“Simone Girardin”
“La Padania 03-04.03.2013”
Un taglietto
più che un vera e propria sforbiciata. Stiamo parlando dei neo parlamentari
grillini che, come già fatto dai loro colleghi
siciliani del movimento 5 stelle, promettono di dimezzarsi lo stipendio. Sia
chiaro, nulla di nuovo: è anche scritto nero
su bianco sul codice di comportamento che ognuno di loro ha firmato e che sarà
inserito nello stesso statuto di cui il gruppo
parlamentare si doterà. C'è un problema: si parla solo dell'indennità
parlamentare percepita che dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili contro i 10.435 euro.
Ma il trattamento economico dei parlamentari è composto anche da altre voci. E resteranno anche per gli eletti
grillini. Nel loro codice di comportamento infatti è scritto che i parlamentari
avranno comunque diritto a ogni altra voce
di rimborso. Tradotto: di 3.503,11 euro al mese per la diaria (a titolo di
rimborso delle spese di soggiorno nella
capitale), somma che viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza dalle
sedute dell'assemblea in cui si svolgono
votazioni. Altro benefit cui i grillini non rinunceranno è il cosiddetto
rimborso delle spese per l'esercizio del
mandato, pari a 3.690 euro al mese corrisposto direttamente a ciascun deputato.
Come gli altri della "casta"
anche i grillini usufruiranno inoltre di tessere per la libera circolazione autostradale,
ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per
i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio,
è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per
raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, e a 3.995,10 euro se
la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Insomma, stupidi sì ma fino a
un certo punto.
Tra l'altro, dicono i maligni, quando vedranno i loro colleghi incassare comunque più di loro, dopo qualche mese una domanda se la faranno: vale la pena seguire il diktat, seppur parziale nella sostanza, di Grillo? Di fatto i parlamentari grillini sono anche a rischio "scilipotizzazione". Chi dice che non volteranno presto le spalle al comico genovese per rivendersi sul mercato romano di Camera e Senato? Se il domani sarà come quello visto in questi mesi di amministrazione a Mira e a Parma, i rischi sono evidenti. Nella città veneta il movimento di Grillo fa ragionamenti vecchi di due secoli. Roberta Agnoletto, assessore Cinque Stelle del Comune di Mira, si è vista togliere le deleghe perché incinta. A Parma tutte le tariffe comunali sono state aumentate e l'inceneritore alla fine si farà. Tra le tante critiche anche quelle sulla scelta dei candidati oggi eletti in Parlamento. Si va dalla mancata trasparenza a esclusioni immotivate e dubbi su chi gestirà il fondo per il gruppo parlamentare. Senza contare, secondo alcuni, il flop del voto on line per la scelta dei candidati. meno di 100 mila voti. Con casi di nepotismo assoluto. Un esempio: in Sicilia, è stata eletta la sorella di Giancarlo Cancelleri, il candidato del M5S alle ultime elezioni regionali. A Latina, nel Lazio, madre e figlio sono in Parlamento: lvana Simeoni, infermiera 62enne e Cristian lannuzzi, 40anni di professione tecnico informatico, figlio della Simeoni piazzato secondo in lista. Parentopoli e paracadutati: robe da vecchi partiti, meno da movimento 5 stelle. Vedi in Puglia, dove risultano nelle prime posizioni fratello e sorella: Maurizio Buccarella, primo classificato, e Tiziana Buccarella , arrivata all'ottavo posto. Intanto, per non farsi mancare nulla, il partito di Grillo incassa anche il via libera dell'alta l'alta finanza di Wall Street che accoglie con soddisfazione la vittoria del Movimento Cinque stelle alle elezioni politiche 2013. Il guru del colosso finanziario, Jim O'Neill, infatti ha definito il risultato elettorale italiano come qualcosa di «entusiasmante» perché rappresenta un «segnale dell'inizio di qualcosa di nuovo» di cui l'Italia aveva estremamente bisogno. Un po’ a sorpresa dunque il responsabile di Goldman Sachs Asset Management in un dossier intitolato "Riforme non vuoi dire austerity" esalta l'esperienza italiana come focolaio di rinnovamento per tutta l'Europa. «Trovo il risultato italiano abbastanza entusiasmante perché credo che un Paese il cui Pil sostanzialmente non è cambiato da quando l'unione monetaria è partita nel 1999, ha bisogno di cambiare qualcosa di importante» ha scritto O'Neill aggiungendo che «per le élite consolidate dell'Italia ma anche per gli altri centri di potere dell'Europa, in particolare Berlino e Francoforte questi risultati sono molto vicini a un incubo». Insomma, scaricato Monti (o forse una finta per invogliare la truppa dei grillini a votare un Montibis) ecco che le grandi banche finanziarie spostano il proprio baricentro verso Grillo con la speranza forse che non faccia qualche follia tale da compromettere il loro potere. Sullo sfondo restano i dubbi sulla confermata scelta di Grillo e soci di non fare alleanze con nessuno, strategia che gli consentirà di conquistare forse qualche altro sindaco in qualche ballottaggio ma non di governare una Regione, figuriamoci un Paese complesso come il nostro. Grillo in fondo ha deciso di ritagliarsi il ruolo di quell'allenatore che sa solo giocare "di rimessa", in contropiede: comodo e facile, spesso vincente ma non bello da vedere. Perché se fai programmaticamente solo il censore di scelte che non ti assumi la responsabilità di prendere (dall'alto di una presunta superiorità morale), lasci sempre il pallino delle decisioni ad altri per poi sputtanarli. Troppo facile. Troppo...
