“Andrea
Ballarin”
“La Padania 12.03.2013”
A
sbrogliare la delicata matassa che, in questi ultimi giorni, ha visto in
qualche modo "contrapposte" due figure chiave del Carroccio Veneto, Flavio Tosi e Luca Zaia, ci
ha pensato il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni. «Facendo
sintesi delle posizioni da noi espresse nei giorni scorsi, Maroni ha richiamato
all'unità del movimento e - anche se non c'era bisogno di alcun chiarimento tra il
sottoscritto e Luca - sull'intera questione abbiamo deciso di metterci sopra
una pietra. Ora si lavora assieme per il
bene del Movimento e pensando alla Macroregione». A parlare è Flavio Tosi,
segretario della Liga Veneta, al termine del consiglio federale tenutosi ieri
in via Bellerio a Milano. «La fase "dialettica" post-elettorale - spiega Tosi a la Padania - è chiusa, il
dibattito che ci doveva essere c'è stato, da ora in poi tutti pancia a terra». Il
chiarimento tra i due big della Liga
Veneta, atteso da molti ma, soprattutto, dalla base del Movimento, c'è stato e
a certificarlo - non bastasse la
chiarezza di Tosi - ci sono anche le parole del governatore del Veneto, Luca Zaia:
«È fondamentale - spiegava ai
giornalisti già in mattinata l'ex ministro dell'Agricoltura - che ci sia all'interno
della Lega un rapporto democratico:
penso che si sia chiarita questa vicenda.
Serve incontrarsi, dibattere, guardare alla vera sfida che non è la lacerazione interna ma invece pensare che il futuro è rappresentato dal nemico che abbiamo fuori». Garante di unità della Lega in Veneto è certamente la figura, il ruolo, di Federico Caner, vicesegretario federale vicario del Carroccio, presente anch'egli al consiglio di ieri in via Bellerio. Anche da parte sua parole di distensione e apertura al ragionamento costruttivo: «È stato un ottimo consiglio federale - conferma Caner il richiamo all'unità del Movimento era dovuto, abbiamo bisogno di una politica chiara e Maroni su questo ha voluto puntare». «È con questi presupposti - continua Caner - che si ricompatta il Movimento, discutiamo pure la linea da seguire, cosa vogliamo fare, ma teniamo bene a mente che il progetto dev'essere inseguito all'insegna dell'unità del Carroccio». «È vero - analizza il vicesegretario federale - i problemi ci sono stati, inutile negarlo, ma abbiamo di fronte due persone intelligenti che, com'è stato detto, hanno convenuto sul fatto che il nemico è fuori dalla Lega, non interno. Ora l'obiettivo è di ricompattare il gruppo e ripartire, perché con le divisioni non andiamo da nessuna parte».
Serve incontrarsi, dibattere, guardare alla vera sfida che non è la lacerazione interna ma invece pensare che il futuro è rappresentato dal nemico che abbiamo fuori». Garante di unità della Lega in Veneto è certamente la figura, il ruolo, di Federico Caner, vicesegretario federale vicario del Carroccio, presente anch'egli al consiglio di ieri in via Bellerio. Anche da parte sua parole di distensione e apertura al ragionamento costruttivo: «È stato un ottimo consiglio federale - conferma Caner il richiamo all'unità del Movimento era dovuto, abbiamo bisogno di una politica chiara e Maroni su questo ha voluto puntare». «È con questi presupposti - continua Caner - che si ricompatta il Movimento, discutiamo pure la linea da seguire, cosa vogliamo fare, ma teniamo bene a mente che il progetto dev'essere inseguito all'insegna dell'unità del Carroccio». «È vero - analizza il vicesegretario federale - i problemi ci sono stati, inutile negarlo, ma abbiamo di fronte due persone intelligenti che, com'è stato detto, hanno convenuto sul fatto che il nemico è fuori dalla Lega, non interno. Ora l'obiettivo è di ricompattare il gruppo e ripartire, perché con le divisioni non andiamo da nessuna parte».

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