domenica 10 febbraio 2013

La "volata" di Maroni: tasse, Patto di stabilità e clandestini

"InInsubria.it 10.02.2013"

A poco più di due settimane dalle elezioni il Carroccio serra i ranghi e si prepara alla "volata" verso le urne, chiamando all'appello militanti ed elettori per l'incontro con Roberto Maroni e i candidati a regionali e politiche in un Politeama agghindato con bandiere e dal palcoscenico "double face". Al termine del comizio del candidato alla presidenza di Regione Lombardia, infatti, - seguito alla "carrellata" con presentazione di tutti i candidati - gradita sorpresa per il "Bobo" che dietro al telone si è visto comparire i componenti della sua jazz band, il Distretto 51, con il quale ha suonato, divertendosi, per il pubblico presente in sala. Siparietto a parte, Maroni si era impegnato a suonarle già da prima ai suoi concorrenti per il "Pirellone", Ambrosoli in primis, al quale il segretario della Lega imputa la mancanza di programmi e l'esclusivo impegno a criticare senza presentare proposte concrete e progetti validi. Il "governatore" in pectore - guai a usare il condizionale davanti a lui - ha così snocciolato i cavalli di battaglia del suo programma, quelli che ormai sono arcinoti a tutti gli "spettatori" attenti di questa tornata elettorale, ma che Maroni ha voluto ribadire dando ordine ai presenti di propagandarli tra lombardi e indecisi.
IL PATTO DI SABILITA' NEL CESTINO Ecco allora che il 75% delle tasse trattenute sul territorio - "ma la Sicilia ha in Statuto il 100% e aspetto che un amministratore leghista presenti domanda per modificare anche quello lombardo", ha detto Maroni - diventa la chiave di volta per il futuro della Lombardia a guida leghista che assicura meno tasse per cittadini e imprese e più servizi per la comunità. Novità di rilievo la vena "ribelle" della serata: Maroni ha detto che con lui governatore e con la macroregione - l'alleanza del Nord tra Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia - si potrà finalmente spezzare la catena dell'odiato Patto di stabilità, ovvero, i Comuni potranno utilizzare i soldi di loro proprietà bloccati nelle casse. Per dirla con parole sue, "il Patto di stabilità diventerà carta straccia da buttare nel cestino". A tal proposito già la prossima settimana si incontrerà con i governatori delle altre tre regioni per siglare un accordo di funzionamento e di collaborazione in vista della macroregione. PATTI E CRITICHE Ma non basta. Maroni ha annunciato anche un patto coi sindaci che va oltre a quelli di Lega e Pdl:"Io difenderò tutti gli amministratori locali - ha detto -. Con la macroregione difenderemo tutti i sindaci virtuosi del Nord che potranno spendere le risorse oggi bloccate dal Patto di stabilità". Ma oltre a questo, oltre agli appalti a km 0 per per garantire lavoro alle aziende locali, ai costi standard in sanità, agli attacchi alla sinistra sullo scandalo Monte Paschi - "controllata da Fondazioni in cui chi comanda sono gli enti locali guidati dal Pd" -, alla inesperienza di Ambrosoli che vorrebbe guidare una Regione con un bilancio da 23 miliardi senza avere mai fatto nemmeno un'esperienza amministrativa in un Comune - "perché sarebbe la foglia di fico di apparati comandati dal Pd" - Maroni scalda la platea e fa sussultare la base tornando a una grande questione decisamente defilata in questa campagna elettorale: quella della immigrazione incontrollata e dei clandestini. NO AI CLANDESTINI: E LA BASE ESULTA Un candidato al "Pirellone" arriva finalmente ad affermare che esistono leggi da fare rispettare e che serve"tornare con fermezza alla lotta all'immigrazione clandestina". "Se non hai il permesso di soggiorno qui da noi non ci puoi stare, e se ti scade devi trovare un lavoro vero per poterlo rinnovare - chiude Maroni -. Ma se anche ce l'hai non puoi votare. Questo non si deve nemmeno discutere". L'esatto contrario di quello che dice Ambrosoli e quello che sostiene Bersani, il quale vorrebbe, nel primo giorno di governo, dare cittadinanza ai figli degli immigrati. "Bravo Maroni, finalmente hai toccato il tasto - dice un leghista a fine comizio -. Il problema dell'immigrazione, che la gente normale sente sulla sua pelle per il problema sicurezza e per il quale pesa nelle sue tasche a causa dei costi sociali che comporta, vale almeno 2 punti percentuali di voto".

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