“Andrea Ballarin”
“La Padania 01.03.2013”
Grillo
lancia il governo a cinque stelle, Bersani risponde «basta battute», D' Alema
se ne esce con una proposta indecente, una parte del Pd dice «sì, ok è fatta»,
l'altra metà non ci pensa nemmeno per sogno, Berlusconi fa l'occhiolino a
sinistra, in molti - sin troppi –
parlano di «atti di responsabilità». E il Carroccio dove sta? «All'opposizione,
è certo», anche perché «a questo punto
come si fa ad escludere la necessità di sciogliere le Camere e tornare al
voto?». Un auspicio? «No, piuttosto l'evoluzione
naturale degli scenari politici da qui in poi». A parlare è il senatore Roberto
Calderoli, responsabile organizzativo federale
della Lega Nord, che nel suo personale carnet di vaticini, conta innumerevoli
previsioni azzeccate. Sarà così anche
stavolta, senatore Calderoli, l'attualità riguarda solo grandi tatticismi? «Sì,
e di tatticismi rischiano di morire tutti». A partire da? «Da Ber sani, terrorizzato
dall'idea di dover distruggere sé stesso completamente». Immolato sull'altare di governissimi, larghe intese, governicchi
e inciuci vari? «Proprio così, è chiaro infatti che il Cavaliere sta spingendo
per un governissimo, ma il segretario del Pd teme di perdere tutto ciò che ha
accettando un compromesso che metà del
suo partito non tollera.
Ma il cerino in mano ce l'ha lui». È vero anche che se Berlusconi da una parte apre al Pd, dall'altra parte i democrats gli hanno chiuso la porta in faccia… «Rientra sempre nella sfera delle tattiche. Berlusconi ha una condotta attendista e punta a un governo di larghe intese, senza Sei da una parte, senza la Lega dall'altra». Senza la Lega significa un tradimento dell'alleanza elettorale? «Se non è un tradimento verso gli alleati, lo è quantomeno rispetto a quanto detto in campagna elettorale». Un aspetto che la stupisce? «Affatto, conoscendo i politici». In tutto ciò si inserisce l'intervista rilasciata da Massimo D'Alema al Corriere della Sera: il presidente del Copasir parla di «atto di responsabilità» riferendosi alla possibile assegnazione della presidenza del Senato al Pdl, quella della Camera al MSS con Bersani premier… «La proposta di D'Alema è quanto di più politicamente illogico si potesse formulare, per questo ho detto che il presidente del Copasir rischia gli arrivi non una torta ma un'intera pasticceria in faccia. Soprattutto dall' interno del suo partito». Di fatto, D' Alema ha solamente ampliato il principio di scouting enunciato dal suo segretario… «Un governo, nelle condizioni attuali, lo fai mettendo insieme dei partiti, non con una campagna acquisti ». Altrimenti? «Altrimenti se mettiamo insieme le dichiarazioni di Grillo e D'Alema da una parte e quelle di Bersani e Berlusconi dall'altra, capiamo come siano la fotografia esatta di un sistema del tutto impazzito. Stanno facendo di tutto per buttare all'aria tutto ciò che si poteva ancora buttare, in una fase delicatissima durante la quale avrà un ruolo determinante il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano». La Lega come si pone in questo gioco all'ultima mossa? «All'opposizione, è certo. Il Carroccio è sempre partito dal principio che chi vince le elezioni va al governo, chi non vince le elezioni va all'opposizione. Guardando il teatrino attuale - dal quale sono felice di rimanere fuori - mi torna in mente un nostro vecchio slogan: via da Roma». E se tutto finisse, invece, con un nulla di fatto? «Non me ne stupirei, a un certo punto come si farebbe ad escludere la necessità di sciogliere le Camere e tornare al voto?». Un auspicio? «No, piuttosto l'evoluzione naturale degli scenari politici da qui in poi». Azzerare il Parlamento significa che Napolitano ci mette lo zampino, l'ultimo atto prima di passare il pallino al suo successore. Fa sempre parte di quel ruolo determinante a cui faceva riferimento poc'anzi? Quello che ieri in Germania gli ha suggerito uno "scatto d'orgoglio" rifiutandosi di incontrare il candidato premier della Spd, Peer Steinbruck, che aveva definito Grillo e Berlusconi due clown? «Esattamente, anche se io do una lettura diversa di quanto accaduto in Germania. In verità l'inquilino del Quirinale ha difeso il Cavaliere solo perché sta preparando il terreno a un potenziale presidente del Senato. Se Berlusconi diventa la seconda carica dello Stato, Napolitano mica può permettere uno sputtanamento del genere...».
