“Marianna Baroli”
“lintraprendente 03.07.2013”
Sarà il primo caldo, ma a Giuliano e compagni pare
proprio essere partita la brocca. Lui e Franco D’Alfonso devono
patire particolarmente il solleone milanese perché la notizia di aumentare
del cento per cento le tasse d’occupazione del suolo nelle zone di pregio
di Milano fa piangere proprio tutti, Madonnina compresa. La batosta
arriva durante la commissione Affari Istituzionali e la Commissione Commercio –
Attività Produttive – Turismo – Marketing Territoriale riunite in seduta
congiunta a Palazzo Marino. Già pronti, dopo la seduta di oggi, gli
emendamenti alla delibera per modificare regolamento e tariffario Cosap,
presentata dall’assessore Franco D’Alfonso. Il testo prevede una serie di
follie a cui fa capo una “maggiorazione del cento per cento delle tariffe
vigenti” nelle “zone di pregio” della città, come piazza Duomo “sia
per le occupazioni temporanee sia per le permanenti” con il raddoppio
della tariffa che sarà applicato solo a occupazioni temporanee di natura
“puramente commerciale“, come i totem pubblicitari, e non toccherà in alcun
modo i dehor dei locali del centro.
Fra le altre modifiche previste dal provvedimento anche tariffe più care del 50% per chi occupa le strisce blu per manifestazioni ed eventi e una tariffa anche per i ponteggi “a sbalzo” senza appoggi a terra, pari a un quarto di quella versata per i normali ponteggi. Ad aggiungere sale al piatto già ricco, anche gli alberghi saranno chiamati a pagare regolarmente l’occupazione del suolo per gli spazi pubblici davanti all’ingresso tenuti impegnati per i movimenti di clienti e bagagli. Niente più fattorini e possibilità di scaricare i propri bagagli in tranquillità: la fretta milanese assalirà anche i turisti e i vacanzieri che verranno chiamati a una vera e propria staffetta verso la hall dell’hotel in nome delle tasse. Per gli albergatori, poi, le brutte notizie non finiscono qui. Forti critiche e grande preoccupazione sono state espresse unanimemente dal Consiglio direttivo dell’Associazione Albergatori Milano di Confcommercio (presieduto dal vicepresidente vicario dell’Associazione Remo Eder) per l’aumento di 1 euro per ogni categoria (esclusi i 5 stelle che hanno già la tariffa massima applicabile) dell’imposta di soggiorno deciso dal Comune di Milano. Gli albergatori milanesi sono fermamente contrari a quest’ulteriore aumento dell’imposta. Un provvedimento giudicato incomprensibile perché avrà come unico vero effetto quello di deprimere ulteriormente la già ridotta attrattività di Milano proprio quando invece, in prospettiva sempre più ravvicinata di Expo, occorrerebbe fare esattamente il contrario. L’Associazione milanese albergatori rileva come quest’aumento, fatto solo per far cassa, non tenga conto delle prenotazioni già effettuate dall’incoming ed abbia a medio termine una pesante ricaduta sull’intero indotto cittadino: meno clienti negli alberghi, meno persone nei ristoranti, meno acquisti nei negozi. Oltre a costituire, in particolare per le fascia media delle strutture ricettive, un vero proprio balzello a carico del cliente. “Con le modifiche proposte al Consiglio comunale in sostanza diventano inaccessibili le vie del centro e quelle di pregio; le feste di quartiere, che già vedono in una delibera di prossima discussione una penalizzazione con il tetto del 30% per le attività commerciali, non avranno alcuna agevolazione; gli albergatori vengono piegati contestualmente dall’inclusione nel pagamento Cosap delle ‘piazzole antistanti’ e dal prossimo aumento della tassa di soggiorno” afferma Matteo Forte, vice capogruppo PdL in Consiglio Comunale. Nel gioco del lascia o raddoppia Pisapia non ha dubbi: piuttosto che mollare, il cento per cento in più è la soluzione. Ai milanesi non resta che pregare che la Madonnina, unica milanese esentasse.
Fra le altre modifiche previste dal provvedimento anche tariffe più care del 50% per chi occupa le strisce blu per manifestazioni ed eventi e una tariffa anche per i ponteggi “a sbalzo” senza appoggi a terra, pari a un quarto di quella versata per i normali ponteggi. Ad aggiungere sale al piatto già ricco, anche gli alberghi saranno chiamati a pagare regolarmente l’occupazione del suolo per gli spazi pubblici davanti all’ingresso tenuti impegnati per i movimenti di clienti e bagagli. Niente più fattorini e possibilità di scaricare i propri bagagli in tranquillità: la fretta milanese assalirà anche i turisti e i vacanzieri che verranno chiamati a una vera e propria staffetta verso la hall dell’hotel in nome delle tasse. Per gli albergatori, poi, le brutte notizie non finiscono qui. Forti critiche e grande preoccupazione sono state espresse unanimemente dal Consiglio direttivo dell’Associazione Albergatori Milano di Confcommercio (presieduto dal vicepresidente vicario dell’Associazione Remo Eder) per l’aumento di 1 euro per ogni categoria (esclusi i 5 stelle che hanno già la tariffa massima applicabile) dell’imposta di soggiorno deciso dal Comune di Milano. Gli albergatori milanesi sono fermamente contrari a quest’ulteriore aumento dell’imposta. Un provvedimento giudicato incomprensibile perché avrà come unico vero effetto quello di deprimere ulteriormente la già ridotta attrattività di Milano proprio quando invece, in prospettiva sempre più ravvicinata di Expo, occorrerebbe fare esattamente il contrario. L’Associazione milanese albergatori rileva come quest’aumento, fatto solo per far cassa, non tenga conto delle prenotazioni già effettuate dall’incoming ed abbia a medio termine una pesante ricaduta sull’intero indotto cittadino: meno clienti negli alberghi, meno persone nei ristoranti, meno acquisti nei negozi. Oltre a costituire, in particolare per le fascia media delle strutture ricettive, un vero proprio balzello a carico del cliente. “Con le modifiche proposte al Consiglio comunale in sostanza diventano inaccessibili le vie del centro e quelle di pregio; le feste di quartiere, che già vedono in una delibera di prossima discussione una penalizzazione con il tetto del 30% per le attività commerciali, non avranno alcuna agevolazione; gli albergatori vengono piegati contestualmente dall’inclusione nel pagamento Cosap delle ‘piazzole antistanti’ e dal prossimo aumento della tassa di soggiorno” afferma Matteo Forte, vice capogruppo PdL in Consiglio Comunale. Nel gioco del lascia o raddoppia Pisapia non ha dubbi: piuttosto che mollare, il cento per cento in più è la soluzione. Ai milanesi non resta che pregare che la Madonnina, unica milanese esentasse.

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