“Gianni Petra”
“La Padania 28.05.2013”
«Oggi più
che mai occorre definire un nuovo sistema fiscale che garantisca a ciascuna
Regione la possibilità di trattenere almeno il 75% del gettito tributario complessivo
prodotto nel singolo territorio regionale, solo così si può realizzare un
sistema fiscale più equo e salvare la locomotiva del Paese, il Nord». E' un
messaggio chiaro e concreto quello che i t re Governatori del Nord Roberto Maroni,
Roberto Cota e Luca Zaia hanno voluto rappresentare ieri mattina a Roma al Presidente
del Consiglio Enrico Letta. Abbiamo chiesto al Governatore del Piemonte
Cota un resoconto dell' incontro. Presidente Cota, come valuta l'incontro di
ieri mattina a Palazzo Chigi? «Di rei positivamente. Come Governatori del
Nord abbiamo posto un tema cruciale, quello dell'utilizzo delle poche risorse
pubbliche a disposizione. Abbiamo avanzato la nostra proposta del 75%, che a nostro
avviso può essere fatta propria da ogni territorio, realizzando così una maggiore
responsabilizzazione delle Regioni e delle Autonomie. li risultato deve essere
spendere meno soldi pubblici per spenderli meglio.
Noi in Piemonte lo stiamo già facendo, con buoni risultati. Il problema è che le nostre competenze attuali e la nostra autonomia fiscale sono troppo ridotte per fare davvero la differenza. Sul lavoro, in Piemonte, stiamo facendo i miracoli con incentivi per chi assume, aiuti alle aziende che vogliono rilanciarsi. .. Ma è un goccia nel mare. Se noi variamo misure anticicliche come Regione, ma poi lo Stato alza le tasse su tutto, diventa quasi una lotta contro i mulini a vento». Come se ne esce? «Noi, come Governatori del Nord, abbiamo scritto una lettera al Presidente Letta con la quale chiediamo formalmente al Governo di istituire un gruppo di lavoro tra le Regioni ed il Governo stesso, al fine di procedere ad una complessiva revisione della fiscalità delle Regioni e delle Autonomie, sia nei suoi profili organizzativi che nei suoi contenuti. Uno degli obbiettivi a breve termine è quello di superare l'attuale sistema di riscossione fondato sulle competenze di Equitalia. Noi come Piemonte su questo fronte siamo già pronti. Come Governatore del Piemonte, quale giudica sia la priorità in questo momento per il suo territorio e per il Nord in generale? Si può parlare di tutto, ma i l cuore del problema credo sia quello che ha evidenziato qualche giorno fa il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: il Nord è ad un passo dal baratro economico. Bisogna in alt re parole affrontare una volta per tutte la Questione Settentrionale, è un dato oggettivo. Diversamente, il Paese implode. Certo, come Governatore potrei lamentare che per quanto riguarda l'erogazione dei servizi sui Trasporti e sulla Sanità, materie di competenza regionale, lo Stato deve dare di più. Ma mi rendo perfettamente conto che, o riparte l'economia dei nostri territori oppure è inutile parlare di tutto il resto. Noi che siamo sul territorio, sappiamo quanto stiano soffrendo i nostri distretti industriali, che comunque in molti casi ancora reggono miracolosamente la concorrenza a livello globale. Ma ormai siamo ad un punto limite: quando chiude una fabbrica, lo sappiamo, chiude per sempre. Occorre una riforma radicale del sistema fiscale, per lasciare su i territori le risorse e poter così varare misure precise e puntuali che possano dare maggiore competitività alle nostre imprese o per lo meno le pongano allo stesso livello di territori a noi omogenei come quelli appartenenti alla Macroregione alpina».
Noi in Piemonte lo stiamo già facendo, con buoni risultati. Il problema è che le nostre competenze attuali e la nostra autonomia fiscale sono troppo ridotte per fare davvero la differenza. Sul lavoro, in Piemonte, stiamo facendo i miracoli con incentivi per chi assume, aiuti alle aziende che vogliono rilanciarsi. .. Ma è un goccia nel mare. Se noi variamo misure anticicliche come Regione, ma poi lo Stato alza le tasse su tutto, diventa quasi una lotta contro i mulini a vento». Come se ne esce? «Noi, come Governatori del Nord, abbiamo scritto una lettera al Presidente Letta con la quale chiediamo formalmente al Governo di istituire un gruppo di lavoro tra le Regioni ed il Governo stesso, al fine di procedere ad una complessiva revisione della fiscalità delle Regioni e delle Autonomie, sia nei suoi profili organizzativi che nei suoi contenuti. Uno degli obbiettivi a breve termine è quello di superare l'attuale sistema di riscossione fondato sulle competenze di Equitalia. Noi come Piemonte su questo fronte siamo già pronti. Come Governatore del Piemonte, quale giudica sia la priorità in questo momento per il suo territorio e per il Nord in generale? Si può parlare di tutto, ma i l cuore del problema credo sia quello che ha evidenziato qualche giorno fa il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: il Nord è ad un passo dal baratro economico. Bisogna in alt re parole affrontare una volta per tutte la Questione Settentrionale, è un dato oggettivo. Diversamente, il Paese implode. Certo, come Governatore potrei lamentare che per quanto riguarda l'erogazione dei servizi sui Trasporti e sulla Sanità, materie di competenza regionale, lo Stato deve dare di più. Ma mi rendo perfettamente conto che, o riparte l'economia dei nostri territori oppure è inutile parlare di tutto il resto. Noi che siamo sul territorio, sappiamo quanto stiano soffrendo i nostri distretti industriali, che comunque in molti casi ancora reggono miracolosamente la concorrenza a livello globale. Ma ormai siamo ad un punto limite: quando chiude una fabbrica, lo sappiamo, chiude per sempre. Occorre una riforma radicale del sistema fiscale, per lasciare su i territori le risorse e poter così varare misure precise e puntuali che possano dare maggiore competitività alle nostre imprese o per lo meno le pongano allo stesso livello di territori a noi omogenei come quelli appartenenti alla Macroregione alpina».

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