“Simone Girardin”
“La Padania 03.04.2013”
Premessa,
doverosa: «Il Veneto non è il Lazio». Due: «Non accettiamo lezioni da nessuno».
Siluro lanciato. Federico Caner, capogruppo della Lega in Consiglio regionale
Veneto, va giù diretto. Perché quando si parla di tagli ai costi della politica
«il Nord, e noi in particolare, siamo i primi ad attuarli». A regime qualcosa come
cinque milioni di euro all'anno. «Mica noccioline...».
E per gli sprechi invece? «Chiedete
al Sud. Il Veneto non ha aspettato la spending review per tagliare. Orgogliosi di averlo fatto. E i cittadini se
ne sono resi conto. Vorrei invece sapere quali Regioni hanno recepito i decreti
del Governo sulla riduzione dei costi
della macchina politica». Non lo so,
quali? «Solo al Nord. E sa una cosa...». No, prego. «Se ci si basasse sulla virtuosità, il Veneto non
avrebbe avuto bisogno di tagliare un bel nulla. Invece alla fine si ascolta la
solita musica: si toccano le autonomie
territoriali e non quelle centrali. Ora noi il nostro l'abbiamo fatto. E
parecchio. Adesso basta. Non possiamo più
permetterei di pagare per gli sprechi degli altri». Allora le faccio i conti in tasca: quali e quanti tagli avete approvato
in Consiglio regionale? «Le parlo
di cose reali, concrete. Non qualcosa che dobbiamo ancora fare...». Va bene. Da dove partiamo? «Abbiamo
ridotto di oltre il 600 per cento i contributi di funzionamento dei gruppi consigliari.
Come Lega per esempio siamo i più
numerosi con 19 eletti. Nel 2012 avevamo un budget di spesa di 1 milione e 45 mila
euro, con il taglio previsto quest'anno
avremo a disposizione 171 mila 300 euro».
Però... «E non è finita: come consiglio abbiamo varato il taglio del 10 per cento per il funzionamento dell' intero Consiglio oltre agi i emolumenti degli stessi consiglieri». Tradotto in numeri? «Oggi lo stipendio di un consigliere regionale è stato ridotto di 3500 euro lordi mensili. E poi...». Ancora? «Dal13 gennaio 2012, con la legge regionale numero 4, abbiamo abolito l'assegno di vitalizio. E con la norma numero 5 sempre del gennaio 2012 abbiamo modificato la legge elettorale che riduce il numero dei consiglieri regionali da 60 a 50. Vuoi dire: 1 ogni 100 mila abitanti. Oltre ad aver imposto il limite dei due mandati. Sono tutte decisioni votate all'unanimità in consiglio su proposta della maggioranza. Cose che sono piaciute alla gente e arrivate ben prima dei grillini». Insomma, non prendete lezioni da nessuno? «Esatto. Tantomeno da certi amministrazioni del Sud dove continuano a sprecare». Siete i soliti polentoni... «Ecco appunto. Non vorremmo passare per quelli che pagano per tutti. Questo non possiamo più sopportarlo. Noi abbiamo fatto la nostra parte. Abbiamo i conti in ordine, abbiamo tagliato tutto quanto c'era da tagliare. Siamo un esempio. Lo facciano anche gli altri». Bravi a risparmiare e tagliare ma poi tutti questi sforzi dove vanno a finire? «Qui il problema diventa politico. La nostra macchina amministrativa costa meno delle altre Regioni. Nonostante questo abbiamo deciso di produrre ulteriori tagli. Risparmiamo risorse che però non restano sul territorio». Perché? «Roma ci dice bravi e taglia ancora di più. Così gli enti virtuosi come la Regione Veneto se la prendono in quel posto». E a cascata Comuni e Province... «Purtroppo è l'amara verità. Penso al Comune di Treviso, un esempio di virtuosità. Bene: hanno 30 milioni di euro in cassa e sono obbligati a tenerli fermi. Così molti altri enti locali mentre altrove sprecano, sprecano, sprecano. E zero tagli». Soluzione? «Premiare gli enti realmente virtuosi. Liberarli dal patto di stabilità. E in fretta. O qui salta tutto. Abbiamo tutto il diritto di pretendere certe cose come l'introduzione dei costi standard». Altrimenti? «Il fallimento è dietro l'angolo. Noi il nostro l'abbiamo fatto. Eppure i conti non tornano lo stesso. Abbiamo un budget di 13 miliardi di euro come Veneto e tagli per oltre 300 milioni di euro. Abbiamo tagliato tutto il possibile ma così non si può più andare avanti...».
Però... «E non è finita: come consiglio abbiamo varato il taglio del 10 per cento per il funzionamento dell' intero Consiglio oltre agi i emolumenti degli stessi consiglieri». Tradotto in numeri? «Oggi lo stipendio di un consigliere regionale è stato ridotto di 3500 euro lordi mensili. E poi...». Ancora? «Dal13 gennaio 2012, con la legge regionale numero 4, abbiamo abolito l'assegno di vitalizio. E con la norma numero 5 sempre del gennaio 2012 abbiamo modificato la legge elettorale che riduce il numero dei consiglieri regionali da 60 a 50. Vuoi dire: 1 ogni 100 mila abitanti. Oltre ad aver imposto il limite dei due mandati. Sono tutte decisioni votate all'unanimità in consiglio su proposta della maggioranza. Cose che sono piaciute alla gente e arrivate ben prima dei grillini». Insomma, non prendete lezioni da nessuno? «Esatto. Tantomeno da certi amministrazioni del Sud dove continuano a sprecare». Siete i soliti polentoni... «Ecco appunto. Non vorremmo passare per quelli che pagano per tutti. Questo non possiamo più sopportarlo. Noi abbiamo fatto la nostra parte. Abbiamo i conti in ordine, abbiamo tagliato tutto quanto c'era da tagliare. Siamo un esempio. Lo facciano anche gli altri». Bravi a risparmiare e tagliare ma poi tutti questi sforzi dove vanno a finire? «Qui il problema diventa politico. La nostra macchina amministrativa costa meno delle altre Regioni. Nonostante questo abbiamo deciso di produrre ulteriori tagli. Risparmiamo risorse che però non restano sul territorio». Perché? «Roma ci dice bravi e taglia ancora di più. Così gli enti virtuosi come la Regione Veneto se la prendono in quel posto». E a cascata Comuni e Province... «Purtroppo è l'amara verità. Penso al Comune di Treviso, un esempio di virtuosità. Bene: hanno 30 milioni di euro in cassa e sono obbligati a tenerli fermi. Così molti altri enti locali mentre altrove sprecano, sprecano, sprecano. E zero tagli». Soluzione? «Premiare gli enti realmente virtuosi. Liberarli dal patto di stabilità. E in fretta. O qui salta tutto. Abbiamo tutto il diritto di pretendere certe cose come l'introduzione dei costi standard». Altrimenti? «Il fallimento è dietro l'angolo. Noi il nostro l'abbiamo fatto. Eppure i conti non tornano lo stesso. Abbiamo un budget di 13 miliardi di euro come Veneto e tagli per oltre 300 milioni di euro. Abbiamo tagliato tutto il possibile ma così non si può più andare avanti...».

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