“Andrea
Accorsi”
“La
Padania 30.04.2013”
Cita il Papa e Beccaria, paragona il Paese a Davide in lotta contro
Golia, annuncia una serie di misure concrete su fisco, imprese e lavoro. Mentre glissa su ius soli
e simili amenità, ma anche sulla Macroregione del Nord. Nel suo intervento
alla Camera da presidente del Consiglio
incaricato, Enrico
Letta inserisce nel programma di governo solo uno
dei tre «punti specifici» chiesti dalla Lega (la nascita della Convenzione sulle
riforme per rilanciare il Federalismo costituzionale e fiscale) e tralascia gli
altri due (il sostegno alla Macroregione e una redistribuzione delle risorse che
ne trattenga almeno il 75% sul territorio che le genera). Insomma, il bicchiere
e più vuoto che pieno, e la sostanza è tutta ancora
allo stadio larvale di promesse. Ma fra queste si ritrovano alcuni cavalli di
battaglia del Carroccio. Ecco i punti salienti del programma esposto da Letta. ECONOMIA.
«La situazione economica è
ancora grave»: colpa «del
debito pubblico accumulato in passato, che grava come una macina sulle
generazioni future». MONTI. Letta ha dato atto del «grande sforzo di risanamento
del precedente governo, che è
stato premessa della crescita».
EUROPA. «È in crisi di legittimità ed efficacia proprio quando tutti i
membri ne hanno più bisogno». Il premier incaricato ha quindi annunciato che
domani e giovedì sarà in visita a Bruxelles, Berlino e Parigi «per dare un
segno che il nostro governo è
europeo ed europeista». RIPRESA.
«Le politiche per la crescita non possono più attendere. Troppe famiglie sono
in preda a disperazione e scoramento. Senza crescita e coesione, l'Italia è perduta». DEBITO PUBBLICO. «Basta coi debiti scaricati sulle spalle
delle generazioni successive. La riduzione fiscale senza indebitamento sarà il
nostro impegno continuo e a tutto campo».
TASSE. «Vogliamo ridurre le tasse sul lavoro: quello stabile, quello sui giovani e sui neo assunti. Vareremo una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come l'edilizia; introdurremo mutui agevolati per le giovani coppie; stop ai pagamenti di giugno» . PATTO DI STABILITÀ. Fra gli altri obiettivi annunciati da Letta, «il pagamento di parte dei debiti delle Amministrazioni pubbliche», «l'allentamento del patto di stabilità interno», «la rinuncia all'inasprimento dell'Iva», «l'aumento della dotazione del fondo di garanzia per le Pmi e del fondo di solidarietà per i mutui». SPRECHI. «Evitare la dispersione a pioggia delle poche risorse e innescare meccanismi virtuosi». RICERCA. «Un grande pia no pluriennale per l'innovazione e la ricerca in nuovi settori di sviluppo». «Una politica industriale moderna che valorizzi anche e soprattutto le Pmi, vero motore dello sviluppo del nostro Paese». BUROCRAZIA. «Rivedere l'intero sistema delle autorizzazioni per snellire le procedure». FISCO. «Non si possono chiedere sacrifici sempre e soltanto ai soliti noti». «Una ferrea lotta all'evasione senza che la parola Equitalia provochi brividi quando viene evocata». SUD. «Metterlo in condizioni di crescere da solo, puntando anche sulla buona gestione dei fondi europei». LAVORO. Letta annuncia «il rifinanziamento delle casse integrazioni in deroga», migliorie agli ammortizzatori sociali «estendendoli a chi ne è privo, a partire dai precari», «forme di reddito minimo per famiglie bisognose con figli» e «forme di gradualizzazione al pensionamento, con 3-4 anni di anticipo e penalizzazione proporzionale delle rendite. E sugli esodati: «Con essi la comunità nazionale ha rotto un patto, la soluzione del problema è un impegno prioritario di questo governo». RIFORME. «Sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue risoluzioni sulla base delle proposte di una Convenzione anche di esperti non parlamentari che parta dai lavori della scorsa legislatura e dei saggi». CASTA. «Ognuno deve fare la sua parte e per fare un esempio dico una cosa che non sanno nemmeno i ministri: il primo atto del governo sarà eliminare con urgenza lo stipendio dei ministri parlamentari in aggiunta all'indennità». «Abolire il finanziamento pubblico ai partiti e rivedere le leggi per i gruppi parlamentari e regionali». FEDERALISMO. Il deputato del Pd annuncia l'intenzione di «istituire il Senato delle Regioni e delle Autonomie», l'«abolizione definitiva» delle Province e la volontà di «Chiudere la partita del Federalismo fiscale salvaguardando la centralità e valorizzando le Regioni a statuto speciale». LEGGE ELETTORALE. «Le prossime elezioni saranno le ultime con quella vigente». MURI. «Dobbiamo abbattere i muri tra Nord e Sud del continente, come del Paese».
