“Igor Iezzi”
“La Padania
10-11.02.2013”
Idee, proposte,
programmi. Va avanti la campagna elettorale di Roberto Maroni, con
concretezza e serietà. Da una parte gli insulti di Ambrosoli, Albertini e
dei loro sostenitori. Dall'altra un progetto per il futuro della Regione.
A cominciare dal lavoro, una delle emergenze più sentite in Lombardia. Ieri il
candidato governatore del centrodestra, sostenuto dalla Lega Nord, dal Pdl e da
alcune liste civiche ha lanciato l' iniziativa denominata "fondo 50"
: «50 milioni di euro a fondo perduto che la regione Lombardia metterà a disposizione
dei giovani talenti e le nuove imprese».
«Stappiamo, togliamo il tappo per i giovani», ha sintetizzato a margine di una
visita all'istituto dei ciechi di Milano. Ieri è stata l'ennesima giornata
densa di appuntamenti per Maroni che oggi, alle 18,30 farà tappa a Milano in corso
Como per siglare un "patto" con i giovani . Il candidato governatore
macina chilometri e fa perno anche sulle sue precedenti esperienze di governo.
La Lombardia ha «bisogno di una guida forte e stabile, ha bisogno di esperienza
e non di qualcuno che non sa neanche da dove cominciare». Maroni mette a frutto
quella accumulata come ministro dell'Interno. Per esempio sul fronte Expo, che
rappresenta per la Lombardia una grossa opportunità di sviluppo ma anche qualche
rischio. Per questo, «vogliamo un 'Expo e una Lombardia mafia free» ha sottolineato
spiegando di voler raggiungere l'obiettivo anche attraverso «appalti a chilometri zero». Lo
sviluppo, secondo il leader leghista, passa anche da qui, dall'offrire lavoro
ad imprese locali. E da un sistema economico che deve prendere le contromisure alla
crisi. Maroni non a caso è tornato a ribadire che il progetto già avviato dalla
Regione Lombardia di studiare una moneta complementare all'euro non sarà abbandonato,
perché «creare un circuito alternativo è utile e può servire nei momenti di
crisi» come succede già in altri casi in Europa.
Una proposta seria, frutto di esperienze già avviate nel Continente e di uno studio dell'università Bocconi. Approfondimenti che evidentemente mancano alla sinistra e a Bersani che hanno pronta mente criticato l'idea lanciata da Maroni. «Sulla moneta complementare - ha replicato il candidato Governatore - io guardo a Germania e Francia che si stanno muovendo da anni. Bersani mi attacca perché è rimasto all'età della pietra». Si tratta, del resto, di «monete locali che si affiancano all'euro» come «negli anni Settanta i mini assegni che erano moneta alternativa». «Creare un circuito alternativo è utile e può servire a dare un aiuto concreto alle imprese nei momenti di crisi, lo stiamo valutando con molta attenzione, non escludo che alla fine decideremo di farlo». In Lombardia, del resto, la campagna ha ormai assunto questa dimensione. Alle proposte della Lega la sinistra risponde o con gli insulti o con trucchetti da vecchia Dc come il voto disgiunto. Truffe che non sembrano preoccupare Maroni: «Sono molto ottimista, sento tanta gente che dice che alle politiche voterà per Tizio-Caio-Sempronio e in Lombardia voterà per me. Penso sia giusto». Poi ha criticato nuovamente i montiani che hanno palesato la volontà di votare in modo disgiunto fra le politiche e le regionali per un sostegno al candidato di centrosinistra Ambrosoli . «Queste - ha detto Maroni - sono manovre da prima repubblica, sono la schifezza della politica. Per il leader della Lega queste operazioni «non porteranno nessun risultato» nelle urne, facendo riferimento a quanto accadeva «ai tempi di De Mita e di Cirino Pomicino, ma almeno De Mita aveva una sua dignità politica». L'unico che rimarrà bruciato da certi giochetti è il terzo incomodo: «Povero Albertini, sedotto e abbandonato dai montiani d'accatto. Lombardi per bene, c'è un solo voto utile». Infine Maroni ha "bacchettato" il governatore di Bankitalia Ignazio Visco per il suo intervento sui poteri di rimozione dei manager delle banche. «Prima di tutto serve una riforma della Banca d'Italia, perché se non è in grado di controllare gli scandali come Mps non so cosa ci sta a fare». «Bankitalia – ha sostenuto - ha un piccolo problema di conflitto di interessi, perché i suo i azionisti sono le banche, cioè gli istituti che dovrebbe controllare. Allora viene il sospetto che qualcuno magari non controlla come dovrebbe». Per questo il leader della Lega ha detto che da Visco si sarebbe «aspettato un a richiesta di dare maggiore autonomia alla Banca d'Italia rispetto a chi deve controllare». Del resto Maro ni ha ribadito di attendere ancora chiarimenti da via nazionale su quanto accaduto con Monte dei Paschi. «Bankitalia - ha concluso – deve spiegare cosa è successo a Mps. Ancora non sappiamo: ci sono stati omissioni o controlli mai fatti? Dobbiamo sapere a chi vanno i soldi dei contribuenti italiani» che Mont i ha regalato alla banca del Pd.
