“Alessandro Montanari”
“La Padania 01.02.2013”
Il
clamoroso affanno della sinistra, mandata letteralmente in tilt dallo scandalo
Mps e dalla successiva grandinata di indagati tra i consiglieri del Pirellone,
fa quasi divertire Roberto Maroni che assiste con una sgomenta
incredulità alla giravolte degli avversari.
«Massimo D'Alema, amico
degli hezbollah libanesi, viene in Lombardia a chiedere il voto dei moderati -
commenta il segretario su twitter- Ma va
a ciapà i ratt...». Il fatto è che la Lombardia è un campo da gioco
decisivo anche per le Politiche e che il candidato governatore Umberto
Ambrosoli continua a perdere terreno dal lanciatissimo Maroni. Da qui i
bizzarri tentati~ di
raddrizzare la baracca, eliminando dalla corsa qualche concorrente fastidioso,
come la lista di Rivoluzione Civile, o convincendo
Mario Monti ad accettare la proposta indecente di dirottare su Ambrosoli
i voti di Gabriele Albertini. Da ultimo, ieri, è arrivato il maldestro mea culpa sulla
questione rimborsi. Da un lato infatti Pierluigi Bersani prova a professare
umiltà e rigore morale ammonendo tutti (e
quindi anche i suoi) che «non si fa la spesa con i soldi pubblici». «Questo - aggiunge
-o lo si capisce o lo si fa capire».
Subito dopo, però, il segretario sfodera una superbia decisamente fuori luogo,
vista le ultime di cronaca, proclamando una
sorta di guerra santa contro Maroni: «Io voglio chiudere l'era leghista in cui
il Paese non va da nessuna parte. Questa
idea che ammazzando il Sud il Nord galoppa - sentenzia Bersani - si è
dimostrata una stupidaggine...».
L'astio del segretario, che fino allo scoppio del caso Mps conoscevamo come un serafico cantore di metafore sdrammatizzanti, segna il livello di allerta che sta risuonando nel quartiere generale della sinistra, dove sono in molti ormai a pensare che una vittoria già scritta si vada allontanando ogni giorno di più. Il caso milanese, da questo punto di vista, è emblematico del momentaccio delle truppe bersaniane che pure pretenderebbero di mettere fine all'era leghista. Il Carroccio, dal canto suo, non arretra di un passo ed anzi torna a presidiare le piazze. L'ha fatto mercoledì, manifestando davanti alla sede milanese di Mps a Piazza Fontana, e lo farà questa mattina, andando in Piazza San Babila per offrire a tutti i milanesi una bella fetta di pane e Nutella. «Vogliamo addolcire le bugie del centrosinistra e far ragionare la gente» spiega, a metà tra il sarcastico e il crudele, Matteo Salvini. «Umberto Ambrosoli ricorda il segretario della Lega Lombarda – ancora ieri sosteneva che " loro sono i soli a rendere concreto il fatto che qualora i candidati siano rinviati a giudizio si debbano dimettere" cercando disperatamente di far dimenticare che solo il 21 dicembre scorso aveva promesso liste prive di indagati. Adesso che sono stati beccati con le mani nella marmellata, pardon, nella Nutella, con liste zeppe di ex consiglieri indagati per uso improprio del denaro pubblico, si inventano la storia delle dimissioni postume in caso di rinvio a giudizio. Avrebbero fatto meglio a chiedere scusa e basta». Anche per Giacomo Stucchi la sinistra sta dimostrando di essere andata in "bambola ". «La situazione - rileva il vice-segretario federale - sta sfuggendo di mano a Bersani e compagni e quindi, pur di recuperare consensi, sono disposti a tutto. Si spiegano cosa i pietosi appelli ad Antonio Ingroia e a Mario Monti per desistenze in Lombardia e in Sicilia, ultima spiaggia del Pd prima di perdere per l'ennesima volta il suo appuntamento con la storia ».
L'astio del segretario, che fino allo scoppio del caso Mps conoscevamo come un serafico cantore di metafore sdrammatizzanti, segna il livello di allerta che sta risuonando nel quartiere generale della sinistra, dove sono in molti ormai a pensare che una vittoria già scritta si vada allontanando ogni giorno di più. Il caso milanese, da questo punto di vista, è emblematico del momentaccio delle truppe bersaniane che pure pretenderebbero di mettere fine all'era leghista. Il Carroccio, dal canto suo, non arretra di un passo ed anzi torna a presidiare le piazze. L'ha fatto mercoledì, manifestando davanti alla sede milanese di Mps a Piazza Fontana, e lo farà questa mattina, andando in Piazza San Babila per offrire a tutti i milanesi una bella fetta di pane e Nutella. «Vogliamo addolcire le bugie del centrosinistra e far ragionare la gente» spiega, a metà tra il sarcastico e il crudele, Matteo Salvini. «Umberto Ambrosoli ricorda il segretario della Lega Lombarda – ancora ieri sosteneva che " loro sono i soli a rendere concreto il fatto che qualora i candidati siano rinviati a giudizio si debbano dimettere" cercando disperatamente di far dimenticare che solo il 21 dicembre scorso aveva promesso liste prive di indagati. Adesso che sono stati beccati con le mani nella marmellata, pardon, nella Nutella, con liste zeppe di ex consiglieri indagati per uso improprio del denaro pubblico, si inventano la storia delle dimissioni postume in caso di rinvio a giudizio. Avrebbero fatto meglio a chiedere scusa e basta». Anche per Giacomo Stucchi la sinistra sta dimostrando di essere andata in "bambola ". «La situazione - rileva il vice-segretario federale - sta sfuggendo di mano a Bersani e compagni e quindi, pur di recuperare consensi, sono disposti a tutto. Si spiegano cosa i pietosi appelli ad Antonio Ingroia e a Mario Monti per desistenze in Lombardia e in Sicilia, ultima spiaggia del Pd prima di perdere per l'ennesima volta il suo appuntamento con la storia ».

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