“Diego Morandi”
“La Padania 03-04.03.2013”
Era il
1986 quando l'Azienda dei Servizi Municipalizzati di Brescia diede inizio
all'idea di un sistema integrato di trasporto pubblico di cui parte
fondamentale fosse la metropolitana. Un progetto all'avanguardia per i tempi che
ha trovato il suo coronamento venticinque
anni dopo. Sabato 2 marzo 2013 resterà una data storica per la Leonessa: il
giorno del l'inaugurazione della metropolitana, esempio futuribile e primo
passo compiuto per una città sempre più vivibile nel nome del trasporto
pubblico e del rispetto ambientale. Un'avventura nuova e importante, quella
della metropolitana bresciana e del suo rapporto con i cittadini - utenti,
quanto quella che Roberto Maroni ha appena intrapreso come Governatore
della Lombardia. Il neo presidente
regionale non poteva scegliere giorno migliore per la sua prima uscita pubblica
dopo la vittoria elettorale. Nella
giornata in cui Brescia festeggiava un passo importante verso il
"futuro", Maroni dava ufficialmente il via al sogno padano: una
Macroregione del Nord capace di incidere politicamente sulle scelte di Roma
grazie alla propria forza territoriale, produttiva ed economica. «Non sono
ancora stato proclamato ufficialmente ma state sicuri che le elezioni le ho vinte» ha scherzato il numero
uno del Carroccio, aprendo il suo intervento. Prima di salire sul palco per la cerimonia inaugurale, Maroni ha commentato
l'esito delle elezioni.
«Sulla Lombardia abbiamo scommesso tutto e la gente ha capito la serietà del nostro progetto e la nostra volontà di continuare a difendere gli interessi e i diritti del Nord» ha spiegato Maroni, sottolineando l'ormai «proverbiale vocazione alla sconfitta della sinistra che, a Roma, non potrà dare stabilità al Paese al contrario di quanto noi possiamo fare in Regione. Bersani mi pare il grande sconfitto. La sinistra ha una vocazione alla sconfitta e anche quando vince riesce a perdere». Sulla situazione politica nazionale, per il segretario federale della Lega Nord «Roma è incartata mentre Grillo fa impazzire tutti. È un bel problema perché mentre il Nord ha un governo stabile Roma è un punto di domanda. Si torna a votare o si rimane lì. Guardiamo con grande apprensione cosa succede - ha proseguito Maroni – perché sta all'incapacità di questa sinistra risolvere i problemi. Per fortuna ci siamo noi». Quanto al leader dell'M5S come presidente del Consiglio, «magari mi piacerebbe » ha affermato Maroni, precisando subito dopo di averlo detto «in maniera assolutamente ironica». Sull'ipotesi di un governissimo, il segretario è stato lapidario. «La Lega non è disponibile a entrare in governissimi, governicchi o governetti di nessun tipo. Noi stiamo all'opposizione con la pattuglia leghista a Roma a controllare, a fare le pulci, ad essere megafono del Nord e a portare avanti il nostro progetto di Macroregione». E sul fatto che in questi giorni dalla Lega non è venuta alcuna indicazione sulla formazione di un possibile nuovo governo, ha spiegato: «lo ho un principio molto semplice: chi vince governa, chi perde sta all'opposizione. Noi non abbiamo vinto, quindi la Lega starà all'opposizione». Davanti al pubblico, Maroni ha poi parlato, ovviamente, della metropolitana e del suo rapporto speciale con Brescia. «Questa è una infrastruttura importante - ha detto - testimone della necessità di investire nel trasporto pubblico, che sono particolarmente felice di inaugurare visto il mio stretto legame con questa città che amo e che conosco molto bene. Il mio compito - ha proseguito Maroni - non è solo quello di partecipare ad inaugurazioni, per quanto piacevoli, come questa, ma quello di individuare, affrontare e risolvere i problemi. E per noi lombardi, il più importante è quello del lavoro che sarà il primo per il quale ci impegneremo». In quella che è stata una giornata di festa per i bresciani, è toccato al sindaco Adriano Paroli dare il via alle cerimonie ripercorrendo la lunga storia della metropolitana bresciana, dagli studi preliminari del 1986 per arrivare a ieri, giorno dell' inaugurazione di un progetto per il quale hanno lavorato in molti. «Voglio ricordare tutti i sindaci prima di me che hanno contribuito a questo momento e che, in maggioranza, non sono arrivati a vedere oggi il frutto del loro lavoro, come i due operai che hanno perso la vita durante i lavori» ha sottolineato il sindaco Paroli, accompagnato, oltre che da Maroni, dal suo unico predecessore ancora in vita, il senatore Paolo Corsini, dall'assessore regionale ai Trasporti Andrea Gilardoni, dal vice sindaco Fabio Rolfi e da numerose personalità politiche, istituzionali e dirigenziali che a vario titolo, in questi anni, hanno contribuito alla conclusione del progetto. La nuova metropolitana rappresenta un passo avanti verso l'idea di una città più "verde", esempio di avanguardia ed estetica sia per quanto concerne le stazioni sia i treni ma, soprattutto, la possibilità di allargarsi all'esterno così da divenire una risorsa per l'intero trasporto pubblico provinciale. È quanto ha sostenuto il vice sindaco, appena eletto consigliere regionale come capolista della Lega Nord. «Per essere pienamente compiuta - ha rimarcato Fabio Rolfi - quest'opera necessita di essere portata all'esterno del nucleo cittadino, in una logica integrata con la rete di trasporti già esistenti. Lo scopo ultimo è creare un servizio di trasporto urbano ed extraurbano all'avanguardia e di recuperare quei 400 milioni di euro che rappresentano il notevole investimento messo in campo dal Comune».
