“Simone Boiocchi”
“La Padania 14.03.2013”
Giancarlo
Giorgetti alla Camera e Massimo Bitonci al Senato saranno i nuovi
capogruppo della Lega Nord in Parlamento. Lo ha annunciato il segretario federale,
Roberto Maroni, dopo aver incontrato a Venezia il presidente del Veneto,
Luca Zaia. «Non ho guardato a logiche geopolitiche – ha spiegato - ma
solo alla capacità degli uomini che, solo casualmente sono un lombardo e un veneto».
Il primo appuntamento per i nuovi capigruppo sarà l'incontro con il Pd, nella
nuova logica voluta da Maroni. «Ci sono –
ha detto - possibilità di parlare, ma non passando da Roma, perché il loro compito
sarà quello di organizzare la nostra azione giù, sapendo che l'azione
principale della Lega non si fa a Roma, ma qui. Saranno i nostri referenti a
Roma e ci devono aiutare qui, perché c'è una vera e propria inversione e i
gruppi in Parlamento dovranno ora assecondare
le iniziative politiche». «Per tutto ciò che riguarda il territorio - ha
aggiunto Maroni – vogliamo coinvolgere gli amministratori, indipendentemente dal loro
colore politico. Perché la base del nostro ragionamento non è più destra e
sinistra, divisione superata, ma l'asse verticale Nord/Sud. Il minimo comun denominatore
è l'interesse del Nord e, se uniamo le forze , credo che troveremo
collaborazione in questa battaglia». Un ruolo impegnativo, spiega Massimo
Bitonci, «al quale cercherò di assolvere nel migliore dei modi con il massimo
impegno e con la massima dedizione.
Si tratta di un incarico - continua – che mi onora e che mi auguro di portare avanti con il fondamentale aiuto di tutto il gruppo in collaborazione con quello della Camera guidato da Giancarlo Giorgetti che è sempre stato il mio maestro in quanto presidente della Commissione Bilancio. Insieme a lui - continua Bitonci -,anche Massimo Garavaglia e Maurizio Fugatti che sono punti di riferimento molto importanti per la materia economica e di bilancio». Chiaro l'obiettivo delle due pattuglie leghiste a Roma: essere i portavoce del Nord. «Bisogna cogliere la gravità economico-finanziaria e di liquidità del momento e questo grido, ormai, non solo di allarme delle famiglie e delle imprese. Come ricordato da Maroni e da Zaia - aggiunge Bitonci - il primo importante tema sul tavolo del futuro governo dovrà essere il patto di stabilità e quello del pagamento delle pubbliche amministrazioni. Quello sarà un primo momento fondamentale. Si vedrà se il Governo ha voglia di cambiare davvero». Quanto al Senato, dove la coalizione di centrosinistra non ha la maggioranza dei seggi, Bitonci si augura che «la Lega sia determinante. Noi - conclude – porteremo avanti il nostro progetto di realizzare la macroregione del Nord. Saremo il sindacato del territorio, forse numericamente ridotto, ma sicuramente determinante per le scelte politiche».
Si tratta di un incarico - continua – che mi onora e che mi auguro di portare avanti con il fondamentale aiuto di tutto il gruppo in collaborazione con quello della Camera guidato da Giancarlo Giorgetti che è sempre stato il mio maestro in quanto presidente della Commissione Bilancio. Insieme a lui - continua Bitonci -,anche Massimo Garavaglia e Maurizio Fugatti che sono punti di riferimento molto importanti per la materia economica e di bilancio». Chiaro l'obiettivo delle due pattuglie leghiste a Roma: essere i portavoce del Nord. «Bisogna cogliere la gravità economico-finanziaria e di liquidità del momento e questo grido, ormai, non solo di allarme delle famiglie e delle imprese. Come ricordato da Maroni e da Zaia - aggiunge Bitonci - il primo importante tema sul tavolo del futuro governo dovrà essere il patto di stabilità e quello del pagamento delle pubbliche amministrazioni. Quello sarà un primo momento fondamentale. Si vedrà se il Governo ha voglia di cambiare davvero». Quanto al Senato, dove la coalizione di centrosinistra non ha la maggioranza dei seggi, Bitonci si augura che «la Lega sia determinante. Noi - conclude – porteremo avanti il nostro progetto di realizzare la macroregione del Nord. Saremo il sindacato del territorio, forse numericamente ridotto, ma sicuramente determinante per le scelte politiche».

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