MANTOVA. Il 12, al più tardi il 13 marzo, Roberto Maroni diventerà il nuovo commissario straordinario all’emergenza terremoto. Il nuovo governatore della Lombardia erediterà l’incarico dal suo predecessore, Roberto Formigoni, nel momento in cui verrà proclamata la sua affermazione nelle elezioni del 24 e 25 febbraio. Tra meno di due settimane, dunque, scadrà anche l’incarico di Carlo Maccari, ex consigliere e assessore regionale nominato sub commissario dal Celeste nei giorni immediatamente successivi al sisma di fine maggio. Al momento per Maccari, che per il suo operato di questi mesi ha ricevuto apprezzamenti bipartisan, non ci sono speranze di riconferma. L’ex sindaco di Guidizzolo, infatti, nonostante le quasi quattromila preferenze ricevute dagli elettori, ha pagato lo scarso risultato del suo partito, “Fratelli d’Italia” ed è rimasto fuori dal consiglio. Maccari potrebbe tornare a vestire il ruolo di vice commissario all’emergenza solo nel caso in cui Maroni decidesse di nominarlo assessore. Un’ipotesi su cui al momento non si può scommettere. Solo nei prossimi giorni la situazione sarà più chiara.
Ciò che è certo, invece, è che in queste ore il governo lombardo uscente sta preparando un report dettagliato per far conoscere al nuovo esecutivo quali sono le priorità, le prime tematiche su cui lavorare subito dopo l’insediamento. «Domani (oggi per chi legge, ndr) – spiega Maccari - sarò a Milano con il mio staff per mettere nero su bianco le prossime cose da fare per continuare il percorso iniziato dopo il terremoto. Nell’agenda da lasciare a Maroni, le questioni legate al sisma sono tra le dieci priorità». Nel giro di qualche settimana il nuovo governatore dovrà decidere come muoversi: affiderà il ruolo di sub commissario ad un consigliere o ad un assessore, o sceglierà un’altra figura del suo staff? «Queste sono scelte su cui è difficile fare previsioni – continua Maccari - L’importante è che la nuova giunta erediti un piano chiaro di interventi, per lo più solo da portare a termine perché già predisposti da noi. C’è molto da lavorare per le abitazioni danneggiate dalle scosse, mentre per le aziende siamo oggi siamo già un po’ più tranquilli». La speranza è che il passaggio di testimone tra Formigoni e Maroni non rallenti una macchina che, seppur tra mille difficoltà, ha avviato il lungo periodo della ricostruzione. Intanto Maccari si fa da parte. Ma sa che il suo operato, e anche il suo risultato personale alle elezioni, sulla carta lo candidano ad un nuovo mandato da sub commissario.
Ciò che è certo, invece, è che in queste ore il governo lombardo uscente sta preparando un report dettagliato per far conoscere al nuovo esecutivo quali sono le priorità, le prime tematiche su cui lavorare subito dopo l’insediamento. «Domani (oggi per chi legge, ndr) – spiega Maccari - sarò a Milano con il mio staff per mettere nero su bianco le prossime cose da fare per continuare il percorso iniziato dopo il terremoto. Nell’agenda da lasciare a Maroni, le questioni legate al sisma sono tra le dieci priorità». Nel giro di qualche settimana il nuovo governatore dovrà decidere come muoversi: affiderà il ruolo di sub commissario ad un consigliere o ad un assessore, o sceglierà un’altra figura del suo staff? «Queste sono scelte su cui è difficile fare previsioni – continua Maccari - L’importante è che la nuova giunta erediti un piano chiaro di interventi, per lo più solo da portare a termine perché già predisposti da noi. C’è molto da lavorare per le abitazioni danneggiate dalle scosse, mentre per le aziende siamo oggi siamo già un po’ più tranquilli». La speranza è che il passaggio di testimone tra Formigoni e Maroni non rallenti una macchina che, seppur tra mille difficoltà, ha avviato il lungo periodo della ricostruzione. Intanto Maccari si fa da parte. Ma sa che il suo operato, e anche il suo risultato personale alle elezioni, sulla carta lo candidano ad un nuovo mandato da sub commissario.

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