“Paolo
Bracalini - Gian Marco Chiocci”
“Il Giornale 17.01.2013”
Roma - La bomba esplode senza fare troppo rumore, nascosta nel battibecco
in diretta a Ballarò tra Tremonti e Fini. Accade subito dopo che il leader Fli
si vanta di aver «mandato a casa» l'ex ministro per i suoi tagli lineari. A
quel punto Tremonti lascia partire il missile: «No, tu mi hai mandato a casa
per altri motivi, per i giochi e lo sai benissimo... Corallo... Pensavo fossi
più prudente, poi ti spiego perché, ma te lo dico fuori», costringendo Floris a
chiudere lì quel che si stava trasformando da bisticcio in allusione pesante:
«Basta sennò fate come Albertini con Formigoni...». Ma a cosa si riferiva l'ex
ministro dell'Economia? I «giochi» sono quelli delle slot, business miliardario
della Atlantis World Ltd (oggi B-plus) riconducibile a Francesco Corallo,
latitante, nel cui ristorante al casinò dell'isola di Saint Marteen nel 2004
cenò Gianfranco Fini e l'ex moglie, oltre allo storico braccio destro Checchino
Proietti, finito al centro di un'indagine della magistratura di Tivoli per un
finanziamento di Corallo ad un'associazione di Subiaco riconducibile allo
stesso Proietti. Di Corallo si è parlato a lungo perché un suo manager,
Walfenzao, era dietro l'affare delle off-shore di Montecarlo che ha coinvolto i
fratelli Tulliani i quali devono ancora spiegare cosa ci facevano i loro
passaporti nella casa romana di Corallo perquisita recentemente dalla Gdf
nell'inchiesta sulla Bpm di Ponzellini. L'Atlantis è stata a lungo
nell'interesse dell'entourage del cognato di Tulliani.
La frase di Tremonti
sembra invece tirare direttamente in ballo Fini, con i «giochi di Corallo» come
causa dello scontro con lui, allora reggente del Tesoro. Faccende molto
delicate («Pensavo fossi più prudente»), da discutere a quattr'occhi. Non
sappiamo se si siano parlati e cosa si siano detti Tremonti e Fini dopo la
sigla di Ballarò, ma qualche indizio è facile trovarlo qua e là. Come le
ripetute telefonate (inchiesta di Potenza) dell'immancabile Proietti Cosimi
(già capogruppo Fli in Commissione Finanze) all'allora direttore dei Monopoli
di Stato, per avere notizie sulla concessione ad Atlantis, che tardava ad
arrivare. Gli uomini di Fini, insomma, si davano un gran da fare per curare gli
interessi della Atlantis, ma le numerose interrogazioni del dipietrista
Barbato, ad esempio, non hanno mai trovato risposte. Corallo si faceva vivo
direttamente col braccio destro di Tremonti, l'onorevole Marco Milanese, che in
un'audizione ha raccontato: «Il signor Corallo mi chiamava molto spesso per
segnalare le presunte scorrettezze che i Monopoli ed il ministero dell'Economia
perpetravano nei loro confronti a tutto vantaggio, a loro dire, di un'unica
concessionaria: “Lottomatica”. (...) È stato un continuo lamentarsi, fino al
punto che Corallo mi ha ritenuto il responsabile di una norma che lui
considerava molto dannosa e creata ad personam, promulgata cioè solo “contro”
la sua azienda. Norma, ribadisco, che è stata da me formulata in quanto
relatore del disegno di legge e con la quale Corallo doveva portare la sede
della sua società da un Paese così detto “paradiso fiscale” ad un Paese della
Ue, oltre ad essere costretto a far emergere la effettiva compagine societaria
della concessionaria e della sua controllante». La Atlantis ostacolata da
Tremonti? E Fini, cognato di Tulliani, a che «giochi» ha giocato?

Che giochi volete che abbia giocato ???quello del vigliacco, traditore, serpente velenosissimo, faccia di merda,pusillanime,bastardo
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