“Giovanni
Stocco”
“La Padania 14-15.04.2013”
Nessuno
che rappresenti un passato funesto come Mario Monti e nemmeno il
trapassato remoto come nel caso di Giuliano Amato o Romano Prodi. Roberto
Maroni, segretario federale della Lega Nord, affida a un tweet pomeridiano
la posizione ufficiale del Carroccio sull'elezione dell'inquilino per il Colle:
«Né Amato, né Monti, né Prodi », cinguetta Bobo. E aggiunge: «Lunedì la Lega sceglierà
il suo/a candidato/a al Quirinale: un volto nuovo che venga dal mondo del lavoro».
Il messaggio è molto chiaro, i soggetti che non sono più in grado di garantire innovazione,
passino direttamente dal palcoscenico della politica alla pensione. A Trieste
il segretario del Carroccio parla di scenari politici macroregionali e nazionali,
senza evitare di riflettere sul fu turo del movimento. Il segretario leghista
già l'altro ieri - rivelando i contenuti del suo incontro con Bersani a
Roma - aveva confessato di vedere molto lontana la soluzione per la formazione
di un nuovo governo. Aspetto ribadito anche a Trieste: «Mi pare che l'ipotesi
più credibile sia che il prossimo presidente della Repubblica sciolga le Camere
e si tomi a votare a luglio - ha detto Maroni - si delinea un orizzonte
disastroso per la nostra economia. Noi non temiamo il voto, ma le conseguenze negative
per le nostre aziende». Maroni ha poi osservato che «Ci sarebbero state le
condizioni per scongiurare un ritorno alle urne. Serviva più coraggio da parte
di Bersani». E il ruolo del Movimento 5 Stelle? Così Maroni: «Ho già sconfitto
i grillini e il grillismo in Lombardia.
Ho immediatamente tagliato i costi della giunta e le auto blu. Ho avviato progetti e dato segnali importanti. Se la politica riconquista credibilità garantendo risposte concrete, l'antipolitica incarnata dal grillismo è destinata a evaporare. La sfida è trasformare le idee in cose concrete, risultati, fatti tangibili da mettere a disposizione e al servizio della comunità. La politica non vive più di ideologie. l vecchi schemi sono saltati. Servono fatti . Come quelli che ho conseguito combattendo la mafia da ministro dell'Interno». Poi le riflessioni su l movimento e l'innovativo progetto di dare vita al nuovo soggetto macroregionale coinvolgendo - in prima istanza - Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. «Esiste una sola Lega Nord. Con un progetto chiaro - ha chiarito Maroni parlando delle sfide che attendono il Carroccio – e tanta gente che ha voglia di fare. Qualcuno, pochissimi "pistola", hanno altre idee? Saranno accompagnati fuori». Toni distesi, concetti inequivocabili. Maroni si presenta così al gazebo che troneggia in piazza della Borsa a Trieste, di prima mattina. Gli acquazzoni e i temporali del venerdì sono solo un ricordo. Il sole fa capolino su l golfo. l raggi di luce, tanto attesi, illuminano la città che si rimette in moto dopo un inverno lunghissimo ed estenuante. Metafora di una fase politica turbolenta, ma destinata a rasserenarsi, come scolpisce Maroni rilanciando il progetto della Macroregione, «Unica soluzione per creare un ampio e forte asse del Nord che possa negoziare con Roma condizioni politiche e fiscali eque. Sarà una confederazione, in cui ogni singola realtà gode di piena autonomia »_ «Sgomberiamo il campo da insinuazioni, allusioni, mistificazioni - ammonisce il leader leghista -la Macroregione esalterà le peculiarità di ogni territorio, garantendo una regia unica per affrontare e gestire le grandi sfide dei prossimi anni, dal welfare alle infrastrutture. Il nostro progetto politico consiste nel trattenere almeno il 75% delle risorse sul territorio ». «Ci accusano di egoismo? - si è chiesto ironicamente Maroni – lo mi limito a ricordare che la Sicilia gode di un trattamento fiscale immensamente superiore al nostro, e già trattiene il100%. Noi rivendichiamo almeno il 75%, e invito tutti a prestare attenzione all'avverbio "almeno". Il ruolo del Friuli Venezia Giulia? Strategico. È l'unica regione a statuto speciale. E, per questo, assurge immediatamente a modello di riferimento per tutti, anche alla luce della gestione virtuosa e attenta che caratterizza questa terra». Maroni ha, infine, sottolineato che la Macroregione «rispecchia la concretezza che invochiamo. Un grande progetto europeo, la prima tessera di un nuovo mosaico. La Macroregione garantisce più risorse ai territori e, quindi, assicura più soldi nelle tasche dei cittadini. Non è una suggestione. È qualcosa che può, finalmente, ridare energia e risorse ai cittadini».
