martedì 16 luglio 2013

Caso Kalderolistan, la Lega non arretra e torna in piazza

“Alessandro Montanari”
“La Padania 16.07.2013”
Sul caso Calderoli, che per brevità sarebbe meglio definire "Kalderolistan", il Carroccio accetta di fare autocritica ma  respingendo le evidenti strumentalizzazioni in atto così come i velati ricatti politici partiti persino da Palazzo Chigi. All'intimazione del premier Letta, che in giornata fa «appello a Maroni col quale - ricorda - stiamo lavorando per l'Expo perché chiuda velocemente questa pagina vergognosa» altrimenti «Si entra in una logica di scontro totale», la Lega  risponde infatti con una nota della Segreteria Politica Federale tesa a cancellare ogni voce individua le spontaneamente - e talvolta anche inopinatamente - levatasi nel Movimento e a far cadere ogni foglia di fico sulle magagne che il Governissimo vorrebbe nascondere. «Dopo aver preso atto delle scuse pronunciate pubblicamente da Calderoli sul caso Kyenge - si legge - la segreteria politica federale ha rilanciato la battaglia politica della Lega Nord sul tema del contrasto all'immigrazione clandestina e della difesa della legalità, confermando la netta contrarietà alle proposte finora avanzate dal Governo, in particolare sulle proposte di cittadinanza facile e concessione dello ius soli.
Per questa ragione, per dare ancora più forza alla sua iniziativa politica, la Lega Nord ha deciso di organizzare una grande manifestazione di popolo sulla legalità e sul contrasto all'immigrazione clandestina che si terrà sabato 7 settembre a Torino». Ma non è tutto. Nel  comunicato, infatti, il Carroccio tratteggia i contorni, inquietanti, del caso Kalderolistan... «La Segreteria - spiegano i vertici del Movimento - ha considerato che l'enfasi mediatica attribuita alla vicenda delle dichiarazioni del senatore Calderoli ha avuto l'effetto di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalla vicenda incredibile e scandalosa della deportazione della piccola Adua in Kazakistan con una palese violazione dei suoi diritti civili e ha quindi deliberato di dare mandato ai propri capigruppo e ai propri gruppi parlamentari di attivarsi per incalzare il Governo su questa vicenda affinché si accertino le responsabilità politiche evitando la ricerca di facili capri espiatori tra i funzionari del Ministero dell'Interno. La Segreteria ha infine apprezzato le recenti iniziative assunte dalle Regioni guidate dai Governatori della Lega Nord a sostegno delle imprese e dei lavoratori, in particolare la decisione di Regione Lombardia di stanziare 1 miliardo di euro a favore delle imprese lombarde per il pagamento dei crediti da esse vantate verso le pubbliche amministrazioni e per consentire ai Comuni di riprendere i propri investi menti». «Per questo - conclude il comunicato - la Segreteria politica federale ha inviato il Governo a prendere esempio da questa iniziativa concreta della Regione Lombardia, sollecitandolo a dedicare maggiori risorse ed energie alla soluzione dei problemi dei cittadini». E' il segretario Maroni poi, in serata, a confermare per filo e per segno ogni singolo passaggio del comunicato con una dichiarazione che suona come una risposta, dura e diretta, a Enrico Letta. «Calderoli - chiarisce il numero uno del Carroccio - ha sbagliato, la Lega contrasta le proposte che non condivide, ma non si devono mai insultare le persone. Calderoli stesso ha riconosciuto l'errore e si è scusato, sia pubblicamente che personalmente con la ministra Kyenge. Ora però basta alimentare polemiche e strumentalizzazioni, utili forse a coprire il rumore di altre questioni che vedono il Governo direttamente coinvolto...». Come dire: si scriverà anche "caso Calderoli"; ma, per chi sa leggere le cose della politica, si legge Kalderolistan. Con la "k" di Kazakistan.


Nessun commento:

Posta un commento