“La Padania 11.06.2013”
«Far
tornare la Lombardia dove merita di essere e di restare: in cima alle
classifiche dell'imprenditorialità, della produttività e della crescita». Ecco l'obiettivo che si è
dato Roberto Maroni per il suo mandato da governatore. Maroni lo ha
spiegato agli imprenditori dal palco dell'assemblea di Assolombarda, a Milano. Un
obiettivo ambizioso, soprattutto in un momento economico come quello attuale: «La
nostra regione è sempre stata ai vertici, per l'operosità, per il lavoro, per
l'intrapresa. Oggi però anche noi stiamo attraversando un momento molto
difficile. Sono i numeri a dirlo. La disoccupazione è più che raddoppiata,
quella giovanile ha superato il 26 per cento. Non sono le cifre drammatiche di
altre zone del Paese, ma per noi è
comunque molto grave». Anche secondo Maroni, così come il per il numero uno di
Confindustria Giorgio Squinzi «Il Nord è sull'orlo di un baratro. Se sprofondasse,
trascinerebbe con sé tutto Paese. Bisogna agire. Noi come Regione Lombardia ci
siamo mesi subito a lavorare».
Il governatore lombardo ha poi elencato agli imprenditori le cose fatte nei primi due mesi di mandato: «Con Finlombarda - ha ricordato - abbiamo predisposto un pacchetto di misure per un valore superiore al miliardo di euro, che saranno messe a disposizione delle imprese entro giugno, per favorire liquidità, finanziamento, innovazione, affinché possano tornare a investire, competere, crescere e creare occupazione». «La settimana scorsa - ha proseguito il governatore - abbiamo approvato una norma sui confidi, mettendo a disposizione del sistema 22 milioni. Un intervento che crea un effetto leva sul sistema economico lombardo che permetterà di rilasciare garanzie per circa 500 milioni di euro». «Infine - ha proseguito - a tempo di record è stata approvata la legge regionale che consente ai 500 Comuni lombardi inadempienti di realizzare il Pgt, mantenendo attuali gli strumenti urbanistici vigenti. Questo sbloccherà almeno 3.000 cantieri oggi chiusi, realizzando interventi di edilizia pubblica e privata per un valore di almeno 500 milioni di euro». Oltre agli investimenti, il governatore ha ricordato anche i risparmi decisi dalla sua Giunta: «Abbiamo tagliato i costi di funzionamento della Giunta regionale, risparmiando 10 milioni di euro in cinque anni». A margine dell'assemblea, il governatore è tornato sulla questione degli ammortizzatori sociali e in particolare sull'emergenza rappresentata dalla Cassa integrazione in deroga. Ancora una volta Maroni è tornato a chiedere un intervento chiaro da parte del governo. «Noi come Regione - ha ricordato il presidente - possiamo anticipare i soldi per la cassa in deroga, ma dobbiamo sapere dal Governo a quanto ammontano i fondi che ci verranno trasferiti».
Il governatore lombardo ha poi elencato agli imprenditori le cose fatte nei primi due mesi di mandato: «Con Finlombarda - ha ricordato - abbiamo predisposto un pacchetto di misure per un valore superiore al miliardo di euro, che saranno messe a disposizione delle imprese entro giugno, per favorire liquidità, finanziamento, innovazione, affinché possano tornare a investire, competere, crescere e creare occupazione». «La settimana scorsa - ha proseguito il governatore - abbiamo approvato una norma sui confidi, mettendo a disposizione del sistema 22 milioni. Un intervento che crea un effetto leva sul sistema economico lombardo che permetterà di rilasciare garanzie per circa 500 milioni di euro». «Infine - ha proseguito - a tempo di record è stata approvata la legge regionale che consente ai 500 Comuni lombardi inadempienti di realizzare il Pgt, mantenendo attuali gli strumenti urbanistici vigenti. Questo sbloccherà almeno 3.000 cantieri oggi chiusi, realizzando interventi di edilizia pubblica e privata per un valore di almeno 500 milioni di euro». Oltre agli investimenti, il governatore ha ricordato anche i risparmi decisi dalla sua Giunta: «Abbiamo tagliato i costi di funzionamento della Giunta regionale, risparmiando 10 milioni di euro in cinque anni». A margine dell'assemblea, il governatore è tornato sulla questione degli ammortizzatori sociali e in particolare sull'emergenza rappresentata dalla Cassa integrazione in deroga. Ancora una volta Maroni è tornato a chiedere un intervento chiaro da parte del governo. «Noi come Regione - ha ricordato il presidente - possiamo anticipare i soldi per la cassa in deroga, ma dobbiamo sapere dal Governo a quanto ammontano i fondi che ci verranno trasferiti».

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