martedì 21 maggio 2013

IMU, TARES E IVA E in arrivo la LEGNATA per le famiglie italiane


“Andrea Ballarin”
“La Padania 21.05.2013”

Se si insiste a colpire il sistema produttivo del Paese si rischia il tracollo e l'impoverimento progressivo delle famiglie ne rappresenta il segnale più pericoloso. La parte restante dell'anno che ci resta è a tinte fosche, perché al varco ci attendono un rincaro dell'Iva {che dal primo luglio potrebbe passare dal 21 al 22% e costerà di media ad ogni famiglia italiana 207 euro in più rispetto all'anno precedente), uno slittamento (e non cancellazione) del pagamento dell'Imu sulla prima casa al16 settembre (con un maggior costo medio rispetto alle precedenti imposte sugli immobili di circa 480 euro a famiglia) e il pagamento (entro fine anno) di un nuovo balzello chiamato Tares che sostituisce le vecchie imposte sui rifiuti (Tarsu e Tia) e produrrà un rincaro generalizzato dei costi per tutti i contribuenti. Anche in questo caso, come nei precedenti, il calcolo è stato elaborato da varie associazioni, tra cui Confesercenti, Federconsumatori e Cgia di Mestre ed è pari a 40-50 euro in più all'anno per ogni famiglia.
Una batosta pesantissima che, fatto il totale, raggiunge (e in alcuni casi supera abbondantemente) i 734 euro. Oltre al danno, però, in agguato c'è pure la beffa: secondo il governo, l'aumento dell'Iva dovrebbe incrementare il gettito fiscale di 3 miliardi di euro mentre per la Confesercenti, il conseguente calo dei consumi, ridurrà il gettito attuale di 300 milioni. Ne è fortemente convinto il presidente nazionale, Marco Venturi, poiché il deprimersi dei consumi «avrà un effetto anche sulla produzione e sulle prospettive economiche del nostro Paese». E a questo proposito, di follia dell'aumento Iva, ne ha parlato anche il presidente dei senatori leghisti, Massimo Bitonci: «L'allarme della Confesercenti - ha detto - è chiaro: l'aumento dell'aliquota sarà dannoso. Non solo frenerà ancora di più consumi e Pil, ma avrà conseguenze negative anche sullo stesso gettito fiscale, che invece di aumentare, diminuirà». «Non serve Laffer - ha tuonato Bitonci - per spiegare che più si aumentano le tasse, meno la gente spende». Per proprio conto, la Cgia di Mestre ha calcolato che se il governo non riuscirà a scongiurare l'aumento, gli aggravi di imposta sui portafogli delle famiglie italiane saranno pesantissimi: 2,1 miliardi di euro nel 2013, ben 4,2 miliardi nel 2014. Il segretario Giuseppe Bortolussi ha avvertito che, se il governo Letta non annullerà l'aumento, «Corriamo il serio pericolo di far crollare definitivamente i consumi». In questo senso, dunque, non sono certo rassicuranti le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, che ha cercato (come da peggiore tradizione italiana) di scaricare le responsabilità sul governo precedente. «L'aumento dell'Iva è già stato deciso si è limitato ad osservare Zanonato - c'è una legge quindi se non succede qualcosa scatta». Meno catastrofico, invece, il viceministro dell'Economia, Luigi Casero, per il quale «il governo è al lavoro per cercare di evitare l'incremento dell'Iva dell'1% previsto per il prossimo mese di luglio. È necessario trovare le risorse, per farlo ci vuole un po' di tempo». Di Imu ieri hanno, invece, parlato Stefano Borghesi, capogruppo per la Lega Nord in commissione Bilancio a Montecitorio, e il capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta. L'esponente del Carroccio è entrato nel merito dei meccanismi burocratici che regolano il pagamento dell'imposta sulla prima casa criticando aspramente il governo. «Ci hanno venduto il taglio dell'Imu come la panacea di tutti i mali - ha dichiarato il deputato della Lega Nord ma in realtà il decreto, così come voluto, crea nuove complicazioni alle famiglie. Sono oltre centomila, infatti, i  contribuenti che hanno già pagato l'imposta sulla prima casa con la compensazione del 730 e che dovranno rifare tutto nonostante gli imminenti termini di scadenza». «La prima azione di buon senso che il governo dovrebbe fare – ha suggerito quindi Borghesi - è quella di prorogare i termini per la presentazione del documento, in modo da evitare di creare nuovi disagi ai cittadini». È andato giù duro nei toni contro il governo anche Brunetta, sparando bordate contro il viceministro Pd, Stefano Fassina: «Mette la retromarcia - osserva in una nota il capogruppo del Pdl alla Camera - e individua la soluzione per scongiurare l'aumento dell'Iva a partire dal prossimo primo luglio. Fassina dice in sostanza che basterebbe evitare di eliminare l'Imu per tutti i proprietari di prima casa, ricchi compresi, e portare a 450 euro la detrazione. In questo modo,  secondo Fassina, esenteremmo l'85% delle famiglie e risparmieremmo i due miliardi necessari per l'Iva. Ricordo al viceministro, invece, che senza una riforma complessiva della tassazione sulla casa qualsiasi ipotesi di rimodulazione dell'lmu è non solo impossibile ma soprattutto ingiusta».  

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