“La Padania 08.02.2013”
Si prepara
la grande svendita, la grande abbuffata per i poteri forti e l'ennesima fregatura
per i cittadini. Mario Monti, come ha sottolineato Massimo Garavaglia,
responsabile Fisco, Finanze ed Enti Loca li della Lega Nord e
vicepresidente della Commissione Bilancio
del Senato, «getta la maschera». Il progetto del Premier e della sua lista
"civica" è chiaro e si propone di «realizzare dismissioni del
patrimonio mobiliare ed immobiliare dello Stato per complessivi 130 miliardi di
euro durante l'arco della legislatura, ripartiti in 30 miliardi di euro di
dismissioni del patrimonio mobiliare (a partire ad esempio da Bancoposta) e 100
del patrimonio immobiliare». Senatore Garavaglia, cosa pensa della proposta
del Premier? «Mario Monti getta la maschera. L'idea
di svendere aziende pubbliche nel momento in cui i valori in Borsa sono ai
minimi ricorda quanto già successe negli anni '90 e non stupisce». Qual è il
suo timore? I poteri forti sono pronti a portarsi via con due noccioline gli ultimi gioielli di famiglia
rimasti. Peccato che proprio il ministro Grilli ha fatto una presentazione al
Senato poche settimane fa in cui evidenziava come è sconveniente vendere ora le
aziende pubbliche. Ma certo a Monti non interessa
fare l'interesse dei cittadini».
Bersani gli dà manforte sostenendo però che non intende "inserire quote di società pubbliche. In certi campi dobbiamo mantenere il controllo e non è assolutamente un buon momento per vendere". «E' giusto, il problema è la vendita delle azioni e delle aziende, a cominciare proprio da Bancoposta». Il segretario del Pd propone anche di venire incontro alle aziende che vantano crediti con la pubblica amministrazione "emettendo dei titoli dedicati, riservati a questa operazione, per un valore di 10 miliardi l'anno per 5 anni". Non crede che così si aumenterebbe solo il debito pubblico dando agli imprenditori della "carta"? «Bersani dice una cosa ovvia quando sottolinea che i mercati conoscono la realtà del paese e già considerano il debito della pubblica amministra zione nei confronti delle aziende, una cifra che si aggira sui 50-70 miliardi di euro. Tra l'altro proprio in queste ore il debito pubblico ha toccato la cifra di 2020 miliardi di euro, che vuoi dire 33 mila euro per cittadino, considerati i nonni e i neonati». Quindi è un'idea realizzabile? «Teniamo conto che Monti ha dato ben 46 miliardi {che diventano 50 con il Monte dei Paschi) alle banche di mezza Europa. E i soldi li ha trovati proprio emettendo band». E perché non lo si è fatto anche con i crediti delle aziende verso la P.A.? cdi problema è che la Ragioneria dello Stato non lo ha mai permesso. Non è un'idea nuova, ma è sempre stata opposta la necessità di trovare una copertura economica diversa ». Allora come se ne esce? Le aziende devono rassegnarsi? «Noi lo diciamo da tempo, occorre cancellare il Patto di stabilità. La maggior parte di questo credito è nei confronti dei comuni che come è noto hanno i soldi in cassa, almeno al Nord, ma non possono spenderli. Ma dal momento che è stata approvata la modifica dell'art. 81 della Costituzione con il pareggio in bilancio anche negli enti locali, il Patto di stabilità non serve più. Questa è la strada per sbloccare miliardi di euro da ridare alle aziende».
Bersani gli dà manforte sostenendo però che non intende "inserire quote di società pubbliche. In certi campi dobbiamo mantenere il controllo e non è assolutamente un buon momento per vendere". «E' giusto, il problema è la vendita delle azioni e delle aziende, a cominciare proprio da Bancoposta». Il segretario del Pd propone anche di venire incontro alle aziende che vantano crediti con la pubblica amministrazione "emettendo dei titoli dedicati, riservati a questa operazione, per un valore di 10 miliardi l'anno per 5 anni". Non crede che così si aumenterebbe solo il debito pubblico dando agli imprenditori della "carta"? «Bersani dice una cosa ovvia quando sottolinea che i mercati conoscono la realtà del paese e già considerano il debito della pubblica amministra zione nei confronti delle aziende, una cifra che si aggira sui 50-70 miliardi di euro. Tra l'altro proprio in queste ore il debito pubblico ha toccato la cifra di 2020 miliardi di euro, che vuoi dire 33 mila euro per cittadino, considerati i nonni e i neonati». Quindi è un'idea realizzabile? «Teniamo conto che Monti ha dato ben 46 miliardi {che diventano 50 con il Monte dei Paschi) alle banche di mezza Europa. E i soldi li ha trovati proprio emettendo band». E perché non lo si è fatto anche con i crediti delle aziende verso la P.A.? cdi problema è che la Ragioneria dello Stato non lo ha mai permesso. Non è un'idea nuova, ma è sempre stata opposta la necessità di trovare una copertura economica diversa ». Allora come se ne esce? Le aziende devono rassegnarsi? «Noi lo diciamo da tempo, occorre cancellare il Patto di stabilità. La maggior parte di questo credito è nei confronti dei comuni che come è noto hanno i soldi in cassa, almeno al Nord, ma non possono spenderli. Ma dal momento che è stata approvata la modifica dell'art. 81 della Costituzione con il pareggio in bilancio anche negli enti locali, il Patto di stabilità non serve più. Questa è la strada per sbloccare miliardi di euro da ridare alle aziende».

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