“repubblica.it 18.03.2013”
A Palazzo Regione Lombardia è avvenuto il passaggio
delle consegne tra il presidente uscente Roberto Formigoni e il neo-eletto
Roberto Maroni. "Voglio valorizzare le eccellenze che la Regione ha
sviluppato in questi anni. La mia squadra sarà formata da 14 assessori,
egualmente distribuiti, sette uomini e sette donne che verranno presentati
domani in tarda mattinata", ha detto Maroni durante l'incontro con
Formigoni. "Fra i temi più urgenti che il nuovo governo regionale dovrà
affrontare - ha aggiunto Maroni - c'è sicuramente quello legato al lavoro. A
questo proposito ho incontrato i sindacati per la cassa integrazione in deroga,
strumento che ritengo valido e che ho introdotto io stesso da ministro del
Welfare. Nei giorni scorsi- ha proseguito il nuovo governatore - ho incontrato
anche il ministro Fornero per i fondi da destinare alla Regione Lombardia ma mi
ha detto che in questo momento non ci sono i soldi.
Gli altri punti da affrontare - ha sottolineato Maroni - sono quelli relativi alle infrastrutture e alla macroregione del Nord per avere un maggiore potere contrattuale". Il nuovo presidente della Lombardia si è anche augurato che possa nascere presto un nuovo governo "perché quello che c'è non ha pieni poteri e noi abbiamo bisogno di un interlocutore in carica al cento per cento". Poi ha precisato: "Qui c'è un governo forte, abbiamo bisogno di uno forte e stabile anche a Roma. Ho chiesto al presidente Formigoni, che continuo a chiamare così anche se ormai è senatore, di darsi da fare a Roma".
Gli altri punti da affrontare - ha sottolineato Maroni - sono quelli relativi alle infrastrutture e alla macroregione del Nord per avere un maggiore potere contrattuale". Il nuovo presidente della Lombardia si è anche augurato che possa nascere presto un nuovo governo "perché quello che c'è non ha pieni poteri e noi abbiamo bisogno di un interlocutore in carica al cento per cento". Poi ha precisato: "Qui c'è un governo forte, abbiamo bisogno di uno forte e stabile anche a Roma. Ho chiesto al presidente Formigoni, che continuo a chiamare così anche se ormai è senatore, di darsi da fare a Roma".

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