“Vittorino Agazzi”
“lindipendenza.com 31.05.2013”
Cosa sta succedendo in Lombardia? Sta davvero prendendo piede un processo indipendentista in grado di mutare l’agenda politica? È realistico attendersi che pure a Milano e nel resto della regione, nei prossimi mesi, la questione dell’indipendenza possa diventare un tema al centro del dibattito pubblico, in grado di superare le vecchie categorie della destra e della sinistra? Si tratta di domande a cui non è facile rispondere, ma è pur vero che in due soli mesi il comitato di cittadini che è costituito attorno aCoLoR44 (Comitato Lombardo Risoluzione 44), con l’obiettivo di favorire un percorso referendario di carattere separatista, ha già ottenuto risultati significativi. Tutto è nato soltanto il 23 marzo scorso, quando a Milano è stato presentato al pubblico un progetto politico volto a emulare il percorso avviato da Indipendenza Veneta e determinato a portare i lombardi a scegliere tra Italia e Lombardia, tra lo status quo e il pieno autogoverno della regione.
Un primo risultato è che persone provenienti da esperienze politiche molto diverse si sono trovate, di fatto, a cooperare per conseguire il medesimo risultato. Dopo le adesioni di alcuni partiti e associazioni – Pro Lombardia Indipendenza, Italia Confederata, Unione Padana (che nelle settimane successive ha mutato il proprio nome in Indipendenza Lombardia), Fronte Indipendentista Lombardia, Diritto di Voto, Centro culturale “Carlo Cattaneo”, Terra Insubre e altri – sono arrivate a ritmo crescente le adesioni di semplici cittadini di vario orientamento politico. E a ruota sono giunte anche le adesioni di responsabili politici, candidati alle elezioni comunali, amministratori locali. Tra questi ultimi vanno ricordati Matteo Bianchi (sindaco di Morazzone), Andrea Cappelletti(assessore a Covo), Eva Lorenzoni (assessore a Gambara), Danilo Lancini (sindaco di Adro), e poi il consigliere comunale Giulio Mattu (Roncadelle, per Pro Lombardia Indipendenza), il presidente di commissione della provincia di Milano Tito Cattaneo (della Lega Nord) insieme a molti consiglieri comunali e anche candidati, tra cui anche Matteo Dellanoce (Pdl, a Lodi) e Fabio Toffa (Indipendenza Lombardia, a Brescia). Come era facile prevedere, la maggior parte delle adesioni è venuta dalla Lega e dai suoi esponenti più giovani. L’obiettivo ultimo è quello di portare in Consiglio regionale una mozione che, analogamente a quanto è avvenuto con la Risoluzione 44 veneta, possa portare al voto la popolazione della Lombardia: per questo motivo, allora, sono particolarmente pesanti le firme dei due consiglieri regionali Fabio Rolfi e Francesca Brianza. Il colpo principale, però, si è registrato domenica scorsa, quando – in occasione di un’ampia e qualificata manifestazione organizzata da Terra Insubre – alla fine dell’intervento del presidente della Lombardia, Roberto Maroni, due membri di CoLoR44 hanno preso al balzo i molti riferimenti dedicati all’autodeterminazione e gli hanno proposto di essere anche lui tra i sottoscrittori. Il governatore ha accettato e così il comitato ha portato incamerare anche la firma di chi si trova proprio a vertici delle istituzioni lombarde. La strada resta senza dubbio ancora molto lunga e a questo passo, pur fondamentale, ne dovranno fare seguito molti altri. All’interno del comitato nessuno s’illude che l’obiettivo del referendum sia vicino. In fondo, ora si può contare su tre firme – due della Lega e una della Lista Maroni – su 80. Bisogna quindi che nell’intera società – tra i lavoratori e gli imprenditori, tra i professionisti e gli artigiani, e via dicendo – cresca la consapevolezza che l’obiettivo di una piena democrazia è possibile e che si sviluppi una capacità a cooperare che coinvolga sempre più persone. CoLoR44 non è un partito e mai lo diventerà, facendo interagire persone che sono e restano schierate entro formazioni politiche differenti e perfino in competizione. L’obiettivo presente è organizzarsi e moltiplicare i “referenti”, ossia quanti sono disposti a raccogliere firme e far raggiungere al più presto l’obiettivo delle 5 mila sottoscrizioni. Finora la sottoscrizione si è basata essenzialmente sulla rete e sul sito, ma ora inizia la stagione dei banchetti e del “porta a porta”. Poiché si tratta di un’azione politica, e non già di un’iniziativa legale, chiunque può raccogliere le firme e chiunque può sottoscrivere la richiesta, se vive in Lombardia. Tra pochi giorni disporremo quindi di decine di persone mobiliate in ogni provincia lombarda. Si deve far crescere la valanga delle adesioni: che dovranno essere sempre più numerose e qualificate. Se soltanto in due mesi si è già fatto tanto, nessuno è in grado di dire cosa potrà succedere entro la fine dell’anno. Vogliamo poter votare. Siamo certi che nessuno avrà il coraggio di negarci questo fondamentale diritto.
