“La Padania 16.05.2013”
Le
associazioni rom tentano l'offensiva contro la Lega Nord e invocano l'
intervento del ministro Cecile Kyenge che, dicono, «si è già unita a noi».
Dopo che il capogruppo leghista a Bologna Manes Bernardini ha
"scoperchiato" il caso dei nomadi che bivaccano tra i reparti del più
grande ospedale felsineo - il "Maggiore" - l'Associazione nazione Rom
ha promesso battaglia. Sabato prossimo, alle 12 davanti all'ospedale, i nomadi manifesteranno
contro il Carroccio per dire "stop al razzismo negli ospedali, stop al
razzismo in Italia". L'Associazione, in un comunicato firmato dal proprio legale
rappresentante, Marcello Zuinisi, invoca
l'intervento del ministro Kyenge - perché - «il razzismo va arrestato e processato».
«Ma quale razzismo? – replica Bernardini - la nostra è una battaglia per la
legalità e la sicurezza. Quelle che denunciamo sono situazioni di elevato
degrado, legate a episodi di rilevanza anche penale e a un uso improprio di
locali pubblici della sanità. Non accettiamo
che i nostri ospedali diventino luogo di bivacco, tra continui furti e diffusa
illegalità. Nessuna tolleranza con chi non rispetta le nostre regole».
«La nostra battaglia va avanti, non arretriamo di un passo», incalza Bernardini. Sabato, infatti, i militanti della Lega Nord di Bologna torneranno in strada, in centro città, per rivendicare il «diritto alla sicurezza, soprattutto di chi, come i pazienti di un ospedale, si trova in condizione di particolare fragilità». Ma l'Associazione nazione Rom accusa il Carroccio (e il Pdl) di «politica populistica e demagogica», continua a reputarsi uno dei bersagli «dei razzisti italiani», definisce «prigioni» i Centri di identificazione ed espulsione, accusa lo Stato di «trattamenti disumani e degradanti riservati a cittadini immigrati e cittadini rom». I nomadi invocano la «piena inclusione sociale per la minoranza rom». Come inconsapevoli "testimoniai" di questa campagna l'associazione cita volti noti del mondo del pallone: da Mario Balotelli a Stefan El Shaarawy, attaccante del Milan, fino ad Andrea Pirlo, che «proviene da una famiglia di origine rom». In cima alla lista - vip c'è però Kyenge, il neoministro all'Integrazione, «esempio di vita e di ricchezza umana» che - dice il sodalizio nomade - «si è già unita alla società civile rom». «Invece che vittimismo ci aspetteremmo dall'Anr una condanna di ogni reato, una fattiva collaborazione nel combattere illegalità e violazione delle regole- replica Bernardini. Invece sentiamo solo assurde e ridicole accuse, che non trovano alcun riscontro nella realtà, e strumentali richiami a un razzismo inesistente. Quanto abbiamo visto al Maggiore non sarebbe tollerato nemmeno se i responsabili fossero italiani. Sarebbe meglio che i rom impiegassero il loro tempo a imparare come si rispettano le regole e come si rispetta la città che li accoglie. Questo non è razzismo, ma la legittima pretesa che certi comportamenti cessino e che questi soggetti imparino che a Bologna certe situazioni di degrado e di illegalità non sono più tollerate».
«La nostra battaglia va avanti, non arretriamo di un passo», incalza Bernardini. Sabato, infatti, i militanti della Lega Nord di Bologna torneranno in strada, in centro città, per rivendicare il «diritto alla sicurezza, soprattutto di chi, come i pazienti di un ospedale, si trova in condizione di particolare fragilità». Ma l'Associazione nazione Rom accusa il Carroccio (e il Pdl) di «politica populistica e demagogica», continua a reputarsi uno dei bersagli «dei razzisti italiani», definisce «prigioni» i Centri di identificazione ed espulsione, accusa lo Stato di «trattamenti disumani e degradanti riservati a cittadini immigrati e cittadini rom». I nomadi invocano la «piena inclusione sociale per la minoranza rom». Come inconsapevoli "testimoniai" di questa campagna l'associazione cita volti noti del mondo del pallone: da Mario Balotelli a Stefan El Shaarawy, attaccante del Milan, fino ad Andrea Pirlo, che «proviene da una famiglia di origine rom». In cima alla lista - vip c'è però Kyenge, il neoministro all'Integrazione, «esempio di vita e di ricchezza umana» che - dice il sodalizio nomade - «si è già unita alla società civile rom». «Invece che vittimismo ci aspetteremmo dall'Anr una condanna di ogni reato, una fattiva collaborazione nel combattere illegalità e violazione delle regole- replica Bernardini. Invece sentiamo solo assurde e ridicole accuse, che non trovano alcun riscontro nella realtà, e strumentali richiami a un razzismo inesistente. Quanto abbiamo visto al Maggiore non sarebbe tollerato nemmeno se i responsabili fossero italiani. Sarebbe meglio che i rom impiegassero il loro tempo a imparare come si rispettano le regole e come si rispetta la città che li accoglie. Questo non è razzismo, ma la legittima pretesa che certi comportamenti cessino e che questi soggetti imparino che a Bologna certe situazioni di degrado e di illegalità non sono più tollerate».

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