mercoledì 15 maggio 2013

Maroni manda Aler in soffitta


“Andrea Aliverti”
"laprovinciadivarese.it 15.05.2013" 

VARESE Aler addio, ci sarà una sola agenzia regionale e si chiamerà Alpe. La giunta Maroni vara la riforma dell'edilizia popolare. Quale futuro per le agenzie di Varese e Busto? Di certo volano via una ventina di poltrone, mentre rimarranno gli sportelli sul territorio. Nel periodo di transizione saranno nominati alcuni commissari, ma difficilmente saranno 13 quante sono le attuali Aler. Oggi il via libera in giunta regionale dell'attesa rivoluzione dell'edilizia popolare lombarda, che sarà retta da una sola agenzia. Cambia il nome, da Aler ad Alpe, che sta per "Agenzia lombarda pubblica edilizia", preferito ad Alca «perché richiama all'idea di Nord e di Macroregione» come rivela l'assessore alla casa Paola Bulbarelli. Cambia drasticamente la mappa delle poltrone: da 169 posti (quasi tutti) retribuiti tra Cda e collegi sindacali ad appena otto. «L'Alpe - spiega il governatore Roberto Maroni - sarà gestita da un unico Consiglio di indirizzo e vigilanza, rappresentativo dei vari territori, dal quale deriveranno le linee guida per tutti gli uffici distaccati». Il risparmio preannunciato con la riorganizzazione è di circa 3,8 milioni di euro, quasi il doppio di quanto previsto dalla proposta di legge della Lega Nord, che prevede quattro agenzie tra cui una comprendente Varese e Busto Arsizio insieme a Como, Lecco e Sondrio.
Per i cittadini invece non dovrebbe cambiare granché rispetto ad oggi, dato che sono stati «salvaguardati i presìdi territoriali, che rimarranno e troveranno sede all'interno degli Ster, le sedi territoriali della Regione». Ma se Varese ha il "Pirellino" di viale Belforte per ospitare i futuri sportelli Alpe, a rischiare di perdere il suo storico punto di riferimento in città è Busto Arsizio. Era l'unica eccezione tra le Aler, unica agenzia in una città non capoluogo di provincia, ora rischia di perdere anche il presidio, dato che a Busto non c'è una sede territoriale di Regione Lombardia, che invece c'è a Legnano. Ecco perché è subito "sul pezzo" il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli: «Ho già chiesto di avere il testo della proposta della giunta regionale e ho già chiesto incontri con l'assessore per valutare la questione. Da anni elaboriamo idee alternative sull'argomento, ma ora non si tratta di difendere delle bandierine di campanile ma di dare il miglior servizio possibile al territorio dell'Altomilanese che ha bisogno di una politica della casa unitaria».  

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