martedì 23 aprile 2013

Quella luce in fondo al tunnel alla faccia dei grillini


“Matteo Borghi”
"lindipendente.it 23.04.2013"

Forse a Beppe Grillo o agli esponenti del M5S in Regione Lombardia non farebbe piacere sentire un’espressione positiva come “luce in fondo al tunnel” riferita a un’autostrada. Eppure, per gli imprenditori e per tutti quelli che guardano con ottimismo al futuro, quella breccia in fondo alla galleria Pedemontana di Solbiate Olona, completata oggi, non può che rappresentare un concreto spiraglio di luce (non quelli artifical-bancari di Padoan) verso l’uscita dalla crisi. Non è un caso che Stefano Poliani, presidente Giovani imprenditori Confindustria lombarda, abbia esordito così: «Ci sono più di 700 imprese che lavorano, direttamente e indirettamente, alla Pedemontana. Senza considerare le migliaia che, ultimati i lavori, usufruiranno del tunnel. Per noi piccoli imprenditori il completamento dell’opera significa davvero cominciare a vedere la luce in fondo al tunnel». All’evento “Il futuro del tunnel. I giovani imprenditori guardano oltre al tunnel”, molto bello da un punto di vista scenografico, erano presenti i massimi dirigenti di Pedemontana (il presidente Salvatore Lombardo e l’amministratore delegato di Pedelombarda Nicola Meistro) e l’assessore regionale alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno per festeggiare, insieme agli operai, la fine dei lavori dello scavo durati quasi un anno e mezzo (per la precisione dall’ottobre 2011).
Alle 11 c’è stata la cerimonia di apertura in cui l’operaio più giovane del cantiere, 23 anni, ha messo in moto la scavatrice aprendo un buco nell’ultimo pezzo di muro che separava il tunnel (necessario per salvaguardare le decine di case soprastanti) dal viadotto successivo già costruito; poi l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori: «il tratto A (fra Cassago Magnago e Lomazzo) – ha assicurato Lombardo – sarà pronto entro dicembre 2013 o gennaio 2014. La costruzione del tratto B (Lomazzo-Cesano Maderno) dovrebbe partire fra qualche mese mentre stiamo ancora approntando il closing finanziario per il resto dell’opera che dovrebbe concludersi, sperabilmente, entro il 2017. In generale il nostro obiettivo è iniziare una tratta prima della conclusione della precedente. Finora abbiamo garanzie finanziarie sufficienti a completare la tratta A, del costo di 1 miliardo 197 milioni, ma mancano ancora più di tre miliardi: però siamo fiduciosi visto il clima di collaborazione delle banche nazionali, disposte a darci credito e anche a investire». Qualcuno potrebbe obiettare che spendere tanti soldi in un periodo di crisi non sia una cosa buona. Quel qualcuno non conoscerebbe, probabilmente, la differenza fra una spesa e un investimento: la prima è un costo a perdere, la seconda ripaga – e anche tanto – nel tempo. Vediamo i dati. Fra benefici di tempo e carburante (per andare da Malpensa a Orio ad esempio ci vorranno 61 minuti al posto degli 84 attuali) gli analisti prevedono 10,9 miliardi di euro di risparmi in un periodo di vent’anni: anche sottraendo a questa cifra il costo dell’opera, di circa 5,7 miliardi, resta comunque un risparmio di 5,2 miliardi, più di 250 milioni all’anno. Quante belle cose si possono fare, cari grillini, con tutti quei soldi. Senza contare il beneficio per l’ambiente derivato dai 380mila chilogrammi in meno di sostanze immesse nell’ambiente, ogni anno. Dati che dovrebbero far riflettere sulla necessità di costruire nuove infrastrutture: peccato che – perdonate la ripetizione – la propaganda abbia ragioni che la ragione non conosce.

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