giovedì 11 aprile 2013

SBLOCCO DEI DEBITI ALLE IMPRESE: un'altra presa in giro


“Pietro Foroni”
“La Padania 11.04.2013”

Il decreto sui pagamenti appena varato dal Governo è l'ultima presa in giro dell'esecutivo dei tecnici. È drammatico vedere quanta speculazione propagandistica sia stata fatta, eludendo la verità grazie a un artificio creato per nascondere la corretta realtà dei fatti. Un esempio concreto è quello della mia Provincia. La quota prevista dal decreto per la Provincia di Lodi è pari a 5.291.245 euro. Peccato, però, che solo nei primi tre mesi del 2013 il nostro ente abbia già speso 7 milioni di euro per pagare le nostre imprese su servizi già erogati e opere già ultimate. Sempre per i' effetto del decreto, per l'anno 2013 la nostra Provincia potrà spendere complessivamente 9 milioni di euro per pagamenti alle imprese. Ma anche in questo caso veniamo penalizzati, perché per le spese correnti abbiamo contabilizzato a bilancio pagamenti per 10 milioni di euro, facendoci così mancare oltre un milione per pagamenti verso servizi essenziali. Ma il peggio deve ancora venire, perché se da una parte lo Stato ci sblocca 5 milioni dei nostri soldi, dall'altra, preleverà dalle nostre casse ben 5.291.000 di euro anziché i 3 milioni previsti e contabilizzati. Complessivamente, quindi, dal dicembre 2011 i tagli alla provincia imposti dal Governo Monti saranno di oltre 7 milioni di euro pari al 30% del nostro bilancio. Una situazione inaccettabile. Scopo del decreto era sbloccare i pagamenti agli enti locali verso crediti alle imprese già messi a bilancio. Quindi, crediti esigibili che non possono essere pagati per colpa dell'insensato famigerato patto di stabilità che, vorrei ricordarlo, blocca e punisce proprio gli enti virtuosi come il nostro.
Enti che da sempre, grazie ad un'oculata amministrazione del patrimonio, possiedono un'adeguata liquidità e autonomia di cassa per far funzionare la macchina amministrativa. Ma grazie al patto di stabilità, i nostri soldi sono congelati da uno Stato centralista che li trattiene al fine di ripianare i debiti delle amministrazioni incapaci che, come al solito, provengono da una sola parte del Paese. Il Governo, dietro pressione dei nostri enti locali che non possono più continuare a reggere una situazione ormai al collasso, ha deciso di sbloccare una piccola parte dei pagamenti andando però a ridistribuire proporzionalmente risorse bloccate da anni. Ed è proprio questo l'inganno: il criterio della proporzionalità che andrà a sommarsi a quello delle compensazioni fra debiti-crediti. Questo significa che a rimetterei saranno le amministrazioni virtuose del nord, che ancora una volta si vedono sottrarre soldi dei nostri contribuenti a favore di altre, che invece hanno dissipato risorse finanziarie che non disponevano e che non erano in grado di garantire per gli anni successivi. Il decreto prevede la distribuzione o meglio l'erogazione di 40 miliardi di euro che rappresentano un terzo dei debiti complessivi stimati dal Governo tra i 90 e i 130 miliardi. Già le cifre da capogiro approssimate da una forbice di 40 miliardi fanno vedere quanto l'esecutivo non abbia le idee chiare mentre il metodo adottato conferma l'incapacità con la quale è stato affrontato il problema. Il meccanismo prevede inoltre una quota percentuale, ancora non definita dal Governo, di circa 3 o 4 miliardi di euro che dovranno essere compensati dalle singole amministrazioni fra debiti e crediti. Questo significa che, quelli che hanno in bilancio un enorme debito e un piccolo credito, avranno la possibilità di aumentare la propria quota a tutto svantaggio di altri più virtuosi. Un meccanismo sbandierato dal presidente Monti come: «Chiaro, semplice e veloce», mentre io lo definirei scellerato, iniquo ma soprattutto ingiusto. Una manovra varata dal Governo Monti che palesemente contrasta gli enti virtuosi come il nostro, che da sempre ha attuato una gestione corretta e oculata delle risorse e che come premio si vede sottrarre risorse dei nostri cittadini che dovrebbero rimanere sul nostro territorio. Stiamo parlando di tasse pagate dai lodigiani e da tutti i cittadini lombardi, risorse che ci appartengono e che sono parte integrante della gestione corrente dell'Ente e necessarie per far fronte alle normali esigenze di una buona amministrazione. Sono soldi che avranno però un'altra destinazione e un'altra finalità che non sarà la Provincia di Lodi. Un decreto criticato anche dal Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Mentre una parte delle forze politiche che fanno capo a Grillo si diverte a pensare al costo del caffè alla buvette, le nostre imprese muoiono e chiudono e le nostre famiglie sono sempre più al collasso. L'ennesimo grido di dolore e di rabbia e ultimo regalo del Governo Monti. Presidente della Provincia di Lodi Consigliere Regione Lombardia

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