TASSE. «Vogliamo ridurre le tasse sul lavoro: quello stabile, quello sui giovani e sui neo assunti. Vareremo una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come l'edilizia; introdurremo mutui agevolati per le giovani coppie; stop ai pagamenti di giugno» . PATTO DI STABILITÀ. Fra gli altri obiettivi annunciati da Letta, «il pagamento di parte dei debiti delle Amministrazioni pubbliche», «l'allentamento del patto di stabilità interno», «la rinuncia all'inasprimento dell'Iva», «l'aumento della dotazione del fondo di garanzia per le Pmi e del fondo di solidarietà per i mutui». SPRECHI. «Evitare la dispersione a pioggia delle poche risorse e innescare meccanismi virtuosi». RICERCA. «Un grande pia no pluriennale per l'innovazione e la ricerca in nuovi settori di sviluppo». «Una politica industriale moderna che valorizzi anche e soprattutto le Pmi, vero motore dello sviluppo del nostro Paese». BUROCRAZIA. «Rivedere l'intero sistema delle autorizzazioni per snellire le procedure». FISCO. «Non si possono chiedere sacrifici sempre e soltanto ai soliti noti». «Una ferrea lotta all'evasione senza che la parola Equitalia provochi brividi quando viene evocata». SUD. «Metterlo in condizioni di crescere da solo, puntando anche sulla buona gestione dei fondi europei». LAVORO. Letta annuncia «il rifinanziamento delle casse integrazioni in deroga», migliorie agli ammortizzatori sociali «estendendoli a chi ne è privo, a partire dai precari», «forme di reddito minimo per famiglie bisognose con figli» e «forme di gradualizzazione al pensionamento, con 3-4 anni di anticipo e penalizzazione proporzionale delle rendite. E sugli esodati: «Con essi la comunità nazionale ha rotto un patto, la soluzione del problema è un impegno prioritario di questo governo». RIFORME. «Sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue risoluzioni sulla base delle proposte di una Convenzione anche di esperti non parlamentari che parta dai lavori della scorsa legislatura e dei saggi». CASTA. «Ognuno deve fare la sua parte e per fare un esempio dico una cosa che non sanno nemmeno i ministri: il primo atto del governo sarà eliminare con urgenza lo stipendio dei ministri parlamentari in aggiunta all'indennità». «Abolire il finanziamento pubblico ai partiti e rivedere le leggi per i gruppi parlamentari e regionali». FEDERALISMO. Il deputato del Pd annuncia l'intenzione di «istituire il Senato delle Regioni e delle Autonomie», l'«abolizione definitiva» delle Province e la volontà di «Chiudere la partita del Federalismo fiscale salvaguardando la centralità e valorizzando le Regioni a statuto speciale». LEGGE ELETTORALE. «Le prossime elezioni saranno le ultime con quella vigente». MURI. «Dobbiamo abbattere i muri tra Nord e Sud del continente, come del Paese».

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