“Gianna Petra”
“La Padania 21.03.2013”
Norme più
semplici e chiare, recupero del patrimonio edilizio esistente e maggiore
coinvolgimento dei Comuni. Sono queste
le basi su cui poggia la nuova legge urbanistica della Regione Piemonte
approvata martedì sera in Consiglio Regionale.
«Sono molto soddisfatto - ha commentato il Governatore leghista del Piemonte Roberto
Cota – perché si tratta di una riforma importantissima,
soprattutto dal punto di vista della sburocratizzazione della macchina
regionale, oltre che essere di un'altra
promessa elettorale mantenuta. Seguiremo da vicino l'impatto sul sistema di
questa riforma attesa da tempo dagli
enti locali». Altrettanta soddisfazione dal vice Presidente della Regione ed
assessore all'Urbanistica Ugo CavalIera per
l'approvazione del Ddl 153, che sostituisce la "storica" legge 56/1977
che per oltre 35 anni ha rappresentato il riferimento normativa per la pubblica
amministrazione e per i privati. «In questi decenni – sottolinea Cavaliera –
molti sono stati i tentativi di riscrivere la legge Astengo:
con orgoglio possiamo dire che a metà di questa legislatura siamo riusciti a portare a termine la riforma della legge urbanistica, obiettivo che ci eravamo posti all'inizio del nostro mandato e che rappresenta una concreta dimostrazione dell'impronta moderna e riformatrice dell'amministrazione regionale. In un periodo di grande difficoltà per tutto il Piemonte, è indispensabile rispondere con provvedimenti che diano una scossa a tutto il sistema economico, riducendo l'impatto della burocrazia». La nuova normativa accentua fortemente la collaborazione con i Comuni, definendo i Piani Regolatori e le loro principali varianti attraverso le "conferenze di copianificazione", un'esperienza che distingue il Piemonte nel panorama delle regioni italiane. Tra le ampie libertà date ai Comuni, c'è quella di fissare i tempi in cui si svolgono le "conferenze di pianificazione", e quindi la costruzione ed approvazione dei Piani: la Regione cessa pertanto di essere fonte di "ritardi" (uno storico problema di tutte le norme urbanistiche italiane) per diventare soggetto di stimolo, di indirizzo e di guida al lavoro dei Comuni e dei numerosi soggetti, pubblici e privati, che attuano l'urbanistica piemontese. Sarà inoltre favorita la gestione delle pratiche urbanistiche per via solo telematica, in altre parole, "un'urbanistica senza carta". «Quello che abbiamo realizzato con un lungo lavoro fatto anche di profonda condivisione con tutti i soggetti interessati, - sottolineano il Presidente del Commissione regionale Urbanistica e Consigliere regionale della Lega Nord Antonello Angeleri, insieme al Presidente del Gruppo regionale della Lega Nord Mario Carossa - è un costrutto normativa moderno, agile, che fa della sburocratizzazione e della velocizzazione delle pratiche un pilastro. Una modifica sostanziale dopo 36 anni di legge Astengo. Sono cambiate le necessità di carattere economico e sociale delle nostre città e quindi devono anche cambiare gli strumenti urbanistici per interpretare questi mutamenti. Ma soprattutto oggi applichiamo in modo esemplare il concetto federalista della sussidiarietà, o meglio della responsabilizzazione dei territori, che consente di accelerare in modo significativo le pratiche. Infatti i Comuni, ed è questa la grande novità, avranno titolarità, in collaborazione con la Regione e le Province, per l'approvazione dei piani urbanistici. Ciò permetterà di vedere nascere un piano regolatore in un tempo molto minore, passando da una media di sei anni di attesa a una media di poco più di due. Una grande risposta dell'amministrazione in un periodo difficilissimo». «La nostra legge – concludono i consiglieri leghisti - potrà portare un vero rilancio, facendo ripartire le attività produttive di questo settore, che significano lavoro e sicurezza per le persone e per le loro famiglie. E si tutelerà anche il territorio infatti dare la possibilità di abbattere e ricostruire non vuole dire disboscare o distruggere il verde, al contrario significa rispettare le aree che veramente contano senza consumare altro territorio. Con la nuova legge urbanistica non si costruirà di più, ma si costruirà meglio e in modo più razionale. Un risultato eccellente frutto del lavoro di tutti, ma che porta il marchio della Regione guidata dalla Giunta Cota».
con orgoglio possiamo dire che a metà di questa legislatura siamo riusciti a portare a termine la riforma della legge urbanistica, obiettivo che ci eravamo posti all'inizio del nostro mandato e che rappresenta una concreta dimostrazione dell'impronta moderna e riformatrice dell'amministrazione regionale. In un periodo di grande difficoltà per tutto il Piemonte, è indispensabile rispondere con provvedimenti che diano una scossa a tutto il sistema economico, riducendo l'impatto della burocrazia». La nuova normativa accentua fortemente la collaborazione con i Comuni, definendo i Piani Regolatori e le loro principali varianti attraverso le "conferenze di copianificazione", un'esperienza che distingue il Piemonte nel panorama delle regioni italiane. Tra le ampie libertà date ai Comuni, c'è quella di fissare i tempi in cui si svolgono le "conferenze di pianificazione", e quindi la costruzione ed approvazione dei Piani: la Regione cessa pertanto di essere fonte di "ritardi" (uno storico problema di tutte le norme urbanistiche italiane) per diventare soggetto di stimolo, di indirizzo e di guida al lavoro dei Comuni e dei numerosi soggetti, pubblici e privati, che attuano l'urbanistica piemontese. Sarà inoltre favorita la gestione delle pratiche urbanistiche per via solo telematica, in altre parole, "un'urbanistica senza carta". «Quello che abbiamo realizzato con un lungo lavoro fatto anche di profonda condivisione con tutti i soggetti interessati, - sottolineano il Presidente del Commissione regionale Urbanistica e Consigliere regionale della Lega Nord Antonello Angeleri, insieme al Presidente del Gruppo regionale della Lega Nord Mario Carossa - è un costrutto normativa moderno, agile, che fa della sburocratizzazione e della velocizzazione delle pratiche un pilastro. Una modifica sostanziale dopo 36 anni di legge Astengo. Sono cambiate le necessità di carattere economico e sociale delle nostre città e quindi devono anche cambiare gli strumenti urbanistici per interpretare questi mutamenti. Ma soprattutto oggi applichiamo in modo esemplare il concetto federalista della sussidiarietà, o meglio della responsabilizzazione dei territori, che consente di accelerare in modo significativo le pratiche. Infatti i Comuni, ed è questa la grande novità, avranno titolarità, in collaborazione con la Regione e le Province, per l'approvazione dei piani urbanistici. Ciò permetterà di vedere nascere un piano regolatore in un tempo molto minore, passando da una media di sei anni di attesa a una media di poco più di due. Una grande risposta dell'amministrazione in un periodo difficilissimo». «La nostra legge – concludono i consiglieri leghisti - potrà portare un vero rilancio, facendo ripartire le attività produttive di questo settore, che significano lavoro e sicurezza per le persone e per le loro famiglie. E si tutelerà anche il territorio infatti dare la possibilità di abbattere e ricostruire non vuole dire disboscare o distruggere il verde, al contrario significa rispettare le aree che veramente contano senza consumare altro territorio. Con la nuova legge urbanistica non si costruirà di più, ma si costruirà meglio e in modo più razionale. Un risultato eccellente frutto del lavoro di tutti, ma che porta il marchio della Regione guidata dalla Giunta Cota».

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