“Fabrizio
Carcano”
“La
Padania 15.01.2013”
Vincere
per cambiare. Vincere per risolvere i problemi dei lombardi, del territorio
lombardo e del sistema produttivo ed occupazionale lombardo. Il candidato
governatore della Lombardia, Roberto Maroni, continua a girare sul
territorio. Domenica mattina era a
Melegnano, ieri a Brescia, per una serie di incontri. L'ultimo, quando ormai è buio,
è in un caffè nella centralissima Piazza
della Loggia. Dentro, ad attenderlo, una piccola folla di cittadini: molti di
questi si impegneranno in prima persona nella lista civica Maroni presidente.
Sono lavoratori dipendenti, impiegati, liberi professionisti, amministratori di
enti locali, piccoli imprenditori: un estratto della società, quella lontana
dai palazzi della politica, quella che lavora e ogni giorno si confronta con la
realtà difficile della crisi. «La lista Lega Nord e la lista civica Maroni
presidente lavoreranno insieme e concorreranno per vincere questa battaglia, che
per noi è la madre di tutte le battaglie, e realizzare quello che è sempre stato
il nostro grande sogno, costruire la grande Euroregione del Nord», è il guanto
di sfida che il leader del Carroccio lancia in vista di una competizione elettorale
che, sondaggi alla mano, lo vede già in vantaggio sugli urlanti e polemici
inseguitori. Maroni ai sondaggi non si interessa, ma sente il polso del
territorio e l'entusiasmo crescente intorno alla sua candidatura che avverte
ovunque vada.
E di pari passo nota il crescente nervosismo degli avversari, che lo attaccano in continuazione. «Ma io a loro non replico. Semplicemente perché voglio parlare di contenuti, di programmi, di cose concrete. E da parte loro non ne ho ancora sentito una di proposta concreta», fa notare Maroni. Che rivendica poi la concretezza e l'essenzialità del suo programma. «Intorno alla mia candidatura, a sostegno della mia candidatura, ho una coalizione che ha sottoscritto e condiviso un programma chiaro e preciso, il mio programma. Che prevede la creazione dell'Euroregione del Nord, insieme al Piemonte e al Veneto, e il trattenere il 75% di tasse nelle nostre regioni. E tutte le liste che mi sostengono hanno sottoscritto questo programma», rimarca il segretario della Lega Nord. Che poi snocciola alcune cifre: «Trattenere il 75% delle nostre tasse significa, per la sola Lombardia, trattenere almeno 16 miliardi l'anno. Soldi con cui possiamo abolire l'Irap, che costa 8 miliardi, il bollo auto, che costa un miliardo, l'lmu, e possiamo fare tante altre cose, come ridurre la pressione fiscale alle imprese che assumono dei giovani o migliorare il nostro welfare. E questo non sono promesse elettorali, come quelle che fanno i miei avversari, perché noi sappiamo dove reperire le risorse per fare tutto questo, per abolire l'Irap o il bollo auto: questi soldi li recuperiamo tenendoci questi 16 miliardi l'anno. Molto semplice. Gli altri fanno promesse, io mi limito a dire quello che farò e come lo farò e dove troverò le risorse per farlo». Quindi una frecciata ai due sbraitanti avversari: «Al posto che dire che trattenerci il 75% delle tasse non si può fare dicano piuttosto dicano chiaramente cosa ne pensano, se sono d'accordo con questa nostra proposta di tenerci qui 16 miliardi ogni anno o se invece vogliono continuare a versare i soldi dei lombardi a Roma. Lo dicano una volta per tutte». l cronisti che lo assediano lo bombardano di domande sui sondaggi che lo danno favorito. Maroni sorride ma fissa un obiettivo ambizioso ma alla portata: «Voglio vincere con oltre il 40% dei consensi in modo da avere il premio di maggioranza che ci farebbe avere il 60% in consiglio regionale. E sono convinto di farcela. Ce la possiamo fare? Io dico di sì perché ci sono tutte le condizioni. Come Lega Nord abbiamo ripreso bene, le cose si sono sistemate all'interno della Lega, così come i rapporti con gli alleati funzionano. Ecco quindi perché, secondo me, ci sono tutte le condizioni per vincere e per vincere bene». Al suo fianco il coordinatore della lista civica Maroni presidente, il professor Stefano Bruno Galli, annuisce e sottolinea: «in ogni collegio lombardo, in ogni capoluogo, si stanno coagulando le forze migliori della società civile lombarda intorno al la figura di Maroni e al suo alto profilo istituzionale. La Lombardia è una macchina da guerra, difficile da amministrare. Prendete i numeri: la nostra regione ha il Pil di nazioni come la Svezia, il Belgio o della Polonia e il pil pro capite lombardo è superiore è quello francese e tedesco. Per questo il miglior candidato, l'unico possibile, è Maroni, perché ovunque sia stato, al ministero del Welfare o in quello degli Interni ,ha fatto benissimo e questo ne fa l'unico in grado di governare una macchina da guerra così complessa come la Lombardia». Vincere per governare, come ribadisce Maroni: «Ho voluto che mi sostenessero solo liste che sottoscrivevano e condividevano il mio programma e dunque anche la creazione dell'Euroregione e il trattenere il 75% di tasse qui. E tutti hanno sottoscritto questi punti. Per questo ci sono le condizioni non solo per vincere ma per governare e realizzare il cambiamento sulla base di un programma che nasce dal territorio e dalla società civile, dalle proposte e richieste che ho raccolto girando sul territorio. Per questo domani e mercoledì saremo a Como e Cernobbio, per la due giorni intitolata “Dillo a Maroni”, per fare una sintesi di queste proposte che nei giorni successivi sottoporrò ai miei alleati per poi redigere il programma definitivo. Il programma dei lombardi, per la nostra Lombardia ».
