lunedì 18 marzo 2013

Fontana convoca i sindaci del Nord contro il patto di stabilità

“Alessio Pagani” 
“lintrapendente.it 18.03.2013” 

Parte da Varese la sfida al «patto di stabilità» dei Comuni. Lanciata a livello lombardo dal sindaco della città giardino, il leghista Attilio Fontana, presidente regionale dell’Anci. «Da anni che abbiamo subito troppo passivamente una serie di scelte scellerate, adesso non siamo più in condizione di proseguire – evidenzia Fontana -, siamo arrivati al punto in cui aspetti anche gravi si verificano quotidianamente, e non possiamo più accettare questo ulteriore insulto sia per quanto riguarda il patto di stabilità che per la Tares». Per questo, come a livello nazionale, Fontana è intenzionato a chiedere ai Comuni di autorizzare le spese dovute per investimenti, in caso di mancato intervento da parte del presidente del consiglio Monti. «Mi auguro che il premier Monti, che nell’ultimo periodo ha fatto una serie di sciocchezze voglia lasciare il suo incarico con qualcosa di positivo: i Comuni – chiarisce – gli stanno fornendo un’occasione sul piatto d’argento». Il sindaco del Carroccio da sempre a livello istituzionale è in prima fila nella protesta dei sindaci.
Al punto che nel settembre del 2011, era stato tra i promotori dello sciopero dei sindaci contro i tagli governativi. Protesta poi vietata dalla Lega ai suoi borgomastri. Così ora è pronto ad appoggiare anche la protesta del sindaco di Berceto (Parma), Luigi Lucchi. Primo cittadino che il prossimo 22 marzo, sarà «davanti al Quirinale, in mutande, con la fascia tricolore, per protestare contro la nuova tassa rifiuti in sostituzione della Tarsu, che aumenterà, in favore dello Stato, notevolmente i costi soprattutto per gli esercizi commerciali e per le seconde case». Perché i nemici degli enti locali adesso sono diventati due. Il famigerato patto di stabilità e la Tares, ovvero la nuova tassa rifiuti che oltre a dover coprire il 100% del costo del servizio sostenuto dai Comuni, (oggi si ferma in media al 79% con picchi massimi che toccano il 91%) ingloberà tutti i servizi indivisibili forniti dall’ente locale (l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi). Ma il problema per il sindaco varesino è ancora più grave, «perché va a sommarsi ai tagli da 2,25 miliardi di euro che ci hanno imposti con la spending review». Così torna l’idea delle dimissioni di massa. «Come Anci – ricorda Fontana – avevamo minacciato di dimetterci. E visto che i bilanci debbono essere presentati entro il 30 giugno, quella sarà la data limite». Perché il barile è ormai vuoto. Al punto che la giunta Fontana, come molte altre, ha deciso di tagliarsi le indennità del 5%. «Misura necessaria visti i tempi difficili – spiega il sindaco – . È giusto che anche noi amministratori facciamo la nostra parte». L’obiettivo rimane comunque quello di allentare la tenaglia del patto di stabilità. Per questo, per Fontana, ogni strada è percorribile. Anche quella di un governo Pd. Attilio Fontana, infatti, apre all’ipotesi di un appoggio «esterno al Senato in cambio di concessioni per il Nord». Non indiscriminatamente ma in maniera ragionata. «Se quello che i nostri territori potrebbero guadagnarci da un appoggio al Pd fosse particolarmente interessante, allora la strada andrebbe vagliata. E – conclude – naturalmente gli impegni andrebbero messi sotto forma scritta, per maggiore sicurezza». 



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