Ma il cerino in mano ce l'ha lui». È vero anche che se Berlusconi da una parte apre al Pd, dall'altra parte i democrats gli hanno chiuso la porta in faccia… «Rientra sempre nella sfera delle tattiche. Berlusconi ha una condotta attendista e punta a un governo di larghe intese, senza Sei da una parte, senza la Lega dall'altra». Senza la Lega significa un tradimento dell'alleanza elettorale? «Se non è un tradimento verso gli alleati, lo è quantomeno rispetto a quanto detto in campagna elettorale». Un aspetto che la stupisce? «Affatto, conoscendo i politici». In tutto ciò si inserisce l'intervista rilasciata da Massimo D'Alema al Corriere della Sera: il presidente del Copasir parla di «atto di responsabilità» riferendosi alla possibile assegnazione della presidenza del Senato al Pdl, quella della Camera al MSS con Bersani premier… «La proposta di D'Alema è quanto di più politicamente illogico si potesse formulare, per questo ho detto che il presidente del Copasir rischia gli arrivi non una torta ma un'intera pasticceria in faccia. Soprattutto dall' interno del suo partito». Di fatto, D' Alema ha solamente ampliato il principio di scouting enunciato dal suo segretario… «Un governo, nelle condizioni attuali, lo fai mettendo insieme dei partiti, non con una campagna acquisti ». Altrimenti? «Altrimenti se mettiamo insieme le dichiarazioni di Grillo e D'Alema da una parte e quelle di Bersani e Berlusconi dall'altra, capiamo come siano la fotografia esatta di un sistema del tutto impazzito. Stanno facendo di tutto per buttare all'aria tutto ciò che si poteva ancora buttare, in una fase delicatissima durante la quale avrà un ruolo determinante il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano». La Lega come si pone in questo gioco all'ultima mossa? «All'opposizione, è certo. Il Carroccio è sempre partito dal principio che chi vince le elezioni va al governo, chi non vince le elezioni va all'opposizione. Guardando il teatrino attuale - dal quale sono felice di rimanere fuori - mi torna in mente un nostro vecchio slogan: via da Roma». E se tutto finisse, invece, con un nulla di fatto? «Non me ne stupirei, a un certo punto come si farebbe ad escludere la necessità di sciogliere le Camere e tornare al voto?». Un auspicio? «No, piuttosto l'evoluzione naturale degli scenari politici da qui in poi». Azzerare il Parlamento significa che Napolitano ci mette lo zampino, l'ultimo atto prima di passare il pallino al suo successore. Fa sempre parte di quel ruolo determinante a cui faceva riferimento poc'anzi? Quello che ieri in Germania gli ha suggerito uno "scatto d'orgoglio" rifiutandosi di incontrare il candidato premier della Spd, Peer Steinbruck, che aveva definito Grillo e Berlusconi due clown? «Esattamente, anche se io do una lettura diversa di quanto accaduto in Germania. In verità l'inquilino del Quirinale ha difeso il Cavaliere solo perché sta preparando il terreno a un potenziale presidente del Senato. Se Berlusconi diventa la seconda carica dello Stato, Napolitano mica può permettere uno sputtanamento del genere...».

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