“La Padania 03.04.2013”
Via libera
dal Parlamento al sospirato pagamento dei debiti contratti dagli Enti pubblici
con imprese private. Una "torta" che Bankitalia calcola pari a 90
miliardi di euro alla fine del 2011 e che la Lega annuncia di voler garantire venga
distribuita alle imprese, Pmi in testa, e non alle banche. Camera e Senato
hanno approvato la risoluzione unica sull'aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) che di fatto
sblocca i pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione alle imprese.
Questa mattina il decreto sarà all'esame del Consiglio dei ministri. Secondo un
rapporto del centro studi di Unimpresa, sono
oltre 215 mila (il 4,9% del tota le) le imprese che vantano crediti con la Pa.
Per ciascuna di esse, la media degli
arretrati dei pagamenti ammonta a 422 mila euro. Nell'industria la quota di
imprese in credito con lo Stato è pari all'1,2%: significa che ci sono 5.436
aziende che aspettano di vedere saldata una fattura. Nel comparto delle
costruzioni (edilizia e ristrutturazioni) la quota di imprese in lista d'attesa
è pari al 16,2%, il che equivale a 100.926 aziende. Il record è nei servizi: sono 109.131 (il 3,3% del tota le
del settore) le imprese a cui lo Stato centrale o gli Enti locali e
territoriali (Regioni, Province e
Comuni) devono riconoscere un corrispettivo. «Finalmente prende forma una prima
risposta allo scandalo dei debiti non onorati dalla Pa - dichiara Matteo
Bragantini, vicepresidente della Lega Nord a Montecitorio. Tutte le
amministrazioni statali, regionali e locali devono essere obbligate ad attivarsi
senza inerzie. In caso di ritardo o negligenza, chiediamo sanzioni e assunzioni
di responsabilità».
Per il senatore Massimo Garavaglia, responsabile economia del Carroccio, «in un anno di mandato il governo Monti ha elargito 50 miliardi di euro alle banche, ben vengano dunque 40 miliardi purtroppo spalmati in anni per le Pmi. Noi ci batteremo affinché vadano alle imprese e non agli istituti di credito. La reale emergenza oggi - ricorda Garavaglia - è la liquidità. La Lega si impegnerà affinché il decreto sia il più efficace possibile e avvantaggi solo i piccoli e medi Comuni virtuosi e le piccole e medie imprese». Parlando nell'Aula del Senato sulla crisi economica e in particolare sui debiti della Pubblica amministrazione, la parlamentare leghista Silvana Comaroli ha definito «inammissibile» che le imprese siano costrette «addirittura a chiudere perché la Pubblica amministrazione non rispetta i termini di pagamento» e «inaccettabile» che «non sia ancora stata prevista una forma di compensazione verso i crediti con la Pa vantati dalle Pmi e i debiti tributari che le stesse sono costrette a versare».
Per il senatore Massimo Garavaglia, responsabile economia del Carroccio, «in un anno di mandato il governo Monti ha elargito 50 miliardi di euro alle banche, ben vengano dunque 40 miliardi purtroppo spalmati in anni per le Pmi. Noi ci batteremo affinché vadano alle imprese e non agli istituti di credito. La reale emergenza oggi - ricorda Garavaglia - è la liquidità. La Lega si impegnerà affinché il decreto sia il più efficace possibile e avvantaggi solo i piccoli e medi Comuni virtuosi e le piccole e medie imprese». Parlando nell'Aula del Senato sulla crisi economica e in particolare sui debiti della Pubblica amministrazione, la parlamentare leghista Silvana Comaroli ha definito «inammissibile» che le imprese siano costrette «addirittura a chiudere perché la Pubblica amministrazione non rispetta i termini di pagamento» e «inaccettabile» che «non sia ancora stata prevista una forma di compensazione verso i crediti con la Pa vantati dalle Pmi e i debiti tributari che le stesse sono costrette a versare».

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