“La Padania 14.05.2013”
Riduzione
della pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro, riforme istituzionali per
riparare ai danni provocati agli enti locali dal governo Monti, e sistemazione dei
debiti della pubblica amministrazione. Sono queste le priorità, e le sfide, che
deve affrontare il nuovo governo secondo Massimo Garavaglia, assessore al
Bilancio della Regione Lombardia e coordinatore degli assessori al Bilancio ne
Ila Conferenza delle Regioni. Garavaglia è intervenuto al convegno
"Emergenza Italia, quali strategie" organizzato dal Cnel (Consiglio nazionale
economi a e lavoro) a Roma, che aveva come obiettivo proprio l'analisi della crisi italiana e i
possibili passi per risolverla. Secondo Garavaglia il primo punto, essenziale e
non più rinviabile, dell'agenda governativa dev'essere un'azione senza
esitazioni sulla pressione fiscale. Nell'attuale congiuntura, senza un
alleggerimento dell'imposizione, in particolare su imprese e lavoro, nessun
tipo di ripresa sarà possibile, anzi, il tessuto economico continuerà ad
indebolirsi. «Le aziende - ha detto Garavaglia - hanno una fiscalità toppo alta
e non riescono a sopravvivere». Il problema dell'imposizione fiscale così asfissiante
- ha spiegato l'assessore lombardo - è strettamente connesso con i gravi problemi
di bilancio dello Stato italiano, arrivato ormai a un punto «che non possiamo superare».
Per questo il governo deve procedere immediatamente ad una drastica riduzione della spesa pubblica ma - sottolinea Garavaglia - «il punto chiave è "come" ridurre la spesa. Ed è inutile girarci intorno, c'è solo un modo per affrontare efficacemente il problema ed è puntando tutto sull'applicazione dei costi standard. Solo così si potranno evitare gli sprechi e, nel contempo, migliorare i servizi». Per l'ex senatore leghista insomma serve prima di tutto una politica organica a favore delle imprese. Ad inizia re dall'emergenza di queste settimane: «con il problema del rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga molte imprese hanno chiuso. I bisogna trovarli e anche in fretta. È inaccettabile che il Parlamento abbia perso settimane per mettere insieme una maggioranza e scegliere il presidente della repubblica e non abbia trovato il tempo di occuparsi di una questione così importante». Affrontare i problemi delle imprese - ha continuato Garavaglia – significa anche affrontare la questione dei debiti della pubblica amministrazione e soprattutto della contrazione (se addirittura dell'azzeramento) del credito da parte delle banche: «Le banche non danno soldi alle imprese medio e piccole nonostante la liquidità immessa ricevuta dalla Banca centrale europea». Secondo l'assessore regionale lo Stato, nel concedere aiuti agli istituti, deve fare delle scelte: «Un'ipotesi potrebbe essere quella di introdurre la cosiddetta separazione bancaria. Distinguere cioè le banche tradizionali, quelle che concedono mutui alle famiglie e prestiti alle imprese; da quelle invece di carattere privato, che fanno interventi di carattere finanziario e speculativo. Se non si fa questa operazione questo Paese vedrà fallire l'intera rete delle Pmi». Infine per Garavaglia è fondamentale che il governo rimetta mano alla riforma degli enti locali varata dal precedente esecutivo «per mettere ordine nel caos generato dagli ultimi provvedimenti su comuni e province»
Per questo il governo deve procedere immediatamente ad una drastica riduzione della spesa pubblica ma - sottolinea Garavaglia - «il punto chiave è "come" ridurre la spesa. Ed è inutile girarci intorno, c'è solo un modo per affrontare efficacemente il problema ed è puntando tutto sull'applicazione dei costi standard. Solo così si potranno evitare gli sprechi e, nel contempo, migliorare i servizi». Per l'ex senatore leghista insomma serve prima di tutto una politica organica a favore delle imprese. Ad inizia re dall'emergenza di queste settimane: «con il problema del rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga molte imprese hanno chiuso. I bisogna trovarli e anche in fretta. È inaccettabile che il Parlamento abbia perso settimane per mettere insieme una maggioranza e scegliere il presidente della repubblica e non abbia trovato il tempo di occuparsi di una questione così importante». Affrontare i problemi delle imprese - ha continuato Garavaglia – significa anche affrontare la questione dei debiti della pubblica amministrazione e soprattutto della contrazione (se addirittura dell'azzeramento) del credito da parte delle banche: «Le banche non danno soldi alle imprese medio e piccole nonostante la liquidità immessa ricevuta dalla Banca centrale europea». Secondo l'assessore regionale lo Stato, nel concedere aiuti agli istituti, deve fare delle scelte: «Un'ipotesi potrebbe essere quella di introdurre la cosiddetta separazione bancaria. Distinguere cioè le banche tradizionali, quelle che concedono mutui alle famiglie e prestiti alle imprese; da quelle invece di carattere privato, che fanno interventi di carattere finanziario e speculativo. Se non si fa questa operazione questo Paese vedrà fallire l'intera rete delle Pmi». Infine per Garavaglia è fondamentale che il governo rimetta mano alla riforma degli enti locali varata dal precedente esecutivo «per mettere ordine nel caos generato dagli ultimi provvedimenti su comuni e province»

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