“Francesco Carrarini”
“lintraprendente.it 20.05.2013”
Il silenzio di chi tace davanti a
un’ingiustizia é colpevole nella misura dell’ingiustizia stessa. E il Veneto pare
non averlo imparato. I vigneti sembrano poggiarsi su risaie,
tanto l’acqua ha invaso i terreni. Le coltivazioni agricole già
provate dalle intemperie e dalla grandine sono irrimediabilmente perdute.
Strade dissestate e case, oggi, abitate da fango e detriti. Un uomo di 58
anni morto sotto il peso di un muretto che non ha contenuto la forza dell’acqua
che esondava da un piccolo corso d’acqua paesano. Decine i feriti e centinai le
famiglie evacuate. Le spiagge sono disintegrate, a poche settimane dalla
stagione turistica. Metri e metri di argini scomparsi. Secondo il
governatore Luca Zaia i danni mancherebbero di poco i 500 milioni di
euro. Ciononostante se non ci fosse scappato il morto, non ci sarebbe stata una
notizia. Perché che l’alluvione colpisca la stessa regione tre volte in quattro
anni non può essere più importante della diatriba sull’Imu o sulle riforme in
cantiere da agosto.
Che il Veneto vanti nei confronti dello Stato un residuo fiscale superiore ai 200 milioni di euro, ma comunque non riesca ad ottenere i fondi per terminare le barriere architettoniche e i bacini di laminazione in cantiere da oltre quattro anni non può essere più importante degli aggiornamenti sull’asse Hollande-Merkel o della giornata mondiale contro l’omofobia. Anche il numero sempre più crescente di auto senza assicurazione é più importante di quello che accade all’interno dei vecchi confini della Serenissima, che domani pagherà l’Imu sui capannoni infangati e danneggiati. Perché la notizia non é che l’ammontare dei risarcimenti per i danni provocati dalla pioggia negli ultimi anni avrebbero già coperto oltre metà della spesa complessiva per i lavori sui corsi d’acqua. No, la notizia é “l’eccezionale ondata di maltempo che ha fatto anche una vittima”. Con le immagini prese da internet, perché tanto le formiche non piangono. E se non piangi, in Italia, non hai una notizia. Perché 5 milioni di persone che hanno smesso di essere arrabbiate e che hanno imparato a vedere la soluzione a un’emergenza come l’assenza di un problema da risolvere il giorno dopo, non sono una notizia. Sono una risorsa per chi lacrima sul numero verde con cui donare piccole somme a emergenze con meno della metà dei danni ma con il doppio della visibilità. Ma sono anche la gioia di chi trae profitto dal vittimismo laborioso di chi “fa e non insegna”, dal popolo tronfio del suo pragmatismo, che non capisce di essere stato appaltato da se stesso a metà compenso. Lavora e tace, perché le valutazioni e le responsabilità di quanto é accaduto oggi si faranno domani, dice dall’ottobre del 2010 almeno. Ma chi tace non può lamentarsi dell’ingiustizia quindi, formica, sei colpevole dell’indifferenza in egual misura.
Che il Veneto vanti nei confronti dello Stato un residuo fiscale superiore ai 200 milioni di euro, ma comunque non riesca ad ottenere i fondi per terminare le barriere architettoniche e i bacini di laminazione in cantiere da oltre quattro anni non può essere più importante degli aggiornamenti sull’asse Hollande-Merkel o della giornata mondiale contro l’omofobia. Anche il numero sempre più crescente di auto senza assicurazione é più importante di quello che accade all’interno dei vecchi confini della Serenissima, che domani pagherà l’Imu sui capannoni infangati e danneggiati. Perché la notizia non é che l’ammontare dei risarcimenti per i danni provocati dalla pioggia negli ultimi anni avrebbero già coperto oltre metà della spesa complessiva per i lavori sui corsi d’acqua. No, la notizia é “l’eccezionale ondata di maltempo che ha fatto anche una vittima”. Con le immagini prese da internet, perché tanto le formiche non piangono. E se non piangi, in Italia, non hai una notizia. Perché 5 milioni di persone che hanno smesso di essere arrabbiate e che hanno imparato a vedere la soluzione a un’emergenza come l’assenza di un problema da risolvere il giorno dopo, non sono una notizia. Sono una risorsa per chi lacrima sul numero verde con cui donare piccole somme a emergenze con meno della metà dei danni ma con il doppio della visibilità. Ma sono anche la gioia di chi trae profitto dal vittimismo laborioso di chi “fa e non insegna”, dal popolo tronfio del suo pragmatismo, che non capisce di essere stato appaltato da se stesso a metà compenso. Lavora e tace, perché le valutazioni e le responsabilità di quanto é accaduto oggi si faranno domani, dice dall’ottobre del 2010 almeno. Ma chi tace non può lamentarsi dell’ingiustizia quindi, formica, sei colpevole dell’indifferenza in egual misura.

Nessun commento:
Posta un commento