Una proposta seria, frutto di esperienze già avviate nel Continente e di uno studio dell'università Bocconi. Approfondimenti che evidentemente mancano alla sinistra e a Bersani che hanno pronta mente criticato l'idea lanciata da Maroni. «Sulla moneta complementare - ha replicato il candidato Governatore - io guardo a Germania e Francia che si stanno muovendo da anni. Bersani mi attacca perché è rimasto all'età della pietra». Si tratta, del resto, di «monete locali che si affiancano all'euro» come «negli anni Settanta i mini assegni che erano moneta alternativa». «Creare un circuito alternativo è utile e può servire a dare un aiuto concreto alle imprese nei momenti di crisi, lo stiamo valutando con molta attenzione, non escludo che alla fine decideremo di farlo». In Lombardia, del resto, la campagna ha ormai assunto questa dimensione. Alle proposte della Lega la sinistra risponde o con gli insulti o con trucchetti da vecchia Dc come il voto disgiunto. Truffe che non sembrano preoccupare Maroni: «Sono molto ottimista, sento tanta gente che dice che alle politiche voterà per Tizio-Caio-Sempronio e in Lombardia voterà per me. Penso sia giusto». Poi ha criticato nuovamente i montiani che hanno palesato la volontà di votare in modo disgiunto fra le politiche e le regionali per un sostegno al candidato di centrosinistra Ambrosoli . «Queste - ha detto Maroni - sono manovre da prima repubblica, sono la schifezza della politica. Per il leader della Lega queste operazioni «non porteranno nessun risultato» nelle urne, facendo riferimento a quanto accadeva «ai tempi di De Mita e di Cirino Pomicino, ma almeno De Mita aveva una sua dignità politica». L'unico che rimarrà bruciato da certi giochetti è il terzo incomodo: «Povero Albertini, sedotto e abbandonato dai montiani d'accatto. Lombardi per bene, c'è un solo voto utile». Infine Maroni ha "bacchettato" il governatore di Bankitalia Ignazio Visco per il suo intervento sui poteri di rimozione dei manager delle banche. «Prima di tutto serve una riforma della Banca d'Italia, perché se non è in grado di controllare gli scandali come Mps non so cosa ci sta a fare». «Bankitalia – ha sostenuto - ha un piccolo problema di conflitto di interessi, perché i suo i azionisti sono le banche, cioè gli istituti che dovrebbe controllare. Allora viene il sospetto che qualcuno magari non controlla come dovrebbe». Per questo il leader della Lega ha detto che da Visco si sarebbe «aspettato un a richiesta di dare maggiore autonomia alla Banca d'Italia rispetto a chi deve controllare». Del resto Maro ni ha ribadito di attendere ancora chiarimenti da via nazionale su quanto accaduto con Monte dei Paschi. «Bankitalia - ha concluso – deve spiegare cosa è successo a Mps. Ancora non sappiamo: ci sono stati omissioni o controlli mai fatti? Dobbiamo sapere a chi vanno i soldi dei contribuenti italiani» che Mont i ha regalato alla banca del Pd.

Nessun commento:
Posta un commento