Il
ministro per la Coesione Territoriale Carlo Triglia lancia l'ennesimo allarme
sul Sud chiedendo al Governo un piano da 5-10 miliardi ma Luca Zaia non
ci sta. «L'ennesima ricetta per il sud proposta oggi dal Ministro Triglia -
ribatte agguerritissimo il governatore del Veneto - è un film già visto, dove
la prospettiva di nuovi, molti, fondi pubblici, in questo caso europei, è concreta, mentre il richiamo a farla finita
con gli sprechi è una litania sentita mille volte e non ancora visibile in concreto.
Se diventasse realtà l'ipotesi di farla finita con gli sprechi, i fondi europei
diventerebbero davvero un volano di sviluppo, ma senza un piano strategico di
lotta ai buchi neri, rischierebbero di essere come l'acqua che scorre in una
conduttura bucata». «Noi - precisa poi l'amministratore del Carroccio - vogliamo
vedere riscattati i cittadini del sud, che sono le prime vittime della mala gestione e che meritano ben diverso
futuro.
Ma allora si cominci dall'introduzione dei costi e fabbisogni standard, e non solo in sanità ma in generale nell'ambito della spesa pubblica, e si abbia l'umiltà di copiare le buone pratiche che più di una Regione italiana può proporre. Con i criteri con cui spendiamo i soldi pubblici in Veneto, ad esempio, lo Stato risparmierebbe 30 miliardi l'anno, pari ad una maxi-manovra, e non dovremmo subire lo scempio del patto di stabilità, inventato per coprire con i soldi dei virtuosi i buchi degli spreconi e far così apparire in pareggio il bilancio statale. Quello che oggi tiene bloccati in tesoreria centrale 1 miliardo e 300 milioni che sono del Veneto e dei veneti e che per questo non possiamo utilizzare dovendo, massimo dei paradossi, chiedere a Roma un prestito pressoché di pari importo al tasso del 4% per pagare i fornitori della nostra sanità».
Ma allora si cominci dall'introduzione dei costi e fabbisogni standard, e non solo in sanità ma in generale nell'ambito della spesa pubblica, e si abbia l'umiltà di copiare le buone pratiche che più di una Regione italiana può proporre. Con i criteri con cui spendiamo i soldi pubblici in Veneto, ad esempio, lo Stato risparmierebbe 30 miliardi l'anno, pari ad una maxi-manovra, e non dovremmo subire lo scempio del patto di stabilità, inventato per coprire con i soldi dei virtuosi i buchi degli spreconi e far così apparire in pareggio il bilancio statale. Quello che oggi tiene bloccati in tesoreria centrale 1 miliardo e 300 milioni che sono del Veneto e dei veneti e che per questo non possiamo utilizzare dovendo, massimo dei paradossi, chiedere a Roma un prestito pressoché di pari importo al tasso del 4% per pagare i fornitori della nostra sanità».

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