Ho immediatamente tagliato i costi della giunta e le auto blu. Ho avviato progetti e dato segnali importanti. Se la politica riconquista credibilità garantendo risposte concrete, l'antipolitica incarnata dal grillismo è destinata a evaporare. La sfida è trasformare le idee in cose concrete, risultati, fatti tangibili da mettere a disposizione e al servizio della comunità. La politica non vive più di ideologie. l vecchi schemi sono saltati. Servono fatti . Come quelli che ho conseguito combattendo la mafia da ministro dell'Interno». Poi le riflessioni su l movimento e l'innovativo progetto di dare vita al nuovo soggetto macroregionale coinvolgendo - in prima istanza - Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. «Esiste una sola Lega Nord. Con un progetto chiaro - ha chiarito Maroni parlando delle sfide che attendono il Carroccio – e tanta gente che ha voglia di fare. Qualcuno, pochissimi "pistola", hanno altre idee? Saranno accompagnati fuori». Toni distesi, concetti inequivocabili. Maroni si presenta così al gazebo che troneggia in piazza della Borsa a Trieste, di prima mattina. Gli acquazzoni e i temporali del venerdì sono solo un ricordo. Il sole fa capolino su l golfo. l raggi di luce, tanto attesi, illuminano la città che si rimette in moto dopo un inverno lunghissimo ed estenuante. Metafora di una fase politica turbolenta, ma destinata a rasserenarsi, come scolpisce Maroni rilanciando il progetto della Macroregione, «Unica soluzione per creare un ampio e forte asse del Nord che possa negoziare con Roma condizioni politiche e fiscali eque. Sarà una confederazione, in cui ogni singola realtà gode di piena autonomia »_ «Sgomberiamo il campo da insinuazioni, allusioni, mistificazioni - ammonisce il leader leghista -la Macroregione esalterà le peculiarità di ogni territorio, garantendo una regia unica per affrontare e gestire le grandi sfide dei prossimi anni, dal welfare alle infrastrutture. Il nostro progetto politico consiste nel trattenere almeno il 75% delle risorse sul territorio ». «Ci accusano di egoismo? - si è chiesto ironicamente Maroni – lo mi limito a ricordare che la Sicilia gode di un trattamento fiscale immensamente superiore al nostro, e già trattiene il100%. Noi rivendichiamo almeno il 75%, e invito tutti a prestare attenzione all'avverbio "almeno". Il ruolo del Friuli Venezia Giulia? Strategico. È l'unica regione a statuto speciale. E, per questo, assurge immediatamente a modello di riferimento per tutti, anche alla luce della gestione virtuosa e attenta che caratterizza questa terra». Maroni ha, infine, sottolineato che la Macroregione «rispecchia la concretezza che invochiamo. Un grande progetto europeo, la prima tessera di un nuovo mosaico. La Macroregione garantisce più risorse ai territori e, quindi, assicura più soldi nelle tasche dei cittadini. Non è una suggestione. È qualcosa che può, finalmente, ridare energia e risorse ai cittadini».

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