mercoledì 3 luglio 2013

Aveva detto «Musulmani come nazisti», Ora scatta il processo per Marine Le Pen

“Paolo Brera”
“La Padania 03.07.2013”


Il Parlamento europeo di Strasburgo ha deciso ieri di togliere l'immunità parlamentare a Marine Le Pen, presidente del Front National, il partito della destra nazionalista francese. La leader del Fronte è perseguita per aver paragonato le  preghiere musulmane per la strada all'occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale. L'imputazione è «istigazione all'odio razziale». Le Pen, che si è detta «non sorpresa» per questa decisione, ha denunciato ieri su una televisione l'interruzione di una giurisprudenza che protegge la libertà di parola dei deputati: «Non mi si può proteggere», ha detto, «perché sono un avversario politico e forse più pericoloso degli altri, tenuto conto dei miei risultati nei sondaggi o alle elezioni suppletive». L'immunità, ha detto anche, non viene tolta quando un deputato «mette le mani nella cassa», ma quando viene formulato «un giudizio politico». La presidente del Fn assicura che si difenderà davanti ai giudici.
«Ho la convinzione assoluta che mi daranno ragione e salvaguarderanno il mio diritto di dire ai francesi la verità sulla situazione, in particolare sulle preghiere per la strada, ma non solamente», ha detto. E ha ribadito che non ritratta niente: «Le mie affermazioni le difenderò e dimostrerò al tribunale che non si tratta in alcun modo di un incitamento all'odio ( ... ) ma di una constatazione condivisa dalla maggioranza dei francesi». Reagendo a questa decisione, il Front National denuncia «la terribile ansia della Casta di fronte a una responsabile politica che ha il coraggio di dire la verità ai suoi concittadini» e fustiga una decisione che «disonora il Parlamento europeo». Le frasi incriminate risalgono al dicembre 2010, quando - nel dibattito interno al Front National per l'elezione del presidente, Marine Le Pen aveva tracciato un parallelo fra le preghiere in strada e l'occupazione tedesca della Francia. «Mi spiace davvero, ma per coloro che amano tanto parlare della seconda guerra mondiale, si tratta di parlare di una occupazione, sì, perché [queste preghiere] sono un'occupazione del territorio. Certo non ci sono carri armati, non ci sono soldati, ma l'occupazione pesa sugli abitanti», aveva dichiarato la futura presidente a Lione, dove affrontava il rivale locale Bruno Gollnisch. La procura di Lione aveva aperto un fascicolo a carico della Le Pen per istigazione all'odio razziale, su denuncia del "Mouvement contre le racisme et pour l'amitié entre les peuples" (Movimento contro il razzismo e per l'amicizia dei popoli). L'inchiesta si era chiusa con un non luogo a procedere, ma la denuncia era stata subito bissata da un'altra in cui si era costituito parte civile il "Collectif contre l'islamophobie en France" (Collettivo contro l'islamofobia in Francia). Le reazioni non si sono limitate ai politici del Fronte. Un eurodeputato dell'Ump (centro-destra francese), Henri Guaino, ha messo in guardia contro la "giudiziarizzazione" del dibattito politico, che secondo lui «porta alla catastrofe». il capo delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo, Lorenzo Fontana, ha espresso solidarietà alla collega francese, sottolineando come l'Europa si stia avviando verso un sentiero pericoloso: «Trovo incoerente la posizione espressa dall'Europarlamento - ha spiegato Fontana - non si può avere la pretesa di farsi promotori della democrazia e della difesa dei diritti umani nel mondo quando poi si è i primi a condannare le manifestazioni di  pensiero non allineate con il buonismo ipocrita che dilaga in Europa. In questo caso, Marine Le Pen si è limitata ad esprimere un punto di vista che poteva essere quello di un qualsiasi cittadino francese». L'eurodeputato del Carroccio conclude la sua riflessione auspicando che il caso di Marine Le Pen non diventi un precedente pericoloso: «Comincia a farsi strada una preoccupante propensione a limitare la libertà di pensiero, se andiamo avanti di questo passo, l'Unione è  destinata a diventare patria dei diritti umani al pari della Cina». Il Front National è un partito nazionalista e centralista (il nome completo è Front national pour l'unité française ), considerato in genere di destra. È stato fondato nel 1972 dal  padre della Le Pen, JeanMarie. Sotto la guida di Marine il partito si è allontanato dalle posizioni più controverse del padre (accusato di essere antisemita e negazionista) e ha abbracciato le tematiche sociali e quelle antiglobali, giungendo a respingere la definizione di partito "di destra" in favore di un'identificazione puramente nazionale ( ni droite ni gauche... français ). Alle ultime elezioni è risultato una forza in ascesa, anche se a causa del meccanismo elettorale francese e del suo isolamento politico riesce a inviare deputati solo a Strasburgo e non all'Assemblea nazionale di Parigi.  

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