Un primo risultato è che persone provenienti da esperienze politiche molto diverse si sono trovate, di fatto, a cooperare per conseguire il medesimo risultato. Dopo le adesioni di alcuni partiti e associazioni – Pro Lombardia Indipendenza, Italia Confederata, Unione Padana (che nelle settimane successive ha mutato il proprio nome in Indipendenza Lombardia), Fronte Indipendentista Lombardia, Diritto di Voto, Centro culturale “Carlo Cattaneo”, Terra Insubre e altri – sono arrivate a ritmo crescente le adesioni di semplici cittadini di vario orientamento politico. E a ruota sono giunte anche le adesioni di responsabili politici, candidati alle elezioni comunali, amministratori locali. Tra questi ultimi vanno ricordati Matteo Bianchi (sindaco di Morazzone), Andrea Cappelletti(assessore a Covo), Eva Lorenzoni (assessore a Gambara), Danilo Lancini (sindaco di Adro), e poi il consigliere comunale Giulio Mattu (Roncadelle, per Pro Lombardia Indipendenza), il presidente di commissione della provincia di Milano Tito Cattaneo (della Lega Nord) insieme a molti consiglieri comunali e anche candidati, tra cui anche Matteo Dellanoce (Pdl, a Lodi) e Fabio Toffa (Indipendenza Lombardia, a Brescia). Come era facile prevedere, la maggior parte delle adesioni è venuta dalla Lega e dai suoi esponenti più giovani. L’obiettivo ultimo è quello di portare in Consiglio regionale una mozione che, analogamente a quanto è avvenuto con la Risoluzione 44 veneta, possa portare al voto la popolazione della Lombardia: per questo motivo, allora, sono particolarmente pesanti le firme dei due consiglieri regionali Fabio Rolfi e Francesca Brianza. Il colpo principale, però, si è registrato domenica scorsa, quando – in occasione di un’ampia e qualificata manifestazione organizzata da Terra Insubre – alla fine dell’intervento del presidente della Lombardia, Roberto Maroni, due membri di CoLoR44 hanno preso al balzo i molti riferimenti dedicati all’autodeterminazione e gli hanno proposto di essere anche lui tra i sottoscrittori. Il governatore ha accettato e così il comitato ha portato incamerare anche la firma di chi si trova proprio a vertici delle istituzioni lombarde. La strada resta senza dubbio ancora molto lunga e a questo passo, pur fondamentale, ne dovranno fare seguito molti altri. All’interno del comitato nessuno s’illude che l’obiettivo del referendum sia vicino. In fondo, ora si può contare su tre firme – due della Lega e una della Lista Maroni – su 80. Bisogna quindi che nell’intera società – tra i lavoratori e gli imprenditori, tra i professionisti e gli artigiani, e via dicendo – cresca la consapevolezza che l’obiettivo di una piena democrazia è possibile e che si sviluppi una capacità a cooperare che coinvolga sempre più persone. CoLoR44 non è un partito e mai lo diventerà, facendo interagire persone che sono e restano schierate entro formazioni politiche differenti e perfino in competizione. L’obiettivo presente è organizzarsi e moltiplicare i “referenti”, ossia quanti sono disposti a raccogliere firme e far raggiungere al più presto l’obiettivo delle 5 mila sottoscrizioni. Finora la sottoscrizione si è basata essenzialmente sulla rete e sul sito, ma ora inizia la stagione dei banchetti e del “porta a porta”. Poiché si tratta di un’azione politica, e non già di un’iniziativa legale, chiunque può raccogliere le firme e chiunque può sottoscrivere la richiesta, se vive in Lombardia. Tra pochi giorni disporremo quindi di decine di persone mobiliate in ogni provincia lombarda. Si deve far crescere la valanga delle adesioni: che dovranno essere sempre più numerose e qualificate. Se soltanto in due mesi si è già fatto tanto, nessuno è in grado di dire cosa potrà succedere entro la fine dell’anno. Vogliamo poter votare. Siamo certi che nessuno avrà il coraggio di negarci questo fondamentale diritto.

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