"Diego Longhin"
"repubblica.it 02.04.2013"
Il governatore Roberto Cota anticipa via Twitter
cosa dirà domani a sindaci, presidenti delle province, sindacalisti e
rappresentanti delle imprese, pubbliche e private, che raggiungeranno piazza
Castello sui bus per dire "no" ai tagli. Una marcia per sottolineare
che la sforbiciata del 28 per cento, da 600 a 485 milioni, per il trasporto
pubblico piemontese non è sostenibile. L'appuntamento è in corso Inghilterra,
nella sede della Provincia, alle 10.30. Ci saranno una quarantina di pullman.
Dopo sindaci e assessori saliranno su una decina di mezzi per raggiungere la
sede della Regione. Cota anticipa cinguettando che "non è la Regione che
taglia i fondi. È lo Stato che ha stabilito, attraverso una quota del fondo
unico nazionale, l'importo che deve essere assegnato al Piemonte. Questo
importo è pari a 486 milioni". Non solo. Il governatore punta il dito
anche su chi gestisce i servizi, imprese comprese. Via Twitter vuole sfatare
uno dei concetti che si è ripetuto in queste settimane: "La giunta Cota non
è stata capace di difendere il Piemonte e ha ricevuto meno di altre
Regioni". Il governatore ribatte che "il calcolo delle cifre
assegnate al Piemonte è stato fatto sulla base dei costi standard. Da questo
meccanismo non si può scappare. Se i tagli dello Stato si sentono da noi più
che altrove, vuol dire che a chi gestisce i servizi, cioè Trenitalia, Province
e Comuni, devono essere chieste riforme per rispettare i parametri di
efficienza". La Regione punta ad una ristrutturazione del settore,
comunque. Anche se i soldi per il trasporto pubblico dovessero essere
incrementati, è necessario rivedere servizi e costi. "Occorre certo che
vengano assegnate più risorse dallo Stato - scrive Cota - ma
questo prescinde dalla necessità di intervenire per cambiare le cose,
altrimenti il sistema non sarà comunque sostenibile.
E la Regione non può supplire a carenze altrui accendendo ulteriori debiti che, peraltro, non può fare". In piazza Castello domani si ritroveranno Piero Fassino, nella doppia veste di sindaco di Torino e presidente dell'Anci, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, con altri colleghi, e rappresentanti delle associazioni di categoria e delle imprese di trasporto. Cota, che in Parlamento presenterà il suo disegno di legge "Salva Piemonte" prima di dimettersi dalla Camera, mette le mani avanti: "C'è la disponibilità a sedersi attorno ad un tavolo, ma la si deve smettere di scaricare le responsabilità sulle persone sbagliate ed ognuno deve assumersi le proprie. È stato detto chiaramente come stanno le cose, nessuno può far finta di non aver capito. È faticoso, ma mettere una buona volta a posto le cose è imprescindibile per tutti"
E la Regione non può supplire a carenze altrui accendendo ulteriori debiti che, peraltro, non può fare". In piazza Castello domani si ritroveranno Piero Fassino, nella doppia veste di sindaco di Torino e presidente dell'Anci, il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, con altri colleghi, e rappresentanti delle associazioni di categoria e delle imprese di trasporto. Cota, che in Parlamento presenterà il suo disegno di legge "Salva Piemonte" prima di dimettersi dalla Camera, mette le mani avanti: "C'è la disponibilità a sedersi attorno ad un tavolo, ma la si deve smettere di scaricare le responsabilità sulle persone sbagliate ed ognuno deve assumersi le proprie. È stato detto chiaramente come stanno le cose, nessuno può far finta di non aver capito. È faticoso, ma mettere una buona volta a posto le cose è imprescindibile per tutti"

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