“Fabrizio
Carcano”
“La Padania 11.04.2013”
La
Lombardia è una terra di grandi eccellenze. «E noi come regione vogliamo sostenerle
queste eccellenze, tutte, perché sono il
nostro fiore all'occhiello». Roberto Maroni ieri pomeriggio è stato in
visita alla Fiera di Rho-Pero, al salone del Mobile, uno degli appuntamenti più importanti in
assoluto per il settore. E per un'ora e mezzo il governatore lombardo ha girato per gli stand, confrontandosi con gli
espositori, con le varie e differenti realtà presenti, da quelle dei piccoli
artigiani a quelle delle imprese con
marchi storici e importanti che si confrontano sui mercati internazionali. Un
fiore all'occhiello, lo ha definito
Maroni, che si è a lungo intrattenuto con gli operatori del settore, ascoltando
ogni loro richiesta, proposta o suggerimento.
Molti i problemi che ostacolano o rallentano i nostri imprenditori dell'arredo
e del legno. Le complicazioni burocratiche, le poche tutele a livello
internazionale dei proprio marchi, il poco marketing che i l sistema Italia
mette in campo rispetto alla Francia,
alla Germania o ai concorrenti scandinavi. E poi c'è la crisi, che si è
praticamente divorata il mercato interno.
Per questo Maroni, ascoltate le istanze degli operatori del settore, dopo essersi complimentato con gli organizzatori del riuscitissimo Salone del Mobile («Un fiore all'occhiello della produzione italiana e una vetrina per il mondo») ha ribadito ancora una volta come la priorità per la Regione Lombardia «sia il sostegno alle nostre imprese», prima di entrare nello specifico, per il comparto legno e arredo: «Regione Lombardia farà il possibile per sostenere questo settore trainante dell'economia lombarda e nazionale, anche attraverso la richiesta al Governo di sgravi fiscali per gli arredamenti». E per passare subito dalle parole ai fatti il governatore Maroni, nell'incontro che avrà con Mario Monti sulla scottante urgenza dei 300 milioni di euro necessari per finanziare la cassa in deroga in Lombardia, metterà sul tavolo anche la proposta di sgravi fiscali ad hoc per l'arredamento. «Servono - ha sottolineato Maroni - sgravi fiscali non solo per l'acquisto della casa, ma anche per quello che ci sta dentro, cioè per gli arredamenti. È una misura che le istituzioni centrali devono sostenere, perché il settore del mobile è trainante non solo per l'economia lombarda, ma anche per quella dell'intero Paese. Faremo tutto il possibile per aiutare e promuovere questa nostra eccellenza». E a riguardo Maroni ha già pronta anche una seconda misura già annunciata: incentivare l'acquisto di case per le giovani coppie che, conseguentemente, potranno poi alimentare il mercato dell'arredamento. «Noi pensiamo che la casa sia un diritto naturale delle persone e delle famiglie. Prenderemo iniziative importanti - ha spiegato il numero uno di Palazzo Lombardia - per garantire che tutti possano avere un'abitazione. Iniziative che passeranno attraverso una riorganizzazione dell'immenso patrimonio immobiliare pubblico e ad interventi a sostegno del settore edilizio». Iniziative specifiche ad hoc per chi produce e vende mobili e arredo, il tutto inserito in un contesto di aiuto a tutte le imprese e di sostegno all'occupazione. Un ruolo che Maroni, in attesa di segnali da Roma ancora senza un Governo, si sta caricando sulle spalle di governatore: «Per sostenere le nostre imprese abbiamo subito messo in atto azioni concrete, come il fondo di 500 milioni di euro destinato a pagare i debiti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione. Certo purtroppo quanto succede a Roma non aiuta, il fatto che non ci sia un Governo nella pienezza dei poteri che possa prendere decisioni immediate non fa altro che aggravare la situazione. Per questo ora scenderò a Roma - ha concluso Maroni - per incontrare alcuni rappresentanti dell'Esecutivo e per chiedere interventi concreti contro la crisi».
Per questo Maroni, ascoltate le istanze degli operatori del settore, dopo essersi complimentato con gli organizzatori del riuscitissimo Salone del Mobile («Un fiore all'occhiello della produzione italiana e una vetrina per il mondo») ha ribadito ancora una volta come la priorità per la Regione Lombardia «sia il sostegno alle nostre imprese», prima di entrare nello specifico, per il comparto legno e arredo: «Regione Lombardia farà il possibile per sostenere questo settore trainante dell'economia lombarda e nazionale, anche attraverso la richiesta al Governo di sgravi fiscali per gli arredamenti». E per passare subito dalle parole ai fatti il governatore Maroni, nell'incontro che avrà con Mario Monti sulla scottante urgenza dei 300 milioni di euro necessari per finanziare la cassa in deroga in Lombardia, metterà sul tavolo anche la proposta di sgravi fiscali ad hoc per l'arredamento. «Servono - ha sottolineato Maroni - sgravi fiscali non solo per l'acquisto della casa, ma anche per quello che ci sta dentro, cioè per gli arredamenti. È una misura che le istituzioni centrali devono sostenere, perché il settore del mobile è trainante non solo per l'economia lombarda, ma anche per quella dell'intero Paese. Faremo tutto il possibile per aiutare e promuovere questa nostra eccellenza». E a riguardo Maroni ha già pronta anche una seconda misura già annunciata: incentivare l'acquisto di case per le giovani coppie che, conseguentemente, potranno poi alimentare il mercato dell'arredamento. «Noi pensiamo che la casa sia un diritto naturale delle persone e delle famiglie. Prenderemo iniziative importanti - ha spiegato il numero uno di Palazzo Lombardia - per garantire che tutti possano avere un'abitazione. Iniziative che passeranno attraverso una riorganizzazione dell'immenso patrimonio immobiliare pubblico e ad interventi a sostegno del settore edilizio». Iniziative specifiche ad hoc per chi produce e vende mobili e arredo, il tutto inserito in un contesto di aiuto a tutte le imprese e di sostegno all'occupazione. Un ruolo che Maroni, in attesa di segnali da Roma ancora senza un Governo, si sta caricando sulle spalle di governatore: «Per sostenere le nostre imprese abbiamo subito messo in atto azioni concrete, come il fondo di 500 milioni di euro destinato a pagare i debiti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione. Certo purtroppo quanto succede a Roma non aiuta, il fatto che non ci sia un Governo nella pienezza dei poteri che possa prendere decisioni immediate non fa altro che aggravare la situazione. Per questo ora scenderò a Roma - ha concluso Maroni - per incontrare alcuni rappresentanti dell'Esecutivo e per chiedere interventi concreti contro la crisi».

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