(AGENPARL) – Roma, 16 mag – A oggi non sarebbero chiari e soprattutto
non sarebbero omogenei i meccanismi che dovrebbero regolare la tempistica di
ciascuna regione per l’erogazione dei finanziamenti alle aziende sanitarie
locali. Motivo che ha indotto il deputato Marco Rondini della Lega nord e
autonomie a presentare un’interrogazione al ministro della Salute, al ministro
dell'Economia e delle finanze per sapere sulla base di quali dati sia stato
previsto l'obbligo normativo per la destinazione dei fondi che le regioni
incassano dallo Stato e se sia possibile fornire elementi informativi in
relazione alle singole realtà regionali. Infatti “le cronache
quotidianamente riportano notizie circa i disservizi che i cittadini sono
costretti a subire dai vari sistemi sanitari regionali. Ai disagi per i
cittadini vanno aggiunte le difficoltà in cui versano i fornitori delle
sanità regionali che hanno crediti che non riescono ad esigere per la
mancanza di risorse – precisa Rondini -. Il decreto legge 8 aprile 2013, n. 35
introduce, al comma 7 dell'articolo 3, una disposizione di carattere
strutturale diretta a prevenire la formazione di ingenti crediti dei servizi
sanitari regionali verso le rispettive regioni; bisogna tenere presente che –
conclude - ai fini dell'ordinario accesso delle regioni alle quote premiali del
finanziamento del Ssn, vi è
l'obbligo da parte loro di erogare effettivamente ai propri enti sanitari, entro la fine dell'esercizio, almeno il 90 per cento delle somme che incassano dallo Stato a titolo di finanziamento del Ssn. Insieme a queste anche le risorse proprie che destinano autonomamente. Ma è un ambito sul quale bisogna fare chiarezza”.
l'obbligo da parte loro di erogare effettivamente ai propri enti sanitari, entro la fine dell'esercizio, almeno il 90 per cento delle somme che incassano dallo Stato a titolo di finanziamento del Ssn. Insieme a queste anche le risorse proprie che destinano autonomamente. Ma è un ambito sul quale bisogna fare chiarezza”.

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