“Matteo Borghi”
“lintraprendente.it 11.04.2013"
Nei luoghi del potere romano, in questi giorni, si assiste – con tutto il rispetto per gli artisti come Mario Merola – una vera e propria sceneggiata napoletana. Da una parte Pierluigi Bersani che ieri ha incontrato Silvio Berlusconi solo per ribadirgli la sua intenzione di far tutto da solo proseguendo di fatto sulla via di questo mese e mezzo: «Siamo a disposizione, ma no a governissimi» scritto il segretario via Twitter, ribadendo la famosa questione del “governo di minoranza” del 1976. In pratica Pier vorrebbe che il centrodestra, con cui ha pareggiato le elezioni, sostenga un governo con un presidente del Pd(lui), ministri del Pd, benedetto da un capo di Stato del Pd, Romano Prodi, che si presenti in due camere già presiedute da due politici di centrosinistra. Decisamente troppo. Dall’altra ci sono i grillini che in parlamento perdono tempo a declamare gli articoli della Costituzione che viene, dal loro punto di vista, calpestata: una protesta suggestiva ma poco costruttiva. Per vedere qualcosa di buono bisogna spostarsi nelle grandi regioni del Nord dove, va detto, governa la Lega.
Un movimento che pare aver capito prima e meglio di altri la portata storica della situazione in cui ci troviamo: la crisi, l’impoverimento generale, la chiusura delle imprese, la diminuzione del Pil sono tutti dati che potrebbero portarci – di qui a qualche tempo – a un drastico peggioramento della nostra vita quotidiana (per molti questo è già avvenuto). Un Paese in cui gli imprenditori falliscono e i benestanti si impoveriscono è un Paese pronto a scendere nelle graduatorie degli stati ricchi, fino a diventare a sua volta povero. Stamattina la giunta regionale lombarda ha incontrato i comuni dell’Anci lombarda per parlare di problemi concreti: sblocco dei debiti della pubblica amministrazione tramite un fondo di 500 milioni garantito da Finlombarda, aumento da 133 a 210 milioni dei soldi a disposizione dei comuni per pagare le imprese,300 milioni per la cassa integrazione in deroga che Roma deve sbloccare al più presto e che servono per coprire la seconda metà dell’anno. Nell’articolo di Alessio Pagani potete leggere come Attilio Fontana – presente oggi in qualità di presidente regionale di Anci – abbia già firmato il primo assegno in favore di un’impresa che attendeva i soldi vincolati dal Patto di stabilità dal lontano 2011. Non si tratta solo di un atto di giustizia ma anche di un beneficio concreto: quei soldi per qualche azienda possono significare la differenza fra l’apertura e la chiusura, per qualche imprenditore quella fra la vita e la morte. Qualcuno, nel Pd, questa cosa la capisce, altri no. Il capogruppo regionale Alessandro Alfieri, ad esempio, a margine dell’incontro di oggi ha detto una bella frase: «Noi siamo dalla parte di chi è in difficoltà, siano essi imprenditori, lavoratori autonomi e dipendenti». Dire che nel Pd la pensino tutti così è davvero troppo ottimista ma qualche piccola foglia, grazie a Renzi, si sta muovendo anche lì. Speriamo non sia solo un vento passeggero.
Un movimento che pare aver capito prima e meglio di altri la portata storica della situazione in cui ci troviamo: la crisi, l’impoverimento generale, la chiusura delle imprese, la diminuzione del Pil sono tutti dati che potrebbero portarci – di qui a qualche tempo – a un drastico peggioramento della nostra vita quotidiana (per molti questo è già avvenuto). Un Paese in cui gli imprenditori falliscono e i benestanti si impoveriscono è un Paese pronto a scendere nelle graduatorie degli stati ricchi, fino a diventare a sua volta povero. Stamattina la giunta regionale lombarda ha incontrato i comuni dell’Anci lombarda per parlare di problemi concreti: sblocco dei debiti della pubblica amministrazione tramite un fondo di 500 milioni garantito da Finlombarda, aumento da 133 a 210 milioni dei soldi a disposizione dei comuni per pagare le imprese,300 milioni per la cassa integrazione in deroga che Roma deve sbloccare al più presto e che servono per coprire la seconda metà dell’anno. Nell’articolo di Alessio Pagani potete leggere come Attilio Fontana – presente oggi in qualità di presidente regionale di Anci – abbia già firmato il primo assegno in favore di un’impresa che attendeva i soldi vincolati dal Patto di stabilità dal lontano 2011. Non si tratta solo di un atto di giustizia ma anche di un beneficio concreto: quei soldi per qualche azienda possono significare la differenza fra l’apertura e la chiusura, per qualche imprenditore quella fra la vita e la morte. Qualcuno, nel Pd, questa cosa la capisce, altri no. Il capogruppo regionale Alessandro Alfieri, ad esempio, a margine dell’incontro di oggi ha detto una bella frase: «Noi siamo dalla parte di chi è in difficoltà, siano essi imprenditori, lavoratori autonomi e dipendenti». Dire che nel Pd la pensino tutti così è davvero troppo ottimista ma qualche piccola foglia, grazie a Renzi, si sta muovendo anche lì. Speriamo non sia solo un vento passeggero.

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