati extracomunitari, soprattutto di nazionalità egiziana, tunisina e marocchina, rintracciati sul territorio nazionale. Lo rende noto il Viminale.
Altri novanta migranti, fra cui 22 bambini, sono stati intercettati in un barcone nella notte alla periferia sud di Siracusa, alla Marchesa di Cassibile, dove i mezzi della Capitaneria di porto non potevano navigare. Così, l'equipaggio di una Volante della polizia ha usato un pedalò trovato in spiaggia per portare a terra i migranti, per lo più provenienti dalla Siria. Cinquantatrè immigrati, tutti uomini, sono stati intercettati e salvati da militari della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera nel mar Jonio, al largo delle coste della Calabria e della Puglia. Erano a bordo di un peschereccio in pessime condizioni che aveva grosse difficoltà a proseguire la navigazione. L'imbarcazione è stata individuata nella notte da un aereo islandese in pattugliamento aeromarittimo nell'ambito dell'operazione "Aeneas 2013", a circa 50 miglia al largo di Capo Rizzuto. Alle prime luci dell'alba un pattugliatore dei Reparti d'Altura della Gdf ha mollato gli ormeggi da Crotone per dirigersi alla ricerca del peschereccio, affiancato da due unità veloci e da un elicottero del reparto Operativo aeronavale della Regione Calabria. Le ricerche, coadiuvate anche da un mezzo della Guardia Costiera di Crotone, si sono concluse in mattinata con l'avvistamento del barcone da parte del pattugliatore della Finanza. Da accertare le nazionalità dei migranti, che sono stati accompagnati nel centro d'accoglienza "Sant'Anna" di Crotone. Un gommone con 34 persone a bordo è stato segnalato in difficoltà con un tubolare sgonfio a 28 miglia nautiche a nord delle coste libiche e a 128 miglia nautiche a sud di Lampedusa. «Il Comando generale delle Capitanerie di Porto, allertato da una comunicazione ricevuta da telefono satellitare, ha comunicato la posizione del gommone a Nave "Sirio" , unità della Marina Militare in pattugliamento nel Canale di Sicilia» informa la Marina in una nota. Soccorsi, i migranti sono risultati 21 uomini, quattro donne e nove minori, provenienti da Eritrea, Somalia, Sudan, Ghana. Ma sempre più spesso siamo chiamati ad intervenire per prestare soccorso ad imbarcazioni in difficoltà. E ogni volta si rivela un'esperienza umana molto forte», assicura. Il sindaco delle Isole Pelagie, Giusi Nicolini, ha inviato alle madri tunisine alla ricerca dei migranti dispersi tra il settembre del 2010 e il settembre del 2013 una lettera per confermare la propria vicinanza e il proprio appoggio nella battaglia per conoscere la verità sulla sorte dei loro famigliari dispersi sulla rotta dell'Europa. L'appello delle madri e delle famiglie tunisine, insieme al dossier in cui hanno raccolto i dati su l viaggio dei loro cari con date, luoghi, incontri, telefonate, tracce che fanno sperare che siano sopravvissuti e approdati in Italia, è stato inviato dal sindaco Nicolini a Luigi Manconi, presidente della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, ai ministri dell'Interno Alfano e degli Esteri Bonino, infine all'Unione europea. A loro si chiede di verificare, attraverso tutti gli strumenti disponibili, che non ci siano stati naufragi di cui non si sia venuti a conoscenza e l'apertura di un'inchiesta che permetta d i confrontare il dna dei naufraghi deceduti con quello dei famigliari in Tunisia che stanno cercando migranti scomparsi. Nel corso della settimana passata sono stati rimpatriati, con diversi voli aerei, 163 immigrati extracomunitari, soprattutto di nazionalità egiziana, tunisina e marocchina, rintracciati sul territorio nazionale. Lo rende noto il Viminale.

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