E di pari passo nota il crescente nervosismo degli avversari, che lo attaccano in continuazione. «Ma io a loro non replico. Semplicemente perché voglio parlare di contenuti, di programmi, di cose concrete. E da parte loro non ne ho ancora sentito una di proposta concreta», fa notare Maroni. Che rivendica poi la concretezza e l'essenzialità del suo programma. «Intorno alla mia candidatura, a sostegno della mia candidatura, ho una coalizione che ha sottoscritto e condiviso un programma chiaro e preciso, il mio programma. Che prevede la creazione dell'Euroregione del Nord, insieme al Piemonte e al Veneto, e il trattenere il 75% di tasse nelle nostre regioni. E tutte le liste che mi sostengono hanno sottoscritto questo programma», rimarca il segretario della Lega Nord. Che poi snocciola alcune cifre: «Trattenere il 75% delle nostre tasse significa, per la sola Lombardia, trattenere almeno 16 miliardi l'anno. Soldi con cui possiamo abolire l'Irap, che costa 8 miliardi, il bollo auto, che costa un miliardo, l'lmu, e possiamo fare tante altre cose, come ridurre la pressione fiscale alle imprese che assumono dei giovani o migliorare il nostro welfare. E questo non sono promesse elettorali, come quelle che fanno i miei avversari, perché noi sappiamo dove reperire le risorse per fare tutto questo, per abolire l'Irap o il bollo auto: questi soldi li recuperiamo tenendoci questi 16 miliardi l'anno. Molto semplice. Gli altri fanno promesse, io mi limito a dire quello che farò e come lo farò e dove troverò le risorse per farlo». Quindi una frecciata ai due sbraitanti avversari: «Al posto che dire che trattenerci il 75% delle tasse non si può fare dicano piuttosto dicano chiaramente cosa ne pensano, se sono d'accordo con questa nostra proposta di tenerci qui 16 miliardi ogni anno o se invece vogliono continuare a versare i soldi dei lombardi a Roma. Lo dicano una volta per tutte». l cronisti che lo assediano lo bombardano di domande sui sondaggi che lo danno favorito. Maroni sorride ma fissa un obiettivo ambizioso ma alla portata: «Voglio vincere con oltre il 40% dei consensi in modo da avere il premio di maggioranza che ci farebbe avere il 60% in consiglio regionale. E sono convinto di farcela. Ce la possiamo fare? Io dico di sì perché ci sono tutte le condizioni. Come Lega Nord abbiamo ripreso bene, le cose si sono sistemate all'interno della Lega, così come i rapporti con gli alleati funzionano. Ecco quindi perché, secondo me, ci sono tutte le condizioni per vincere e per vincere bene». Al suo fianco il coordinatore della lista civica Maroni presidente, il professor Stefano Bruno Galli, annuisce e sottolinea: «in ogni collegio lombardo, in ogni capoluogo, si stanno coagulando le forze migliori della società civile lombarda intorno al la figura di Maroni e al suo alto profilo istituzionale. La Lombardia è una macchina da guerra, difficile da amministrare. Prendete i numeri: la nostra regione ha il Pil di nazioni come la Svezia, il Belgio o della Polonia e il pil pro capite lombardo è superiore è quello francese e tedesco. Per questo il miglior candidato, l'unico possibile, è Maroni, perché ovunque sia stato, al ministero del Welfare o in quello degli Interni ,ha fatto benissimo e questo ne fa l'unico in grado di governare una macchina da guerra così complessa come la Lombardia». Vincere per governare, come ribadisce Maroni: «Ho voluto che mi sostenessero solo liste che sottoscrivevano e condividevano il mio programma e dunque anche la creazione dell'Euroregione e il trattenere il 75% di tasse qui. E tutti hanno sottoscritto questi punti. Per questo ci sono le condizioni non solo per vincere ma per governare e realizzare il cambiamento sulla base di un programma che nasce dal territorio e dalla società civile, dalle proposte e richieste che ho raccolto girando sul territorio. Per questo domani e mercoledì saremo a Como e Cernobbio, per la due giorni intitolata “Dillo a Maroni”, per fare una sintesi di queste proposte che nei giorni successivi sottoporrò ai miei alleati per poi redigere il programma definitivo. Il programma dei lombardi, per la nostra Lombardia ».

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