giovedì 17 gennaio 2013

MARONI A CERNOBBIO «La mia Lombardia, un sogno che vale 16 mld»


“Andrea Ballarin”
“La Padania 17.01.2013”

A Villa Erba si respira aria di tecnologia e innovazione, Cernobbio indossa bene la veste di avamposto di idee e avanguardia. Lega 2.0, è arrivato il momento di pensare "Prima al Nord", come recita lo slogan scelto dal segretario federale del Carroccio per il nuovo corso del partito, di pensare alla Macroregione più produttiva d'Europa: Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Per questo la conquista della sa la comando del Pirellone sarà strategica per contrattare con Governo ed Ue il futuro di un'area di grande potenzialità sociale, culturale ed economica. Roberto Maroni entra nell'agorà multimediale  allestito in una sa la dall'atmosfera futuristica di Villa Erba, una sorta di calotta spaziale nella quale il pubblico siede ai lati di un'arena dove il gladiatore dal centro sguaina la spada ideale delle idee e delle proposte concrete, dei fatti. l round si susseguono incessanti: il pubblico fa domande a ripetizione, il candidato presidente replica puntuale con ragionamenti e soluzioni ai problemi rappresentati. Siamo a Nord. A chi fosse sfuggito, più a Nord di così c'è solo la Svizzera.
Anche la geografia evoca l'interesse esclusivo di Maroni per la propria terra. Un appuntamento del tutto innovativo, la formula "Dillo a Maroni" coinvolge gli almeno duecentocinquanta spettatori presenti in sala, una quantità di internauti collegati da casa in hangout con Google +, i follower di Twitter e un esercito di appassionati di social network e microblogging che sta seguendo in streaming video la diretta del match cernobbiese e interagisce con la piattaforma multimediale allestita per l'occasione. «Partiamo da una proposta forte -è i l primo ragionamento di Maroni - trattenere il Lombardia almeno il 75% delle tasse prodotte in regione». Una proposta che il Corrierone ha definito il "Sogno della Lega". Maroni estrae il ritaglio dell'articolo e lo sventola alle telecamere: «Il 75% delle tasse lombarde corrisponde ad altri 16 miliardi di euro che rimarranno sul territorio». Serviranno, in ordine di citazione: alla cancellazione dell'Irap (8 miliardi), all'abolizione del bollo auto (950 milioni), a dare libri gratis agli studenti lombardi, ad abbassare l'Imu, a cantierare interventi infrastrutturali in una regione tra le più importanti d'Europa. Il traguardo è politico, ovviamente: «L'obiettivo per noi - spiega Maroni - è la creazione della Macroregione del Nord con Lombardia, Veneto, Piemonte, e Friuli Venezia Giulia, un primo nucleo della nuova Europa delle regioni, quella verso cui guardano la Catalogna, la Scozia e altre realtà territoriali». li compito di "Dillo a Maroni" è noto: sintetizzare le proposte elaborate martedì da oltre un centinaio di "consulenti" tra tecnici, esperti di amministrazione, imprenditori e professionisti  per cambiare il volto della Lombardia con il 75% di imposte finalmente sottratte agli artigli di Roma. Tutto è perfettamente  riassunto in tre sfide tematiche proiettate su quattro megascreen: Macroregione, Sociale ed Economia. Ad illustrarne i contenuti gli stessi esperti che ne hanno curato la stesura. Perciò dalla richiesta di riduzione di Irap e Irpef, si passa alla creazione di un'agenzia export per la tutela dei prodotti territoriali, alla richiesta di supporto per gli startup aziendali, all'incentivazione del telelavoro, al sostegno concreto di agricoltura e turismo. Sviluppo di rete viaria, fluviale e ferroviaria completano il lavoro del team che si è occupato di Economia. Per il tema sociale, le richieste sono l'azzeramento dei ticket sanitari, il supporto ad anziani e disabili, più contributi alle famiglie in difficoltà. Il gruppo che ha lavorato sulla Macroregione produce istanze relative a maggiori infrastrutture interregionali, zone a fiscalità incentivante, previsione di fondi per la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale, turistico e ambientale. Progetti importanti per i quali è necessario un primo controllo già dopo 75 giorni di governo. «Mi pare simpatica questa storia della verifica dopo i primi 75 giorni di governo - scherza Maroni apprendendo la proposta - di solito sono cento ma noi siamo lombardi e acceleriamo i tempi. Ottima cosa». Le  domande fioccano. "Farà battaglia sulla contraffazione e la tutela dei prodotti lombardi?", "Rendiamo la Regione non tanto finanziatore delle imprese ma garante rispetto alle banche?", "Incentiverà la formazione professionale?", "Ritiene possibile  introdurre agevolazioni fiscali per le imprese come accade in Svizzera, almeno in parte della regione, per ridurre il problema  della disoccupazione?", "Sosterrà il progetto di estendere la banda larga anche nelle zone più periferiche della Lombardia?".  L'elenco è lungo ma Maroni risponde puntuale: «Per garantire un supporto strategico alle imprese il contrasto alla  contraffazione è fondamentale - argomenta il segretario del Carroccio, come del resto è necessario che le banche tornino ad  aiutare le stesse imprese, le famiglie. Per me le banche non devono essere fabbri che di soldi, non serve una nuova banca in Lombardia, serve una Regione che convinca le banche a fare veramente le banche, a prestare soldi alle imprese e non solamente a comprare titoli di Stato». «Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali – puntualizza Maroni - non voglio assolutamente scatenare una guerra tra alcune province lombarde e il Canton Ticino, voglio invece accordi e la possibilità di  sviluppare sinergie nel contesto della Macroregione del Nord. È un area omogenea e penso possa essere inserita in questo  progetto di Macroregione, ci sono gli strumenti. È una strada da percorrere ed esplorare». «ln riferimento alle infrastrutture-  aggiunge il candidato alla guida del Pirellone - nel nostro programma c'è già un riferimento a quelle materiali e immateriali: i vantaggi della banda larga vanno sicuramente estesi alle periferie, alle zone montane». «Voglio comunque precisare -  sottolinea in chiusura Maroni che questo appuntamento non chiude il nostro programma, teniamo aperti i termini di discussione fino al 25 gennaio, quando consegneremo le liste e i programmi». Poi l'impegno: «Eletto governatore, ci  ritroviamo qui il mese di gennaio di tutti gli anni per fare il bilancio di quanto fatto. Promesso». Tra il pubblico, oltre a molti esponenti di spicco del Carroccio, anche volti noti del mondo intellettuale e dello sport. «Professore - è il sa luto affettuoso di  Maroni rivolto al sociologo Francesco Alberoni -si consideri arruolato nella squadra di governo». E replicando all'intervento del campione olimpionico Antonio Rossi: «Abbiamo trovato l'assessore regionale allo Sport!». Indicazioni preziose integrate da un'ulteriore curiosa anticipazione: «Ho in mente - ha reso noto Maroni - di fare in Lombardia un super-assessorato del territorio, che metta insieme le esigenze del mondo agricolo, delle imprese, degli amministratori».  

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