"OdG Camera 28.05.2013"
In occasione della ratifica della Convenzione del
Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei
confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio
2011;
Premesso che
Una delle forme più crudeli e lesive di violenza
sulle donne, perché riguarda soprattutto le bambine, addirittura le neonate, ed
ha risvolti fisici e psicologici che le segneranno per tutta la vita, è
rappresentata dalle mutilazioni genitali femminili, praticate in diverse forme
in molte parti del continente africano e in alcuni paesi islamici dell’Asia, e
a seguito del fenomeno migratorio si è diffusa anche in Europa ed in Nord
America;
Il 20 dicembre 2012 l’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite si è pronunciata per la messa al bando universale di questa
pratica vergognosa e terribile, che secondo le stime dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità, sarebbe inflitta
ad almeno 150 milioni di donne oggi nel mondo;
Nonostante l’approvazione nel nostro Paese di una
legge, la n. 7 del 2006, in attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della
Costituzione e di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione
adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle
Nazioni Unite sulle donne, che prevede le misure
necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all'integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine, l’infibulazione continua ad essere praticata nel nostro Paese in seno a comunità straniere principalmente di origine africana e di cultura islamica;
necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all'integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine, l’infibulazione continua ad essere praticata nel nostro Paese in seno a comunità straniere principalmente di origine africana e di cultura islamica;
Secondo alcuni studi, proprio in Italia
esisterebbero oggi il più alto numero di donne infibulate rispetto a tutto il
resto d’Europa, con cifre stimate intorno di circa 30-35 000 mutilazioni; ogni
anno nel nostro Paese 2.000 o 3.000 bambine immigrate rischiano questa violenza.
Le infibulazioni verrebbero perlopiù fatte a pagamento, spesso senza anestesia,
e praticate direttamente da membri della stessa comunità immigrata in condizioni
igienico sanitarie pericolose per la stessa sopravvivenza della bambina;
Alla mancata efficacia della legge contro le
mutilazioni non contribuiscono solo retaggi culturali e religiosi radicati in
comunità chiuse, ma anche episodi di cronaca giudiziaria che finiscono con
l’indebolire la credibilità del nostro Stato di diritto: Proprio la prima
sentenza adottata in base alla legge 7/2006, che aveva condannato i genitori di
due bimbe, nigeriani residenti a Verona per avere mutilato le proprie figlie è
stata cancellata nel novembre scorso dalla seconda sezione della Corte
d’appello di Venezia, che ha assolto con formula piena i due immigrati
nonostante l’atto indegno compiuto contro le proprie bambine;
La mutilazione genitale femminile è forse uno degli
atti più degradanti e pericolosi di quella “violenza domestica” che la
Convenzione oggi oggetto di ratifica si propone di contrastare, perché sempre
praticata all’interno della famiglia e del quadro parentale più stretto;
Impegna il Governo
Ad adottare tutte le misure utili a contrastare in
modo concreto ed efficace la pratica della mutilazione genitale femminile nel
nostro Paese, anche rafforzando le norme di legge attualmente in vigore laddove
abbiano lasciato uno spazio interpretativo sufficientemente ampio a rendere
possibili sentenze che di fatto hanno considerato accettabile una pratica
barbara ed illegale;

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