martedì 5 marzo 2013

La "Legione straniera" della Padania è pronta: a Roma per Macroregione e 75% delle tasse al Nord


“Paolo Guido Bassi”
“La Padania 05.03.2013”

La "Legione straniera" è pronta a partire. Stiamo parlando dei gruppi parlamentari della Lega Nord, ribattezzati in questo  modo da Roberto Calderoli, che ieri è stato anche uno dei "prof", insieme a Giacomo Stucchi e Federico Bricolo, alla  riunione degli eletti padani a Roma che si è tenuta nella sala conferenze di via Bellerio. «Noi non abbiamo bisogno di conclavi nelle segrete stanze di qualche albergo, facciamo tutto alla luce del sole, nella nostra sede, come sempre», racconta il coordinatore del Movimento di Roberto Maroni, spiegando quali sono stati gli argomenti trattati durante l'incontro con i nuovi deputati e senatori: «Abbiamo dato le informazioni essenziali sulla struttura , in maniera che anche  chi è stato eletto per la prima volta possa essere operativo fin dai primi giorni. Poi ci siamo concentrati sui regolamenti dei  due rami del Parlamento, che solo apparentemente appaiono simili, ma sono profondamente diversi fra loro». Mai come questa volta, almeno negli ultimi anni, l'inizio della legislatura appare tanto incerto. Il centrosinistra ha la maggioranza a Montecitorio, ma non a palazzo Madama, su tutto poi regna l'incognita del Movimento 5 stelle, che nessuno riesce bene a  capire cosa deciderà di fare e se davvero i suoi circa 160 rappresentanti seguiranno sempre le indicazioni di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.
«Bersani sembra perseverare nel difficile tentativo di "sedurre" Grillo - osserva Calderoli – ma fino ad ora, mi pare abbia rimediato solo torte in faccia». E anche l' idea di presentarsi con un programma di fronte alle Camere per ottenere la fiducia, senza prima aver incassato un accordo di massima, appare una strada piuttosto difficile da  percorrere. «Se così fosse osserva l'ex ministro della Semplificazione – immagino che Napolitano avrebbe più di  un'obiezione di muovere. Un mandato al buio, nella situazione nella quale si trova il Paese, immagino non verrebbe  giudicato molto bene dagli investitori internazionali e il riverbero sui nostri mercati non mancherebbe di farsi sentire». Nella politica italiano, però, spesso le cose non sono come sembrano. Infatti il comportamento del leader Pd, potrebbe essere anche essere una "tattica" per arrivare ad un'altra soluzione: esperire ogni tentativo, prima di proporre l'estrema ratio delle larghe intese. «Come strategia - fa notare Calderoli - potrebbe starei. Adesso Bersani è pressato dall'ala sinistra del suo schieramento, ma se si bruciassero tutte le opzioni valutate fino ad ora, non rimarrebbe che cercare di  abbracciare il "nemico"». Plausibile, ma certamente non una passeggiata. ln queste ore nel centrodestra c'è chi ha  ipotizzato ruoli di primo piano per il Cavaliere, qualcuno si è addirittura spinto a immaginarlo sullo scranno più alto di Palazzo Madama. Ipotesi indigeribile per i democrat, come qualunque altra che veda l'ex premier ricoprire direttamente incarichi istituzionali. Molto meno indigesto, invece, potrebbe essere la "collaborazione" con gli azzurri. Soprattutto se dal  Quirinale, iniziassero ad arrivare appelli alla "responsabilità" per superare il momento di stallo. Per dirla tutta, segnali in questa direzione sono arrivati anche dal fronte pidiellino, che attraverso le parole di alcuni suoi esponenti di primo piano, non ha mai chiuso le porte in faccia all'idea delle larghe intese. Chiara invece la posizione della Lega: starà all'opposizione, come più volte dichiarato da Roberto Maroni. Una linea ribadita anche da Calderoli: «Il nostro ruolo in Parlamento sarà  quello di fare da supporto all'operazione Macroregione del Nord e alla realizzazione del programma di tenere sul nostro territorio almeno il 75 per cento delle tasse». 

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