mercoledì 13 febbraio 2013

Maroni guarda avanti e traccia la rotta per il futuro: «La sanità Lombarda? Buona Ora rendiamola ottima»


“Simone Boiocchi”
 “La Padania 13.02.2013”

Le famiglie non possono e non devono rischiare di perdere la prima casa per nessun motivo»: la prima casa deve essere  «sempre e comunque non pignorabile». Lo ha spiegato in un'intervista al Sole 24Ore il segretario federale della Lega e candidato Governatore della Lombardia, Roberto Maroni aggiungendo di essere al lavoro su una proposta «che parte dal principio della salvaguardia della prima casa». Maroni ha spiegato che la vittoria alle regionali della coalizione che lo  sostiene «porterà all'apertura di una fase nuova, all'avvento di un modello già presente in altri Paesi europei come la Cdu in Germania. Una sconfitta, al contrario, significa azzerare questa prospettiva ed io non potrei che prenderne atto e lasciare la guida della Lega ad altri». Poi, incontrando i giornalisti al Palazzo delle Stelline, Maroni ha fatto il punto sul sistema sanitario. Al suo fianco il segretario nazionale della Lega Lombarda, Matteo Salvini e Mario Melazzini, assessore lombardo alla Sanità. A dare il via alla discussione è stato Matteo Salvini che ha spiegato come cci i sistema sanitario lombardo, che è già buono, può diventare ottimo». Per farlo, ha spiegato Salvini, è necessario muovere su due fronti cela riduzione del ticket su farmaci ed esami che si può fare tra i primi atti della giunta regionale e la riduzione dei tempi di attesa per le cure ospedaliere».
A ruota l'assessore regionale che ha spiegato come cela sanità in Lombardia abbia raggiunto buoni risultati, ma con la domanda di "salute sempre crescente che sta emergendo, occorre per forza arrivare a un modello di cambiamento». Nel mirino dell'esponente Pdl soprattutto I tagli ingiustificati effettuati dal governo centrale in tema sanitario». Per Melazzini occorre dunque una «razionalizzazione che non significa - ha spiegato - nessuna chiusura di posti letto ma che anzi vuole valorizzare le strutture esistenti sul territorio». «Bisogna - ha aggiunto - dotare il territorio di  strutture e di risorse in grado di rispondere in maniera appropriata ai bisogni dei cittadini». L'assessore alla Sanità ha poi aggiunto che uno degli obiettivi del prossimo governo regionale dovrà essere quello di abbattere quelle barriere culturali che, sul versante medico, ancora esistono e portano a diffidare ingiustamente dei farmaci generici. Poi, prima di cedere la  parola a Maroni, Melazzini si è messo a disposizione del candidato Governatore. E Maroni, senza esitare un attimo ha rilanciato: «Mi piacerebbe se, quando diventerò governatore, tu continuassi a fare l'assessore alla Sanità». «Ho ascoltato attentamente quello che hai detto e mi hai convinto – ha spiegato Maroni rivolgendosi a Melazzini -. Quella da assessore alla Sanità è una responsabilità molto importante e sono lieto di considerarti a disposizione. In questa tua esperienza, anche se solo di pochi mesi - ha continuato il leader del Carroccio - hai avuto modo di conoscere l'altra parte del sistema sanitario. Quella che sta dall'altra parte del tavolo avendo modo di conoscere il sistema organizzativo. Questa esperienza maturata è importante e utile». Al di là di questo incarico annunciato, Maroni ha poi ribadito la propria considerazione della sanità lombarda, definita "buona". « È un'eccellenza - ha aggiunto - che va continuata e migliorata. Bisogna trattenere una quota maggiore delle tasse pagate dai lombardi per garantire la sanità a chilometro 0». In ultimo Salvini ha voluto sottolineare un impegno che prende le mosse da una mancanza del potere centra le: la sua attenzione, infatti, si è soffermata sui 500mila studenti disabili che, per i tagli operati dal Governo, non hanno più mezzi idonei per andare a scuola. Impegno che sia Maroni che Melazzini hanno subito assunto e fatto proprio. 

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