venerdì 15 marzo 2013

La Lega non fa INCIUCI, guarda agli interessi del Nord


“Iva Garibaldi”
“La Padania 15.03.2013”

Nessun accordo tra Lega Nord e Pd. Dopo oltre un'ora di incontro al Senato tra i capigruppo in pectore del Carroccio, Massimo Bitonci al Senato, Giancarlo Giorgetti alla Camera, Roberto Calderoli e i rappresentanti dei democratici Luigi  Zanda, Rosa Calipari e Davide Zoggia la fumata bianca non è arrivata. Oggi è il primo giorno di legislatura ma dalle parti del  Pd le idee sono poche e ben confuse. Così al primo appuntamento con le votazioni, Palazzo Madama e Montecitorio  devono scegliere i loro presidenti, il partito di Bersani arriva fortemente impreparato. Ieri sera ha fatto sapere che il Pd  nelle prime votazioni avrebbe espresso scheda bianca. c<C'è una grande confusione - dice Bitonci - che non s'era mai vista  prima. Le due maggiori coalizioni brancolano nel buio. Anche il Movimento 5 stelle non sa bene cosa fare. In realtà hanno  detto che indicheranno i loro candidati ma di fatto non hanno certo i numeri per poter eleggere un loro rappresentante. L'impressione è che si muovono più come una forza extraparlamentare che come un gruppo espressione di un voto  democratico ». E la Lega Nord cosa farà? Le bocche al termine della riunione che si è tenuta a Palazzo Madama sono  rimaste cucite. E di inciuci il Carroccio certo non vuoi sentire nemmeno parlare. Ma certo l'auspicio è che questa legislatura riesca a partire e il primo atto, o meglio il primo scoglio, è proprio l'elezione dei due Presidenti delle camere. Il Carroccio con i suoi 17 voti a Palazzo Madama è determinante.
Senza i voti del Carroccio Pd, Pdl e montiani in di versa combinazione  tra loro non vanno da nessuna parte perché ai fatidici 159 sì necessari per far partire la legislatura non si arriva. Nessun  inciucio e nessun accordo ma la Lega, come ha già ribadito Roberto Maroni l'altra sera, è pronta a mettere su l tavolo il suo peso e ad appoggiare proposte e leggi che siano utili per il Nord. Insomma chi ha pensato che la Lega potesse essere  ormai considerata fuori dai giochi si sbaglia di grosso. Di sicuro non è proponibile, come vorrebbero parecchi nel Pd, una  doppia presidenza targata democratici alla Camera e al Senato . Un' ipotesi che pure era circolata nel corso della giornata di ieri con qualche insistenza ma di fatto affossata nel giro di poche ore. Più probabile intanto ipotizzare l'incarico al Senato a un esponente del Pd, con insistenza si fatto il nome della senatrice Anna Finocchiaro, mentre la Camera potrebbe essere  affidata a un esponente del Pdl. «Potrebbe essere un giusto segna le d i apertura - osserva Bitonci - e il riconoscimento a  una forza politica che ha ottenuto larghissimi consensi nel Paese » . E i grillini? Rischiano di rimanere con un pugno di mosche in entrambe le camere perché la politica è soprattutto dialogo e non anarchia e imposizioni. Il primo atto si  consuma oggi in entrambe le Camere. Il Senato, presieduto dal senatore a vita Emilio Colombo, è convocato per le 11 per  eleggere il suo presidente. Nei primi due scrutini serve la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato (161),  maggioranza di cui nessuna coalizione dispone a Palazzo Madama. Ove non si raggiunga questa maggioranza, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione in cui basta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando anche  le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato questa maggioranza, il Senato procede nello  stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e  viene proclamato eletto quello che prende più voti. A parità di voti è eletto il candidato più anziano di età. Ma sono in tanti  a giurare che la giornata si chiuderà con un nulla di fatto e che il presidente sarà eletto, a numeri ridotti, non prima di domani. 

1 commento:

  1. Al voto al più presto.
    E rispettate gli impegni.
    Che TUTTI li rispettino.

    RispondiElimina