"La notizia della cessione di azioni della Banca MPS da parte della Fondazione, che ha portato Palazzo Sansedoni al 34,17%, e la successiva pubblicazione della bozza del nuovo Statuto dell'Ente, meritano una seria riflessione". Così intervengono con una nota Maurizio Montigiani - Candidato a Sindaco di Siena per la Lega Nord e Francesco Giusti - Segretario comunale Lega Nord Siena sullo statuto della Fondazione Mps. "Anzitutto va rimarcato il fatto che tale cessione - proseguono gli esponenti della Lega Nord - si è resa necessaria per le spese di gestione ordinaria: “tali vendite sono state finalizzate esclusivamente alla costituzione di un adeguato livello di liquidità, in modo da salvaguardare l’equilibrio finanziario dell’Ente nel medio termine”, come riportato sul comunicato ufficiale, a dimostrazione dello stato di profonda difficoltà nel quale versa la Fondazione a causa delle scelte scellerate avallate dal management e dal PD senese. E' presumibile, dunque, che presto la Fondazione scenda a poco più del 29%, a prescindere dal nuovo aumento di capitale. Il nuovo aumento di capitale da un miliardo, deciso lo scorso ottobre dall’Assemblea degli Azionisti, rischia seriamente di rendere agevole ad un ipotetico nuovo socio al 29,9% (al quale dovesse essere riservato l'aumento stesso) di divenire “socio di maggioranza” senza obbligo di OPA sul 70% del capitale. Tutto ciò conferma come la Fondazione, con il voto del 9 ottobre 2012 sull’aumento di capitale, abbia compiuto un gesto scellerato, che va contro il proprio interesse, contro i doveri statutari e contro la Città.
L'ennesimo insensato atto di Gabriello Mancini, dopo il via libera agli aumenti di capitale che hanno drenato tutta la ricchezza dell'Ente da lui presieduto e, di conseguenza, della Città. Un gesto che preannunciava già il nuovo contenuto dell'art. 3 dello Statuto della Fondazione. Un nuovo Statuto che rappresenta la conferma della grande bugia, visto che, come preannunciato già la scorsa estate dalla Lega, la bozza presentata lunedì non prevede più la garanzia della sede sociale della Banca MPS a Siena città. Meno male che l’11 di febbraio la Fondazione, in tutta furia, precisò “Non sarà messo in discussione il principio della tutela statutaria del mantenimento a Siena della sede legale e della direzione generale di Banca Mps”. Mancini & co. Vogliono continuare a prendere in giro i senesi con i giri di parole? Dopo 541 anni, la classe politica del partito democratico è riuscita a cancellare in un sol colpo, come risultato della propria inettitudine politica, amministrativa e manageriale, la senesità del Monte. Al tempo del fascismo, un analogo tentativo venne eroicamente bloccato dalla ribellione della Città. Quello che non è successo allora, succede invece oggi, grazie a quel PD al quale la Città ha stupidamente consegnato una “delega in bianco”, che è servita per rovinare Siena ed i Senesi. A questa classe politica manca coraggio ed amore per la nostra Siena. Fino ad oggi sono stati nominati alla guida di Palazzo Sansedoni i classici “galoppini”, i “passacarte” del Partito, del quale non fanno altro che eseguirne gli ordini. Quello che va cambiato è l’impronta generale, lo spirito. I Senesi lo capiscano: il cambiamento può avvenire solo fuori dal PD, perché chi ha sbagliato e distrutto la ricchezza della Comunità deve essere spedito a casa. Gli attuali vertici della Fondazione non hanno poi alcun titolo per procedere alla modifica dello Statuto. Ciò non solo perché è tutta da verificare la regolarità del terzo mandato di Gabriello Mancini alla guida della Fondazione stessa, ma anche perché la Fondazione ha violato l’art. 3 comma 4 del proprio Statuto (confermato anche nella bozza del nuovo), in quanto al divieto di contrarre debiti per un importo complessivo superiore al 20% del proprio patrimonio".
L'ennesimo insensato atto di Gabriello Mancini, dopo il via libera agli aumenti di capitale che hanno drenato tutta la ricchezza dell'Ente da lui presieduto e, di conseguenza, della Città. Un gesto che preannunciava già il nuovo contenuto dell'art. 3 dello Statuto della Fondazione. Un nuovo Statuto che rappresenta la conferma della grande bugia, visto che, come preannunciato già la scorsa estate dalla Lega, la bozza presentata lunedì non prevede più la garanzia della sede sociale della Banca MPS a Siena città. Meno male che l’11 di febbraio la Fondazione, in tutta furia, precisò “Non sarà messo in discussione il principio della tutela statutaria del mantenimento a Siena della sede legale e della direzione generale di Banca Mps”. Mancini & co. Vogliono continuare a prendere in giro i senesi con i giri di parole? Dopo 541 anni, la classe politica del partito democratico è riuscita a cancellare in un sol colpo, come risultato della propria inettitudine politica, amministrativa e manageriale, la senesità del Monte. Al tempo del fascismo, un analogo tentativo venne eroicamente bloccato dalla ribellione della Città. Quello che non è successo allora, succede invece oggi, grazie a quel PD al quale la Città ha stupidamente consegnato una “delega in bianco”, che è servita per rovinare Siena ed i Senesi. A questa classe politica manca coraggio ed amore per la nostra Siena. Fino ad oggi sono stati nominati alla guida di Palazzo Sansedoni i classici “galoppini”, i “passacarte” del Partito, del quale non fanno altro che eseguirne gli ordini. Quello che va cambiato è l’impronta generale, lo spirito. I Senesi lo capiscano: il cambiamento può avvenire solo fuori dal PD, perché chi ha sbagliato e distrutto la ricchezza della Comunità deve essere spedito a casa. Gli attuali vertici della Fondazione non hanno poi alcun titolo per procedere alla modifica dello Statuto. Ciò non solo perché è tutta da verificare la regolarità del terzo mandato di Gabriello Mancini alla guida della Fondazione stessa, ma anche perché la Fondazione ha violato l’art. 3 comma 4 del proprio Statuto (confermato anche nella bozza del nuovo), in quanto al divieto di contrarre debiti per un importo complessivo superiore al 20% del proprio patrimonio".

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