domenica 3 marzo 2013

Maroni vuole una giunta rosa e attacca Roma «Sono incartati, Monti rimarrà un po’»

"qn.quotidiano.net 03.03.2013"

MILANO - LA PRIMA giornata pubblica del nuovo governatore lombardo Roberto Maroni comincia a Brescia e finisce in tv. Primi impegni, anche se il lavoro vero inizia oggi, dopo la festa con i Giovani padani e il Pdl in corso Como, cuore della movida milanese. Ci sarà anche Silvio Berlusconi sul palco, ma soprattutto i due si metteranno poi al lavoro per una difficile trattativa sulla composizione della nuova giunta lombarda che pure il neo-presidente assicura «sarà senza tessere, fatta al 50 per cento di donne». Ieri, invece, inaugurazione della nuova metropolitana di Brescia, ma anche l’incontro con la delegazione sindacale di un’azienda chiusa. POI l’intervista di Fabio Fazio. «Grillo e il suo Movimento? Se rimarranno bloccati in Parlamento due anni, si dimostrerà che Grillo non è la soluzione. Gran parte dei leghisti che hanno votato per lui tornerà da noi». Parla così il segretario di un partito che, pur avendo ottenuto appena il 4 per cento dei consensi a livello nazionale, ora governa un Nord che con la macroregione si candida sempre più a locomotiva d’Italia. Un ruolo importante il suo, al quale però sembra proprio intenzionato a rinunciare.
«Io ho una sola parola — ha detto, ribadendo quanto aveva annunciato in campagna elettorale — la settimana prossima c’è un consiglio federale e chiederò un nuovo congresso per eleggere il segretario. Ci sono tanti giovani...». Probabile però che su questo Maroni sia costretto a ripensare, visto che sono proprio alcuni dei giovani a costituire un problema, come il 43enne sindaco di Verona Flavio Tosi entrato in conflitto con il governatore veneto Luca Zaia. «Divisioni? Il nostro è un movimento vivace dove le cose si dicono in faccia. È una sana competizione interna. Poi se degenera, come è successo in passato nella Lega, interverrò per evitare che diventi uno scontro insanabile» afferma. ALL’OPPOSIZIONE nella capitale, al timone della macroregione al Nord. Il riflessivo Maroni si concede comunque qualche bordata seccessionista: «Roma è incartata e Grillo fa impazzire tutti. Temo che il governo attuale di Mario Monti durerà ancora un po’ perché sono nella palude. Della situazione nazionale sono preoccupato perché ho bisogno di un interlocutore che ci ascolti. Se non ci sarà, faremo da soli...».

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