Tra l'altro, dicono i maligni, quando vedranno i loro colleghi incassare comunque più di loro, dopo qualche mese una domanda se la faranno: vale la pena seguire il diktat, seppur parziale nella sostanza, di Grillo? Di fatto i parlamentari grillini sono anche a rischio "scilipotizzazione". Chi dice che non volteranno presto le spalle al comico genovese per rivendersi sul mercato romano di Camera e Senato? Se il domani sarà come quello visto in questi mesi di amministrazione a Mira e a Parma, i rischi sono evidenti. Nella città veneta il movimento di Grillo fa ragionamenti vecchi di due secoli. Roberta Agnoletto, assessore Cinque Stelle del Comune di Mira, si è vista togliere le deleghe perché incinta. A Parma tutte le tariffe comunali sono state aumentate e l'inceneritore alla fine si farà. Tra le tante critiche anche quelle sulla scelta dei candidati oggi eletti in Parlamento. Si va dalla mancata trasparenza a esclusioni immotivate e dubbi su chi gestirà il fondo per il gruppo parlamentare. Senza contare, secondo alcuni, il flop del voto on line per la scelta dei candidati. meno di 100 mila voti. Con casi di nepotismo assoluto. Un esempio: in Sicilia, è stata eletta la sorella di Giancarlo Cancelleri, il candidato del M5S alle ultime elezioni regionali. A Latina, nel Lazio, madre e figlio sono in Parlamento: lvana Simeoni, infermiera 62enne e Cristian lannuzzi, 40anni di professione tecnico informatico, figlio della Simeoni piazzato secondo in lista. Parentopoli e paracadutati: robe da vecchi partiti, meno da movimento 5 stelle. Vedi in Puglia, dove risultano nelle prime posizioni fratello e sorella: Maurizio Buccarella, primo classificato, e Tiziana Buccarella , arrivata all'ottavo posto. Intanto, per non farsi mancare nulla, il partito di Grillo incassa anche il via libera dell'alta l'alta finanza di Wall Street che accoglie con soddisfazione la vittoria del Movimento Cinque stelle alle elezioni politiche 2013. Il guru del colosso finanziario, Jim O'Neill, infatti ha definito il risultato elettorale italiano come qualcosa di «entusiasmante» perché rappresenta un «segnale dell'inizio di qualcosa di nuovo» di cui l'Italia aveva estremamente bisogno. Un po’ a sorpresa dunque il responsabile di Goldman Sachs Asset Management in un dossier intitolato "Riforme non vuoi dire austerity" esalta l'esperienza italiana come focolaio di rinnovamento per tutta l'Europa. «Trovo il risultato italiano abbastanza entusiasmante perché credo che un Paese il cui Pil sostanzialmente non è cambiato da quando l'unione monetaria è partita nel 1999, ha bisogno di cambiare qualcosa di importante» ha scritto O'Neill aggiungendo che «per le élite consolidate dell'Italia ma anche per gli altri centri di potere dell'Europa, in particolare Berlino e Francoforte questi risultati sono molto vicini a un incubo». Insomma, scaricato Monti (o forse una finta per invogliare la truppa dei grillini a votare un Montibis) ecco che le grandi banche finanziarie spostano il proprio baricentro verso Grillo con la speranza forse che non faccia qualche follia tale da compromettere il loro potere. Sullo sfondo restano i dubbi sulla confermata scelta di Grillo e soci di non fare alleanze con nessuno, strategia che gli consentirà di conquistare forse qualche altro sindaco in qualche ballottaggio ma non di governare una Regione, figuriamoci un Paese complesso come il nostro. Grillo in fondo ha deciso di ritagliarsi il ruolo di quell'allenatore che sa solo giocare "di rimessa", in contropiede: comodo e facile, spesso vincente ma non bello da vedere. Perché se fai programmaticamente solo il censore di scelte che non ti assumi la responsabilità di prendere (dall'alto di una presunta superiorità morale), lasci sempre il pallino delle decisioni ad altri per poi sputtanarli. Troppo facile. Troppo...

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