«Sulla Lombardia abbiamo scommesso tutto e la gente ha capito la serietà del nostro progetto e la nostra volontà di continuare a difendere gli interessi e i diritti del Nord» ha spiegato Maroni, sottolineando l'ormai «proverbiale vocazione alla sconfitta della sinistra che, a Roma, non potrà dare stabilità al Paese al contrario di quanto noi possiamo fare in Regione. Bersani mi pare il grande sconfitto. La sinistra ha una vocazione alla sconfitta e anche quando vince riesce a perdere». Sulla situazione politica nazionale, per il segretario federale della Lega Nord «Roma è incartata mentre Grillo fa impazzire tutti. È un bel problema perché mentre il Nord ha un governo stabile Roma è un punto di domanda. Si torna a votare o si rimane lì. Guardiamo con grande apprensione cosa succede - ha proseguito Maroni – perché sta all'incapacità di questa sinistra risolvere i problemi. Per fortuna ci siamo noi». Quanto al leader dell'M5S come presidente del Consiglio, «magari mi piacerebbe » ha affermato Maroni, precisando subito dopo di averlo detto «in maniera assolutamente ironica». Sull'ipotesi di un governissimo, il segretario è stato lapidario. «La Lega non è disponibile a entrare in governissimi, governicchi o governetti di nessun tipo. Noi stiamo all'opposizione con la pattuglia leghista a Roma a controllare, a fare le pulci, ad essere megafono del Nord e a portare avanti il nostro progetto di Macroregione». E sul fatto che in questi giorni dalla Lega non è venuta alcuna indicazione sulla formazione di un possibile nuovo governo, ha spiegato: «lo ho un principio molto semplice: chi vince governa, chi perde sta all'opposizione. Noi non abbiamo vinto, quindi la Lega starà all'opposizione». Davanti al pubblico, Maroni ha poi parlato, ovviamente, della metropolitana e del suo rapporto speciale con Brescia. «Questa è una infrastruttura importante - ha detto - testimone della necessità di investire nel trasporto pubblico, che sono particolarmente felice di inaugurare visto il mio stretto legame con questa città che amo e che conosco molto bene. Il mio compito - ha proseguito Maroni - non è solo quello di partecipare ad inaugurazioni, per quanto piacevoli, come questa, ma quello di individuare, affrontare e risolvere i problemi. E per noi lombardi, il più importante è quello del lavoro che sarà il primo per il quale ci impegneremo». In quella che è stata una giornata di festa per i bresciani, è toccato al sindaco Adriano Paroli dare il via alle cerimonie ripercorrendo la lunga storia della metropolitana bresciana, dagli studi preliminari del 1986 per arrivare a ieri, giorno dell' inaugurazione di un progetto per il quale hanno lavorato in molti. «Voglio ricordare tutti i sindaci prima di me che hanno contribuito a questo momento e che, in maggioranza, non sono arrivati a vedere oggi il frutto del loro lavoro, come i due operai che hanno perso la vita durante i lavori» ha sottolineato il sindaco Paroli, accompagnato, oltre che da Maroni, dal suo unico predecessore ancora in vita, il senatore Paolo Corsini, dall'assessore regionale ai Trasporti Andrea Gilardoni, dal vice sindaco Fabio Rolfi e da numerose personalità politiche, istituzionali e dirigenziali che a vario titolo, in questi anni, hanno contribuito alla conclusione del progetto. La nuova metropolitana rappresenta un passo avanti verso l'idea di una città più "verde", esempio di avanguardia ed estetica sia per quanto concerne le stazioni sia i treni ma, soprattutto, la possibilità di allargarsi all'esterno così da divenire una risorsa per l'intero trasporto pubblico provinciale. È quanto ha sostenuto il vice sindaco, appena eletto consigliere regionale come capolista della Lega Nord. «Per essere pienamente compiuta - ha rimarcato Fabio Rolfi - quest'opera necessita di essere portata all'esterno del nucleo cittadino, in una logica integrata con la rete di trasporti già esistenti. Lo scopo ultimo è creare un servizio di trasporto urbano ed extraurbano all'avanguardia e di recuperare quei 400 milioni di euro che rappresentano il notevole investimento messo in campo dal Comune».

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