mercoledì 10 aprile 2013

Debiti della P.A. Varese è la prima a pagare i creditori


“Simone Boiocchi”
“La Padania 10.04.2013”

Il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto che sblocca 40 miliardi di debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese, il primo cittadino di Varese, Attilio Fontana, ha immediatamente messo in  moto gli uffici per saldare almeno i debiti più "vecchi" che l'amministrazione della Città giardino ha nei confronti dei propri  fornitori. «Il primo debito saldato - ha precisato il sindaco - risale al 2011. Ammonta a 12.400 euro, per il rifacimento di un  marciapiede e riguarda un impresa di Seveso. Quello più grande, invece, è quello nei confronti delle Ferrovie Nord per il  rifacimento di un ponte, per il quale però c'è una contestazione e siamo in attesa». Ma il "momentaneo" sblocco dei soldi  nelle casse comunali non rassicura più di tanto il presidente dei sindaci della Regione Lombardia. «Come spesso accade - ha detto Fontana - ci troviamo davanti a un decreto un po' bizantineggiante. Da una parte ci sono gli uffici comunali che  stanno lavorando al meglio per pagare almeno le fatture che sono ferme da più tempo.
Dall'altra un testo che ci dice che  pur avendo in cassa 15 milioni e "solo" 7 milioni di debiti arretrati non possiamo pagare tutti. La norma - chiarisce il sindaco di Varese - dice chiaramente che possiamo usare solo una percentuale relativa alle disponibilità di cassa al 31 marzo di quest'anno». Ma a lasciare particolarmente perplesso Fontana è il sistema dei controlli. «Tutti i debiti devono essere certificati e copia delle fatture deve essere inviata agli uffici competenti del ministero che dovranno dirci, entro fine  maggio, la percentuale che potremo sbloccare. Un sistema messo in atto per evitare che si superi il plafond messo a  disposizione ma che rischia di rallentare ancora una volta i pagamenti che le imprese attendono da troppo tempo». Insomma, attacca Fontana «tutto rischia di tramutarsi in un pannicello caldo. Una presa di fiato temporanea. Se non si  affrontano in maniera decisa i vincoli del Patto di Stabilità, tra 2 o 3 mesi saremo nelle stesse condizioni di ieri. Non  potremo cioè pagare più nessuno». 

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