mercoledì 16 gennaio 2013

Pd e Monti, febbre alta da sondaggi: sono in caduta libera


“Iva Garibaldi”
“La Padania 16.01.2013”

Continua la discesa del Pd. A giudicare dai sondaggi pubblicati ieri da Tecnè- Skytg24 infatti, il centrosinistra perde un altro 0,3% arrivando a quota 37,5. Insomma la coalizione guidata da Pierluigi Bersani scende ancora nel gradimento degli elettori. E perde qualcosa anche il Movimento di Grillo che si attesterebbe al 13,8% perdendo un ulteriore 0,2%. Chi invece  continua a sfoderare toni da attacco è Mario Monti presenza ormai fissa in ogni talk show e programmi di approfondimento  anche in barba alle regole della par condicio. E dal trono di turno il premier continua a sparare su tutti. Con la sua lista il premier uscente ha l'obiettivo e la pretesa di essere determinante. Ma su questo punto i sondaggi sono impietosi. Per poter fare l'ago della bilancia però Monti deve avere almeno il 15% dei voti. Numeri che sono assai lontani dalle capacità registrate dai sondaggi che anzi lo danno in calo esattamente come il Pd e in generale l'intera coalizione di centrosinistra.
Monti da parte sua, attacca la Lega in maniera frontale, se la prende con Berlusconi perché prometterebbe cose impossibili da mantenere e, già che c'è annuncia tagli di tasse che lui stesso e il suo Governo hanno fatto lievitare fino all'impossibile mettendo in ginocchio famiglie e imprese. Su questo fronte gli attacchi arrivano da tutte le parti. Lo prende di petto persino l'ex alleato Dario Franceschini. «Il Monti candidato propone di tagliare le tasse - dice il capogruppo Pd alla Camera- che non ha tagliato il Monti premier. Non si risponde al pifferaio suonando il piffero... ». Monti ha pure assicurato che i conti portati avanti dal suo Governo sono assolutamente a posto e non c'è polvere sotto il tappeto come invece sospetta Bersani. «Stupiscono certi trionfalismi - dice però Bersani - la situazione resta  seria». «Autorevoli quotidiani economici - ha detto ancora il segretario del Pd - cominciano a esaminare la situazione e da questo si vede che anche noi siamo tecnici. Possiamo dire che ci siamo allontanati dal baratro ma non abbiamo cancellato i problemi e la situazione resta seria». Ma se è difficile credere a Monti, l'impresa è ardua anche con Bersani e compagni. Ed è già partita anche la campagna per il cosiddetto voto utile. li leader del  Pd è stato chiaro: «Chi non vota Pd fa un regalo a Berlusconi». La replica non s'è fatta attendere: "Chi non fa l'accordo con noi  aiuta il Cavaliere».   

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